Alla riscoperta di Santa Barbara

10348441_10204350102304644_4391153932576092169_nLa memoria liturgica odierna celebra Barbara, donna venerata come santa e martire sia dalla Chiesa cattolica che dalla Chiesa ortodossa.

Sulla sua vita non sono pervenuti dati certi, essendo stata la sua figura avvolta dalla leggenda e divenuta tale proprio grazie alla nota “Legenda Aurea”. Per questa ragione il culto di Santa Barbara è divenuto molto popolare e l’ha eletta protettrice contro i fulmini e le morti improvvise e violente.

Barbara nacque a Nicomedia nel 273 d.C. Suo padre, Dioscoro, di religione pagana e uomo dalla personalità complessa fece costruire una torre ove la rinchiuse essendo ella richiesta in sposa da moltissimi pretendenti. Barbara non aveva però intenzione di sposarsi, ma di consacrarsi a Dio, perché come sua madre, aveva abbracciato segretamente la fede cristiana. La leggenda narra infatti che, prima di entrare nella torre fatta costruire dal padre, non essendo ancora battezzata, e volendo ricevere il sacramento del Battesimo, la fanciulla si recò in una piscina d’acqua vicino alla stessa torre e vi si immerse tre volte. Il padre, venuto a conoscenza della professione cristiana della figlia, decise quindi di ucciderla, ma Barbara riuscì miracolosamente a passare tra le pareti della torre, riuscendo a fuggire. Catturata, il padre la condusse così davanti al magistrato, affinchè fosse tormentata ed uccisa crudelmente.

Il prefetto Marciano cercò di dissuadere Barbara dal suo proposito, ma vista l’inutilità dei suoi numerosi tentativi, ordinò di tormentarla avvolgendole tutto il corpo in panni ruvidi, in modo da farla sanguinare in ogni parte. Le leggende agiografiche, narrano però al riguardo che, durante la notte, la ragazza ebbe una visione e fu completamente risanata.

Il giorno seguente, il prefetto la sottomise pertanto a nuove e crudeli torture assieme ad una certa Giuliana, presente al supplizio, la quale aveva anch’essa manifestato sentimenti cristiani. Durante il martirio, però, le fiamme accese ai loro fianchi per torturarle si spensero quasi subito. Barbara, portata ignuda per la città, ritornò dunque miracolosamente vestita e sana, nonostante l’ordine della flagellazione. Il prefetto condannò così Barbara e Giuliana alla pena della decapitazione e verso Barbara fu il padre stesso ad eseguire la sentenza. Era il 4 dicembre del 306 d.C. Si narra altresì che, subito dopo il martirio, un fuoco discese dal cielo e bruciò completamente il padre crudele sino al punto che non  ne rimasero nemmeno le ceneri.

 

Al fine di scoprire o riscoprire la figura di Santa Barbara, la casa di produzione cinematografica Lux Vide, in collaborazione con Rai Fiction, ha realizzato nel 2012 una miniserie a lei dedicata con la regia di Carmine Elia. di Maddalena Mazzone

 

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