Vangelo (17 agosto 2018): Per la durezza del vostro cuore Mosè vi ha permesso di ripudiare le vostre mogli

#Vangelo (14 agosto): Non tutti capiscono questa parolaMt 19,3-12
Per la durezza del vostro cuore Mosè vi ha permesso di ripudiare le vostre mogli; all’inizio però non fu così.

In quel tempo, si avvicinarono a Gesù alcuni farisei per metterlo alla prova e gli chiesero: «È lecito a un uomo ripudiare la propria moglie per qualsiasi motivo?». Egli rispose: «Non avete letto che il Creatore da principio li fece maschio e femmina e disse: “Per questo l’uomo lascerà il padre e la madre e si unirà a sua moglie e i due diventeranno una sola carne”? Così non sono più due, ma una sola carne. Dunque l’uomo non divida quello che Dio ha congiunto». Gli domandarono: «Perché allora Mosè ha ordinato di darle l’atto di ripudio e di ripudiarla?». Rispose loro: «Per la durezza del vostro cuore Mosè vi ha permesso di ripudiare le vostre mogli; all’inizio però non fu così. Ma io vi dico: chiunque ripudia la propria moglie, se non in caso di unione illegittima, e ne sposa un’altra, commette adulterio». Gli dissero i suoi discepoli: «Se questa è la situazione dell’uomo rispetto alla donna, non conviene sposarsi». Egli rispose loro: «Non tutti capiscono questa parola, ma solo coloro ai quali è stato concesso. Infatti vi sono eunuchi che sono nati così dal grembo della madre, e ve ne sono altri che sono stati resi tali dagli uomini, e ve ne sono altri ancora che si sono resi tali per il regno dei cieli. Chi può capire, capisca».

Gesù è venuto sulla nostra terra per riscattare l’uomo dalla sua pigrizia spirituale. È questo il più grande veleno che il peccato inietta nel nostro spirito e nella nostra anima: l’abulia, la pigrizia, l’accidia. Ci priva di ogni forza nella perseveranza. Si prende un impegno e poi non lo si mantiene. Ci si lega con un vincolo santo, perpetuo, per tutta la vita e poi si scioglie. Anche il patto di natura che avviene con il sacramento del battesimo, della cresima, del presbiterato spesso è rotto. 

#Vangelo (14 agosto): Non tutti capiscono questa parola




Oggi poi è uno scempio spirituale universale. È come se la fedeltà non esistesse più. Non solo a livello religioso, ma anche nel campo sociale, professionale, politico, industriale, economico, internazionale. La parola dell’uomo ha perso ogni valore. Eppure essa è sacra come è sacra quella di Dio. È sul fondamento della Parola data che Dio opera. Nessuno può ricevere il sacramento del battesimo, della cresima, del presbiterato senza dare al Signore la Parola di essere suo per sempre, secondo ciò che il Sacramento significa e opera nel cuore, una volta che è celebrato.

Gesù ci riscatta con la sua grazia. Ma anche la grazia necessita della parola dell’uomo. Essa va chiesta come vera forza per perseverare sino alla fine, crescendo ogni giorno di più nella fedeltà. La grazia diviene inefficace se la si riceve senza questo impegno preso dinanzi a Dio. L’Eucaristia è nulla – anche se in essa e per essa è lo stesso Dio che si riceve come grazia increata – se ci si accosta ad essa senza alcun impegno a lasciarci interamente trasformare dalla potenza della sua efficacia rigeneratrice, risanatrice, guaritrice. Anche questo disimpegno è frutto di quel veleno iniettato quotidianamente nel cuore dal peccato non solo grave, ma anche veniale.

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Pietro dice a Gesù che amare una donna per tutta una vita è un impegno talmente forte, coinvolgente, che è preferibile non sposarsi. Gesù rafforza il pensiero di Pietro. Sono pochi quelli che comprendono queste parole, ma solo coloro ai quali è stato concesso. Consacrarsi al celibato permanente non è una scelta di natura, ma è pura grazia del Signore. Al matrimonio si può andare anche per scelta personale, naturale, libera. Il celibato per il regno è purissima grazia del Signore. Anche se è grazia, anche la fedeltà al proprio celibato può essere inquinata dal veleno del peccato e ci si può allontanare dalla parola data al Signore. Da sola la grazia iniziale non è sufficiente. Chi vuole essere fedele ad ogni parola data, sia per il matrimonio che per il presbiterato, deve allontanarsi dal peccato sia mortale che veniale. Nel peccato si è sempre infedeli.

Dove si vive nel peccato e nulla si fa per uscirne fuori, quando ci si allontana dalla grazia di Dio, nessuna fedeltà potrà mai resistere. Non c’è perseveranza. Inesorabilmente si cade a causa dell’accidia e della pigrizia dello spirito che manca di ogni forza per perseverare sino alla fine. Nessuno si illuda. O ci si allontana dal peccato o si è preda di ogni infedeltà. Nessuno potrà amare sino alla fine secondo la parola data, se ogni giorno si avvelena di peccato e di pigrizia infernale. 

Vergine Maria, Madre della Redenzione, Angeli, Santi, liberateci da ogni peccato.




Commento del Movimento Apostolico

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