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Una preghiera per il piccolo Loris e per la sua famiglia. La morte non ha l’ultima parola!

310x0_1417283440818_rainews_20141129184857201La Redazione dei Papaboys si stringe nella preghiera alla famiglia del piccolo Loris di Ragusa, strangolato e ucciso. Una vicenda drammatica che si può superare solamente con la fede e con la certezza della Risurrezione dei giusti. Affidiamo questo bambino all’Amore di Dio, a quel Signore che adesso lo abbraccia e lo coccola, ed inviamo la più forte e solidale vicinanza alla famiglia distrutta.

Al momento risulta infondata la presenza di segni di violenza a scopo sessuale” sul corpo del piccolo Loris. E’ quanto scritto in un comunicato diffuso dal procuratore di Ragusa, Carmelo Petralia.

Secondo l’autopsia eseguita dal medico legale Giuseppe Iuvara – riferisce l’Agenzia Ansa – , il bambino sarebbe morto per “asfissia da strangolamento con precipitazione”. Le cause della morte di Loris Stival sono state accertate dall’autopsia eseguita dal dottor Giuseppe Iuvara e confermate dal procuratore di Ragusa, Carmelo Petralia. Secondo questa ricostruzione il bambino sarebbe stato strangolato e lanciato da un’altezza di circa 3,4 metri. “La procura – ha detto il procuratore di Ragusa, Carmelo Petralia – indaga per sequestro di persona e omicidio, ma al momento non vi sono persone iscritte nel registro degli indagati. Indaghiamo a 360 gradi, non trascuriamo nessuna ipotesi, ma ci sono delle piste privilegiate. Dopo l’autopsia continuano gli accertamenti medico legali da parte di una equipe che deve sviluppare i dati che sono stati finora acquisiti”.

Il piccolo Loris Stival, ha detto il procuratore di Ragusa, è morto nella zona dove è stato rinvenuto il corpo e non altrove. “La precipitazione seguita allo strangolamento è avvenuta all’interno del canale di scolo delle acque in cui è stato rinvenuto” il corpo del bambino.

Ed è  stata la seconda notte di indagini per polizia e carabinieri sulla morte del bambino di otto anni, il cuo corpo è stato trovato due giorni fa a Santa Croce di Camerina dopo non essere entrato a scuola.

Intanto davanti alla scuola frequentata dal piccolo Loris, capannelli di bambini parlano tra loro: “La tv ha detto…”, “sul web ho letto che…”. I genitori accompagnano i ragazzi per mano con lo sguardo fino al loro arrivo al cancello d’ingresso. Altri ragazzi prima di entrare comprano panini e brioche da un chiosco dalla vicina piazza. Tra di loro dubbi e paure: “Ma cosa è successo, ma chi è stato?”, sono le domande più frequenti. I genitori dei ragazzi sono restii a parlare anche perché prende corpo l’ipotesi dell’Orco: “Come ci si può difendere da una cosa del genere – dice una mamma – io ho due figli e ho paura. Speriamo che chiunque sia stato gli investigatori lo prendano presto perché abbiamo paura”.

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Preside, vogliamo sapere come proteggere gli alunni –  “Le forze dell’ordine mi hanno detto che al momento non esistono certezze, ma ho chiesto loro di dirmi quale è il pericolo che possono correre i bambini”, afferma la preside della scuola elementare Falcone-Borsellino Giovanna Campo, davanti al cancello dell’istituto vietando l’ingresso a telecamere e giornalisti. “La nostra priorità in questo momento – ha aggiunto – è accogliere i bambini e spiegare loro, se ci riusciremo, cosa devono fare. Non siamo preparati a questo tipo di evento assurdo e per questo in classe ci saranno anche gli psicologi della Sezione minorenni della Polizia”. Sull’ipotesi che ci possa essere un orco in Paese la direttrice preferisce non commentare: “Aspettiamo gli esiti finali delle indagini, abbiamo piena fiducia in polizia e carabinieri, ma al momento non c’è nulla di definitivo”.

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