Redipuglia. Visita di Papa Francesco sabato 13 settembre

Francesco_a_Redipuglia_2_300x215REDIPUGLIA – Papa Francesco è arrivato stamattina in Friuli Venezia Giulia, all’aeroporto di Ronchi dei Legionari, proveniente da Ciampino per la sua visita al Sacrario militare di Redipuglia per pregare per i caduti di tutte le guerre a cento anni dall’inizio della Prima Guerra Mondiale. Dopo 22 anni un Papa torna pellegrino a Redipuglia. Giovanni Paolo II, la sera del 3 maggio del 1992, ricordò il sacrificio e le sofferenze di migliaia di giovani vittime della Prima Guerra Mondiale che riposano nel Sacrario militare: centomila caduti di cui 60mila ancora senza nome, morti nelle trincee del Carso e dell’Isonzo. Papa Francesco pregherà, da solo, prima nel vicino cimitero austro-ungarico di Fogliano, dove riposano le spoglie dei caduti austriaci e ungheresi, il nemico di allora. Un segno forte di invocazione alla pace e di preghiera per i caduti di tutte le guerre, per dire che la guerra è ancora una “inutile strage” e  fa male, a quelli che la combatterono nel  Novecento ma anche a chi la combatte, “a pezzi”, oggi nel mondo. Poi l’ingresso nel Sacrario di Redipuglia dove celebrerà, davanti ad almeno 10 mila fedeli, la Messa con i cardinali di Vienna e Zagabria ed i vescovi provenienti da Slovenia, Austria, Ungheria e Croazia e dalle diocesi del Friuli Venezia Giulia, oltre ai vescovi ordinari militari e cappellani militari, ai quali, al termine della Messa, consegnerà la lampada della Pace di San Francesco che verrà accesa nelle rispettive diocesi durante le celebrazioni di commemorazione della Prima Guerra Mondiale, di cui ricorre quest’anno il centenario.

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Il Papa non userà per gli spostamenti la macchina scoperta, per conservare raccoglimento e preghiera. L’annuncio del pellegrinaggio a Redipuglia fu dato direttamente da Francesco il 6 giugno scorso a Roma, in occasione della cerimonia per i 200 anni di fondazione dell’Arma dei Carabinieri. Ad accogliere il Papa a Redipuglia, l’ordinario militare italiano, arcivescovo Santo Marcianò. In una lettera pastorale ai cappellani, ai militari e a tutti i fedeli dell’Ordinariato militare, dal titolo “Il Dio che stronca le guerre”, edita dalla Lev, mons. Marcianò propone una riflessione sulla dimensione politica, sociale ed evangelica della pace. Riguardo alla dimensione “politica” della pace, l’ordinario scrive come non si deve fare la guerra, ma “lavorare per fermare le violenze” nel mondo. Citando il Beato don Gnocchi, cappellano militare nella Seconda Guerra Mondiale, mons. Marcianò sottolinea come la guerra sia “un temporaneo distacco dell’uomo da Dio, e un temporaneo abbandono della storia alla logica dell’errore”. Al termine della Messa, il saluto delle autorità militari, con la consegna al Papa da parte del capo di Stato Maggiore della Difesa, ammiraglio Binelli Mantelli, del foglio matricolare del nonno, Giovanni Bergoglio, bersagliere, soldato nella Prima Guerra Mondiale.

Primo atto della visita del Papa al Sacrario di Redipuglia, è dunque la preghiera nel vicino cimitero austro-ungarico di Fogliano, dove riposano le spoglie dei caduti austriaci e ungheresi.

 

 

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ECCO IL PROGRAMMA COMPLETO DEL VIAGGIO:

 h. 07.30 – trasferimento in auto dal Vaticano all’aeroporto di Ciampino.
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h. 08.00 – partenza per l’aeroporto di Ronchi dei Legionari, dove l’atterraggio è previsto 50 minuti dopo.
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h. 09.15 – il Pontefice si recherà al cimitero austro-ungarico di Fogliano di Redipuglia, dove sosterà davanti al monumento centrale per una preghiera e un omaggio floreale.
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h. 10.00 – celebrazione della Messa al Sacrario militare di Redipuglia. Al termine verrà recitata una preghiera per i caduti e le vittime di tutte le guerre. Francesco consegnerà agli ordinari militari e ai vescovi presenti una lampada che verrà accesa nelle rispettive diocesi nel corso delle celebrazioni di commemorazione della Prima Guerra mondiale.

La sintesi dell’Omelia nella Messa al Sacrario militare di Redipuglia

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h. 12.00 – partenza per Roma.
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h. 12.50 – arrivo all’aeroporto di Ciampino e trasferimento in auto in Vaticano.
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