La delazione

La delazione.
La delazione.

Gesù quando fu condotto davanti al Sinedrio per essere condannato, gli accusatori non riuscivano a trovare colpe gravi per metterlo a morte. La loro rabbia cominciò a crescere così tanto che appena Gesù si proclamò figlio di Dio, cominciarono a strapparsi le vesti, chiedendo tra le urla forsennate la sua crocifissione.  In altre circostanze il Signore aveva consigliato ai suoi discepoli di non prepararsi prima la difesa perché sarebbe stato lo Spirito a suggerire le parole giuste da usare. Alla fine del discorso della montagna, incoraggia i discepoli a non scoraggiarsi: “beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno, e mentendo diranno ogni sorta di mal contro di voi per causa mia, rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli” (Cfr. Mt 5). Le polemiche e gli attacchi alla Chiesa scaturiscono dai luoghi comuni costruiti lentamente nella mente della gente. L’aggressivo anticlericalismo fomentato dalla mentalitità anticattolica, cerca in tutti i modi di screditare la missione della Chiesa gettando ombre sinistre e malvagie sulla gerarchia. Non possiamo negare le difficoltà nate dai peccati di coloro che devono  testimoniare il Vangelo. Come in un copione ben definito, si mettono in scena le battute che  colpiscono l’opinione delle masse, (vedi la pedofilia tra i consacrati, l’omosessualità,  la banca IOR, i chili d’oro del papa, gli anelli, le scarpe, la povertà, le macchine dei prelati, ecc…). La propaganda diventa sempre più esasperata nel momento in cui la luce del Signore risplende in tutta la sua forza. Cercano di negare l’evidenza, minimizzando la realtà nella sua autentica manifestazione.

Nonostante la vicinanza di milioni di uomini, donne, credenti di altre religioni, atei, non si arrendono dai propositi malvagi. Anzi, si coalizzano in gruppi per far sentire meglio la loro voce. Sui social network sputano veleno a palate, cercano di colpire nel segno. Chi si adopera a fomentare l’odio contro la religione, non è degno di essere uomo. Capita così di sentirsi apostrofare che “Dio non esiste, e se anche esistesse non sarebbe certo quello che tu affermi”, affermazione peraltro legittima (e liberamente ispirata da fatti veri) non fosse che all’incauto che ribadisce le proprie posizione, si replica con perentorietà: “io dialogo con tutti i cattolici tranne quelli ottusi che pretendono di avere la verità”. Frase che decodificata vuol dire che dialogo con tutti quei cattolici che sono così pavidi e annacquati da non avere il coraggio di difendere il core message del fondatore: “io sono la via, la verità e la vita”, fuori da me non c’è verità. Peraltro chiunque fa una affermazione, fosse anche 2+2=4 o mi piace la pasta al pomodoro generalmente tende a possedere quella verità, e se afferma qualche cosa che imponga e si basi su una fede dovrebbe appunto crederci, quindi presumere di avere la verità vera in mano. Altrimenti potrebbe fare sua quella famosa battuta di Woody Allen: “Credo in Dio? Non proprio. Diciamo che lo stimo”.

…Così provo sdegno e angoscia di fronte a chi per ragioni politiche twitta: “non solo le loro idee a farmi paura, ma le facce di chi le rappresenta”, che potrebbe essere una arguta affermazione, non fosse che chi l’ha rilanciata si dichiara cattolico, cioè fedele di quella religione che suole affermare che bisogna perseguire l’errore e non l’errante, che Cristo ha sparso il proprio sangue per tutti –belli e brutti, eleganti e cafoni- e che non ci è consentito giudicare persone ma solo fatti. Vale a dire che quindi dovremmo affermare “non mi spaventano le loro facce, dato che devo amare ciascuno come fratello, quanto aborro le idee che proclamano”.

Invito caldamente quindi ad un rinnovato impegno in difesa delle regole di base della lingua, della grammatica, della logica… Le parole sono importanti, poiché è con esse che formuliamo i pensieri. L’aver sfarinato la lingua, sostituendola con il linguaggio di quelli che definiscono –absit injuria verbis- bimbiminkia, linguaggio “kostruito kn sigle abrvzn tvtb disegnini ♥ e minacce kk kzz vuoi?”, l’aver generato tutto questo credo proprio abbia finito per ridurci a bruti incapaci di seguir virtude e conoscenza” (Paolo Pugni). Propongo alla vostra attenzione, alcuni cinguetti interessanti in risposta agli attacchi contro la Chiesa: “Papa: non capisco i non credenti che si accaniscono tanto, se non siete cattolici, perché avercela tanto con la Chiesa?”;  “Chi invoca il matrimonio per i preti come liberazione dai problemi, forse dimentica il numero degli abusi sui minori che avvengono in famiglia”;  “Ormai della chiesa è lecito dire qualsiasi cosa, tranne il bene che compie”; “La Chiesa non può cambiare perché ai credenti non piace così come è. Ma andate a comandare a casa vostra”; “Sappiate che i preti pedofili rispettano la stessa percentuale dei maestri, professori, allenatori. Aboliamo Scuole o palestre?”; “Hai dimenticato i padri, gli zii, i nonni ed i nuovi compagni delle mamme. Di più tra i maestri le percentuali sono più alte, lo sanno tutti, ma non lo dicono”; Dio ci guardi dai preti pedofili. E da quelli che sfruttano le vittime della pedofilia per sputare il loro veleno odioso contro la Chiesa”; “La verità è come un bisturi. Fa  male, perché apre le ferite coperte dalle menzogne, ma permette di guarire”.

Concludo con le parole di Mons. Mario Delpini vicario Generale della diocesi di Milano: ‎“Voi che avete il sospetto di essere impotenti continuate a stare presso la croce di Gesù, perché da Gesù viene lo Spirito che rinnova la terra.I credenti che si ostinano a stare presso la croce di Gesù, a costo di essere irrilevanti, insignificanti, impotenti, contemplano la pietra posta a chiudere il sepolcro e non disperano come coloro che non hanno speranza e si congedano dai morti come rassegnati alla definitiva sconfitta della vita. Custodiscono invece la speranza e l’attesa perché imparano il “principio seminagione”. Il chicco di grano caduto in terra, muore, ma per produrre frutto. La tomba imprigiona il corpo del Crocifisso, ma come un grembo che si predispone a partorire la vita nuova, come un deserto che si prepara a fiorire in forza di quello che sembra il più piccolo di tutti i semi.Il principio seminagione è lo stile del Regno che è già in mezzo a noi, è già il significato del mondo, è già la terra promessa della Chiesa, ma nella forma del seme che muore, dell’impotenza che si affida, del faticoso peregrinare dei giusti che preferiscono subire il male piuttosto che compierlo, che preferiscono il perdono alla vendetta, che preferiscono pregare per i propri nemici, piuttosto che reagire con insulti e violenza.Quelli che si ostinano a stare sotto la croce sono talora fragili e spaventati, sono talora insidiati dal sospetto di essere anacronistici, sconfitti, e tuttavia continuano a ritenere false le insinuazioni del principe di questo mondo che li dichiara irrilevanti, insignificanti e impotenti e continuano a stare là, sotto la croce, perché operi in loro il principio vocazione, il principio comunione e il principio seminagione”. DonSa

Non bisogna mai parlare male degli altri, soprattutto quando non si possono difendere.
Non bisogna mai parlare male degli altri, soprattutto quando non si possono difendere.

 

 

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