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A fuoco un capannone sotto il ponte crollato e scoppia la polemica per i funerali di Stato. Alcune famiglie: no a questa farsa

Alle 7.30 di questa mattina si è sviluppato un incendio all’interno di una fabbrica che si trova nella zona del crollo del ponte Morandi a Genova e che il 14 agosto era stata evacuata. Non si conoscono ancora le cause del rogo. Sul posto sono in azione i Vigili del Fuoco. La situazione è sotto controllo.

Genova nel caos. Purtroppo. E inascoltato l’appello del Cardinale Bagnasco di evitare polemiche e strumentalizzazioni politiche. Il Cardinale, sia chiaro, per noi ha pienamente ragione.

NO AI FUNERALI DI STATO. E’ il giorno dei primi funerali privati delle vittime del crollo del ponte Morandi a Genova. Molte famiglie, infatti, si sono opposte ai funerali di Stato che saranno celebrati sabato alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Sono 17, su 38 morti, quelle che hanno scelto le esequie private. Altre 7 non hanno ancora deciso. “Non vogliamo una cerimonia farsa”, si è sfogato il padre di una delle 4 vittime di Torre del Greco.

“Mio figlio non diventerà un numero nell’elenco dei morti causati dalle inadempienze italiane, farò in modo che ci sia giustizia per lui e per gli altri: non dobbiamo dimenticare”. Lo ha scritto su Facebook Roberto, il padre di Giovanni Battiloro. “Non vogliamo un funerale farsa, ma una cerimonia a casa, nella nostra chiesa a Torre del Greco. E’ un dolore privato e non servono passerelle. Da oggi inizia la nostra guerra per la giustizia, per la verità: non deve più accadere”, ha concluso.

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Il bilancio delle vittime è ancora provvisorio. Sono 38 i morti dovuti al crollo del ponte Morandi, avvenuto martedì mattina a Genova. Tra le vittime anche un bambino di 8 anni e due adolescenti di 12 e 13. Il governo ha proclamato il lutto nazionale.

I funerali di Stato delle vittime dovrebbero tenersi sabato mattina a Genova. Ma «ci potrebbero essere ancora 10-20 persone disperse», ha detto il procuratore capo Francesco Cozzi facendo il punto sulle indagini.

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Il numero degli sfollati secondo fonti del governo è intanto salito a 664 unità, per 331 nuclei familiari. Gruppi di residenti hanno chiesto di poter rientrare nelle abitazioni abbandonate per prendere medicine destinate soprattutto alle persone anziane e effetti personali ma per motivi di sicurezza nessuno potrà rientrare nel proprio appartamento, soprattutto se si trova sotto il moncone del ponte.

«Mio suocero – ha detto una donna – ha necessità di medicine che sono difficili da reperire soprattutto in questo periodo festivo. È anziano e con gravi problemi di salute e le sue medicine sono rimaste in casa». Sono proprio i vigili del fuoco che entrano nelle case a rischio crollo per prendere medicinali e materiali urgenti mentre nelle case non a rischio diretto di crollo accompagnano i cittadini a ritirare gi effetti personali. Gli sfollati sono costantemente seguiti sia dalla protezione civile che dai vigili del fuoco con un impegno straordinario.

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Come riportato da La Stampa, a smorzare i toni è stato poi il sindaco di Torre del Greco che, dopo essersi recato a Genova per sovrintendere alle operazioni di trasferimento delle salme, ha spiegato: “Non è un no ai funerali di Stato, ma la necessità di condividere il proprio dolore con le famiglie”.

Al posto delle quattro bare dei ragazzi campani, ci saranno così le loro fotografie. Ma a dire no ai funerali di Stato sono state anche altre famiglie colpite dal lutto. “Quelle cose pubbliche non mi piacciono”, ha detto Anna Timossi, la madre della 34enne Elisa Bozzo. Le sue esequie si terranno sabato alle 11 ma nella chiesa di Sarissola.

Genova si appresta così a organizzare i funerali di Stato in una situazione drammatica. Giovedì c’è stato un vertice in Prefettura per coordinare l’arrivo del presidente della Repubblica Sergio Mattarella e delle altre cariche dello Stato.

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