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Il Santo del giorno 19 Agosto 2020 Santa Sara, Madre dei Credenti

Oggi, 19 Agosto, ricordiamo la figura biblica di Santa Sara

Sara o Sarah è una personalità biblica, prima moglie del patriarca Abramo, e madre di Isacco. Il nome ebraico Sarah significa principessa. È venerata da tutte le Chiese Cristiane che ammettono il culto dei santi.

LEGGI: Oggi la Chiesa ricorda una devoto dei Sacri Cuori. Ecco chi era

La storia

(Fonte it.cathopedia.org) – Nel Libro della Genesi, Sara gioca un ruolo fondamentale nella costruzione della discendenza eletta e del compimento della promessa di Dio, dopo che Abramo esce da Carran e prende avvio la vicenda che porterà alla costituzione del popolo eletto (cfr. Gen 13).

In base alla cronologia biblica, Sara nasce all’incirca nel 2028 a.C. da Tera, padre di Abramo. Sara è quindi sorellastra del marito, figlia dello stesso padre, ma non della stessa madre (Gen 20,20). Sara ha circa dieci anni meno del marito Abramo (Gen 17,17) col quale si sposa mentre si trovavano nella città di Ur (Gen 11,28-29).

Sara è una donna molto bella nonostante la sua età. Il timore del marito di essere ucciso da qualcuno che desidera avere sua moglie lo spinge a imporle di dichiarare a chiunque glielo chieda di essere sorella di Abramo e non la consorte.

La sua straordinaria bellezza fu motivo del rapimento architettato prima dal faraone e poi da Abimelec in Gerar, ma Dio la protesse nel suo onore. 

Sara è sterile e quando ha ormai 75 anni circa, secondo la consuetudine dell’epoca, dà in moglie la sua schiava Agar al marito perché partorisca per lei un figlio, cui mette nome Ismaele, il quale sarebbe poi divenuto il capostipite di una grande nazione.

Il suo nome originale era Sarai, che probabilmente significa “litigiosa”. Quando essa ha 89 anni Dio le cambia il nome da Sarai in Sara, che significa “Principessa, Signora” promettendole che avrebbe concepito miracolosamente un figlio, al quale essa mise poi nome Isacco, il cui nome significa risata, perché Sara rise ascoltando la promessa fatta da Dio ad Abramo (Gen 17,15 e Gen 21,5-6).

Dio disse ancora ad Abramo: ‘Non chiamare più tua moglie Sarai; d’ora in poi il suo nome è: Sara. Per mezzo di lei ti darò un figlio. La benedirò e darà origine a intere nazioni e vi saranno re fra i suoi discendenti’. Allora Abramo si prostrò con la faccia a terra e rise. Pensò fra sé: ‘È mai possibile che un uomo diventi padre a cent’anni e che all’età di novant’anni Sara possa partorire?’. Perciò Abramo disse a Dio: – C’è già Ismaele. Potresti fare che sia lui il mio erede.

– No! – gli rispose Dio. – Tua moglie Sara ti partorirà un figlio e tu lo chiamerai Isacco. Con lui io manterrò la mia promessa: sarà una promessa che vale per sempre, anche dopo di lui, per i discendenti. Ma anche per ciò che riguarda Ismaele, io ti ho ascoltato. Io lo benedirò: avrà molti figli, genererà dodici principi e sarà l’inizio di un grande popolo. Quanto alla mia promessa io la manterrò con Isacco, il figlio che Sara ti partorirà l’anno prossimo, in questa stessa stagione.

Dopo aver detto questo ad Abramo, Dio si allontanò da lui e scomparve verso l’alto.

Sara muore nel 1901 a.C. circa, all’età di 127 anni, 32 anni circa dopo aver partorito Isacco.

Anche dopo la morte, Sara si lega a una promessa di Dio: quella di una terra promessa.

«Abramo seppellì Sara, sua moglie, nella caverna del campo di Macpela di fronte a Mamre, cioè Ebron, nel paese di Canaan.» (23,19)

Santa Sara, moglie di Abramo 19 Agosto
Santa Sara, moglie di Abramo 19 Agosto

Il pensiero di San Pietro e San Paolo

San Pietro, nei sacri scritti a lui attribuiti, censisce Sara tra le sante donne che speravano in Dio. Pur adornandosi erano comunque soggette ai loro mariti ed operavano il bene coltivando la loro spiritualità interiore. Considera Sara madre di tutte le credenti, come Abramo lo è per gli uomini.

San Paolo, in Galati 4,22-31, scrive che Sara e Agar (la sua schiava) rappresentano le due Alleanze di Dio con gli uomini. Agar rappresenta il Patto della Legge stipulato con Mosè sul monte Sinai e la Gerusalemme attuale “che è schiava insieme ai suoi figli”. Sara invece rappresenta la “Gerusalemme di lassù” in base al nuovo Patto stipulato con Gesù durante l’Ultima Cena, e che rende liberi i figli di Dio.

Sara è stata infine decisamente sfortunata in duemila anni di cristianesimo sul piano culturale. Al contrario di Abramo, che il Martirologio Romano commemora al 9 ottobre. La sua sposa non figura in alcun calendario latino od Orientale, ma solo la Chiesa Copta ha fissato per la sua festa la data del 19 agosto. Indirettamente Santa Sara è festeggiata dalla Chiesa Cattolica, in quanto al 24 dicembre sono festeggiati tutti i santi antenati di Gesù Cristo.

In questi ultimi tempi è comunque aumentata la produzione iconografica da parte di diverse Chiese volta a raffigurare Sara con l’aureola della santità.

Redazione Papaboys

 

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