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E a Madrid nel «presepe» c’è Aylan

​Una scena della natività che colpisce il cuore, quella allestita nella chiesa di san Anton di Madrid a cura della Fondazione Messaggeri di Pace. Il piccolo Aylan, il bimbo siriano morto affogato durante la traversata dell’Egeo, domina la scena, e i suoi genitori lo vegliano. A lato della capanna, due binari lungo i quali si incamminano i profughi. Un “presepe di solidarietà”, che si può vedere notte e giorno fino al 6 gennaio nella chiesa di calle Hortaleza, non troppo distante dal Museo del Prado.

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L’iniziativa del Presepe di solidarietà, quest’anno dedicato ai rifugiati, ha l’obiettivo di sensibilizzare e di far riflettere su una tragedia umanitaria vissuta nell’anno ed è alla sua terza edizione. Nell’Avvento 2013 era stato ambientato nelle Filippine appena devastate dal tifone Hayan, mentre nel 2014 era stato dedicato alle sofferenze dell’Africa. Nel Presepe solidale dei rifugiati di quest’anno la tradizionale capanna è stata sostituita da una tenda di un campo profughi, e due genitori vegliano un bimbo morto che ha le sembianze di Aylan, il siriano affogato la scorsa estate e diventato suo malgrado simbolo della tragedia dei migranti in fuga dalla guerra. Ai lati della capanna-tenda si possono leggere pensieri di Papa Francesco e degli stessi profughi. Il presepe è realizzato artigianalmente dall’artista madrileno Ikella  Alonso.

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Messaggeri della Pace (Mensajeros de la Paz) è una ong con una storia ventennale di aiuto ai rifugiati: attualmente è impegnata in Macedonia, Serbia, Croazia e Grecia con campi di prima accoglienza.

Redazione Papaboys (Fonte www.avvenire.it)

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