Natale, il neo eletto presidente della Sicilia: ‘Un presepe da subito in ogni scuola siciliana’

“Allestiamo un presepe in ogni scuola primaria dell’Isola per dare identità culturale ai nostri ragazzi nel tempo dello smarrimento”. Questa la proposta che il deputato dell’opposizione Nello Musumeci ha rivolto, con una nota personale, all’assessore regionale alla Pubblica istruzione Bruno Marziano.

“La Sicilia – ha evidenziato Musumeci – più di ogni altra regione italiana, è figlia della millenaria cultura cristiana e da noi il crocifisso, prima di essere un simbolo di fede, è la testimonianza della civiltà occidentale. Sono certo che l’assessore senta il bisogno d’interpretare la gravità del momento ed invitare, con una circolare, i dirigenti scolastici ad adoperarsi per l’allestimento di un presepe, anche con il coinvolgimento delle famiglie degli scolari.

Nessun alunno deve sentirsi obbligato a concorrere, specie se professante culti diversi da quello cristiano ma avere rispetto per le religioni degli altri, non significa doversi vergognare della propria”

Sbaglia Don Braggié a fare a meno del presepe al cimitero




In Sicilia non c’è dubbio: ha vinto Nello Musumeci arrivando al 40% dei consensi. Il candidato che è riuscito a ricompattare un centrodestra ancora alla ricerca di un leader, ha battuto il grillino Giancarlo Cancelleri, fermo al 34,6%. Solo terzo, a distanza, il rettore di Palermo, Fabrizio Micari, appoggiato da Pd e Alfano, sotto il 20%. Claudio Fava, il candidato di Mdp, Prc, Possibile e Verdi, segue a distanza al 6,3%. Ma, al di là delle percentuali assegnate ai singoli candidati, qualcosa di essenziale emerge analizzando i dati di lista: i 5 Stelle sono il primo partito con il 26,6%, con dieci punti in più su Forza Italia, seconda classificata con il 16,4%. Terzo il Pd con il 13%. La percentuale è la stessa del 2012 (quando vinse Rosario Crocetta, appoggiato dal centrosinistra), ma se si compara al dato nazionale a cui i sondaggi danno il Pd, il crollo è di quelli preoccupanti (più della metà dei consensi). Non si può, invece, dire lo stesso delle altre liste avversarie (M5S e FI) in linea con le indicazioni di voto nazionali. Malino anche la lista Fratelli d’Italia-Noi con Salvini, ferma al 5,2%, ancora peggio Ap di Alfano che, nonostante fosse nella sua roccaforte, la Sicilia, non è nemmeno entrata nell’Assemblea regionale siciliana, restando sotto la soglia del 5%. Mdp si accontenta: con la lista Cento passi (agglomerato di tutte le sinistre, a sinistra del Pd) supera il 5% e rientra all’Ars dopo 11 anni,




Fonte siciliainformazioni.com

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