La festa di Tutti i Santi – Le prime pagine dei giornali diocesani

primepL’OPINIONE DEL TERRITORIO – I settimanali cattolici, in uscita in questi giorni, si soffermano sulla festa di Ognissanti e sulla commemorazione dei defunti. “I credenti hanno ricevuto su questo una parola certa – rilevano le testate Fisc -, cui guardare con fiducia”.

“Eternità e santità sono due parole chiave nelle giornate che stiamo per vivere con la solennità di Ognissanti e la commemorazione dei defunti” I giornali aderenti alla Fisc (Federazione italiana settimanali cattolici), in uscita in questi giorni, si soffermano sulle ricorrenze dei prossimi giorni. “I credenti hanno ricevuto su questo una parola certa – rilevano le testate Fisc -, cui guardare con fiducia e il Vangelo insegna che cosa aspettare con gratitudine”. Tra gli altri argomenti affrontati dai settimanali: politica italiana, cronaca e vita delle diocesi. Proponiamo una rassegna degli editoriali giunti ad oggi in redazione. 

La festa di Ognissanti e la commemorazione dei defunti. “Cosa vale davvero nella vita?”. È la domanda che pongono molti giornali, riflettendo sul significato della festa di Tutti i Santi e la commemorazione dei defunti. Il Nuovo Diario Messaggero (Imola) nota: “Quanti giovani potrebbero incontrare la luce della santità, se noi adulti vivessimo da santi, parlassimo della santità e facessimo conoscere loro i tanti santi che hanno segnato la storia della Chiesa”. Per il Ticino (Pavia), “la festa dei Santi ci costringe a fermarci, uomini di questo tempo secolarizzato, coscienti della propria potenza, abituati a veder tutto sotto la luce ‘economica’, a giudicare tutto, anche la Chiesa, con il criterio della visibilità, appartenenti alla società liquida in cui conta l’immediato. Ci costringe, tutti, a porci la domanda: ma che cosa vale davvero nella vita? Che cosa veramente ‘produce’ per rendere il mondo più vivibile, e l’uomo più felice? Che senso ha parlare di ‘Santi’ in un mondo nel quale i simboli di riferimento sono diventati ben altri? E la Chiesa, cosa dice di se stessa, per poter essere nel mondo profetica testimone di vita vera, pienamente realizzata e felice?”. “Oggi è la festa di Ognissanti: che cosa di meglio, di più splendente e gioioso di una giornata che ci vede tutti, indistintamente, protagonisti di una santità possibile? Certo, occorre viverla, perseguirla e volerla, ma la nostra fede ci aiuta in questo itinerario che conduce all’eternità accanto al Padre”, evidenzia Amanzio Possenti, direttore del Popolo Cattolico (Treviglio). Per Walter Lamberti, direttore dellaFedeltà (Fossano), “se ragionassimo davvero sulla santità come qualità a portata di tutti e ai santi come a ‘persone come noi’ comprendendo tutti quei santi che sono elencati in calendario e venerati dalla Chiesa, ma anche tutti quei santi di cui pochi o nessuno ha conosciuto la fede e le opere, forse ci sentiremmo un po’ più chiamati in causa. Se la santità è questa, non c’è alibi, non c’è scusa per non impegnarsi, per dire ‘non mi riguarda’”. L’Araldo Abruzzese(Teramo-Atri) scrive: “Forse nessuna festa come quella di Tutti i Santi o nessun ricordo come quello della commemorazione dei defunti pongono davanti a ciascuno la domanda seria: dove andremo dopo questa vita? O, più radicalmente: c’è qualcosa dopo la morte?”. Giuseppe Piancastelli, direttore del Piccolo (Faenza), ripreso anche dal Nuovo Giornale (Piacenza-Bobbio), osserva: “Crescono amarezza e delusione a vedere ancora proporre, per i prossimi giorni di inizio novembre, nonostante le tante crisi del momento, poveri segni di festa: zucche vuote, travestimenti da streghe, fantasmi, vampiri, diavoli… Dovremo ancora una volta reinventare la festa sotto il segno della luce e della vita”. Sulla stessa lunghezza d’onda Mario Barbarisi, direttore del Ponte (Avellino): “Ci sono tanti motivi per dire no” alla “festa” di Halloween, cominciando “col dire che, innanzitutto, non ci appartiene sul piano culturale” e sottolineando che questa “festa” è “un inno al male. Perché andare in giro mascherati da streghe vampiri e fantasmi? Perché farlo alla vigila di una festa molto importante per la Chiesa come la ricorrenza di ‘Tutti i Santi’? La festa cristiana di Ognissanti non ha nulla in comune con questa ricorrenza che stando alle origini e al significato poco s’intona con il nostro essere cristiani”. Corrado Avagnina, direttore dell’Unione Monregalese (Mondovì), regala un pensiero sulla commemorazione dei defunti: “Portiamo pure un crisantemo sulla tomba di chi ci ha preceduto nel sonno della morte, ma portiamo noi stessi nella indispensabile fede pasquale, nella preghiera da ‘comunione dei santi’, nello sguardo di chi sa ciò che vale nell’oggi perché resterà per sempre”. Una riflessione sulla morte è offerta da Emmaus (Macerata-Tolentino-Recanati-Cingoli-Treia): “La società abitata dall’ossessione salutista, che fa del prolungamento della vita il fine supremo da perseguire, rinchiude l’uomo in una concezione materialistica, individualista e tecnicista. È una visione cieca che non vede l’ampiezza e la profondità dell’umano”. Per la Voce Alessandrina (Alessandria), “la Commemorazione dei defunti ci induce ad andare al centro della nostra fede, alla risurrezione di Cristo, origine della nostra fiducia”. 

Politica italiana. Al centro degli editoriali anche la politica. “I provvedimenti del governo, pur considerati parziali ed insufficienti, a parere di tanti economisti ed esperti, vanno nella direzione giusta”, sostiene Pino Malandrino, direttore della Vita diocesana (Noto), ma chi ritiene, invece, che “le proposte di Renzi non vadano nel senso giusto, nell’interesse dei cittadini, presenti le misure alternative, purché compatibili con la situazione debitoria del nostro Paese. Con onestà intellettuale e senza demagogia”. Riflettendo sulla legge di stabilità, il Corriere Cesenate(Cesena-Sarsina) sottolinea: “Società civile, associazioni e comunità di persone possono senza dubbio fare di più per accompagnare con determinazione e competenza le persone, ma è altrettanto vero che ‘è responsabilità dello Stato creare le condizioni legislative e di lavoro per garantire l’avvenire dei giovani e aiutarli a realizzare il loro progetto di fondare una famiglia’”. Sempre sulla legge di stabilità Lauro Paoletto, direttore della Voce dei Berici (Vicenza), osserva: “La bozza della legge di stabilità (la prima a firma Matteo Renzi) ipotizza una riduzione drastica del fondo per i non autosufficienti che passerebbe da 350 a 250 milioni”. Di qui la considerazione: “L’assistenza in questi anni ha già sofferto tagli gravissimi anche per la riduzione drastica di risorse a disposizione dei Comuni. Così il carico sulle famiglie (già pesante) è aumentato ulteriormente; l’uso ripetuto e indiscriminato della forbice diventerebbe davvero insostenibile”. “L’Italia è uno dei Paesi europei in cui negli ultimi anni si è creato il maggior divario tra le fasce sociali più abbienti e quelle che invece fanno fatica a sbarcare il lunario”, fa notare Paolo Lomellini, editorialista dellaCittadella (Mantova). 

Cronaca. Diversi gli spunti dalla cronaca. A venticinque anni dalla caduta del Muro di Berlino, ancora tante minacce per la pace, prima tra tutte il terrorismo islamico, ricorda Vincenzo Rini, direttore della Vita Cattolica (Cremona): “Se non si vuole che la pace mondiale sia di nuovo messa a rischio, è necessario che l’Occidente e tutti i Paesi democratici del mondo trovino la strada della collaborazione, senza fini di potere nazionalistico dell’uno o dell’altro Paese”. Paolo Busto, direttore della Vita Casalese (Casale Monferrato), nel commentare il fatto che “gli incontri previsti martedì 28 ottobre a Casale con il giornalista Mario Adinolfi con la presentazione del libro ‘Voglio la mamma’ non si sono potuti svolgere” per timore di disordini da parte dell’arcigay, rileva: “Se questa è la società che cercano gli esponenti degli abbattimenti di tutte le frontiere, cosa succederebbe se il Parlamento approvasse la gravissima legge contro l’omofobia? Forse non potremmo nemmeno più proporre il matrimonio tra l’uomo e la donna”. Matera capitale europea della cultura nel 2019 al centro dell’editoriale di Antonella Ciervo, direttore di Logos e ragioni della verità(Materia-Irsina), secondo cui “la città è chiamata a una svolta storica nella quale i materani, per primi, dovranno essere protagonisti”. E se a Matera festeggiano, a Lecce si respira aria di mestizia, ma “polemiche a parte – evidenzia l’Ora del Salento (Lecce) -, ci sono delle evidenze che non si possono negare. Lecce e l’intera Terra d’Otranto respirano da alcuni anni un fermento culturale forse unico in Italia. Una voglia di sperimentare, di innovare, di dare un senso alla propria identità meridiana, onirica e speculativa, di declinarla alla modernità, abbracciando le diversità, meticciando stili, idee, emozioni, esperienze”. Luigi Sparapano, direttore di Luce e Vita (Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi), parla del cortometraggio “Francesco Padre”, dedicato al peschereccio molfettese che nella notte fra il 3 e il 4 novembre del 1994, affondò nelle acque del Montenegro, portandosi giù le vite di cinque uomini e di un cane, ricordando le parole del vescovo monsignor Luigi Martella: “La comunità cristiana locale, si pone a fianco di coloro che vogliono tener desta l’attenzione rispetto a questo luttuoso evento; partecipa con vivo senso di solidarietà al bisogno di chiarezza invocata dai parenti delle vittime e non solo; auspica che tutti possano avvertire l’imperativo morale della verità dei fatti”. Marino Cesaroni, direttore di Presenza (Ancona-Osimo), scrive: “Anche in quest’epoca incupita dalla crisi dalle diverse sfaccettature, c’è spazio per chi con coraggio compie un passo di portata storica. Si tratta della Banca di Credito cooperativo di Filottrano che ha incorporato la Cassa Rurale ed artigiana San Giuseppe di Camerano”. A proposito di calamità naturali e incuria in Italia, Antonio De Caro, direttore di Fermento (Amalfi-Cava de’ Tirreni), osserva: “Le problematiche di dissesto idrogeologico, dopo che sono avvenute, ce le dimentichiamo. Non c’è da lamentarsi, allora, perché la fragilità del nostro Paese, dal punto di vista geologico è nota, come è noto la sconsiderata gestione del territorio e la mancanza di una efficace politica di prevenzione”. Parlando della casa circondariale di via della Rocca, Luciano Sedioli, direttore del Momento (Forlì-Bertinoro), evidenzia: “Le associazioni di volontariato svolgono una preziosa funzione di ponte fra il carcere e la società: da un lato ‘tamponano’, all’interno, con aiuti e presenza, una situazione che rimane difficile, dall’altro tengono viva l’attenzione, all’esterno, sul problema carcere”. Delle prossime elezioni del Consiglio regionale si occupa Enzo Gabrieli, direttore di Parola di Vita (Cosenza-Bisignano): su 48 consiglieri attuali “ben 28 sono ricandidati nella prossima tornata; i posti a disposizione nel nuovo Consiglio regionale saranno solo trenta”. Perciò, “pensiamo che molti di loro troveranno un posticino nell’assise”. Commentando il risultato elettorale delle ultime comunali a Reggio Calabria, l’Avvenire di Calabria (Reggio Calabria-Bova) sostiene che “Giuseppe Falcomatà, di fatto, non avrà un’opposizione in grado di contrastare la sua maggioranza”, ma “dovrà fare i conti con due avversari potenziali: se stesso e il suo partito”. Sempre a proposito di elezioni, ma quelle prossime regionali dell’Emilia Romagna, Luigi Lamma, direttore diNotizie (Carpi), afferma: “Sarà indispensabile valutare i programmi dei candidati e delle coalizioni a partire dai due ambiti della sanità e della ricostruzione, senza dimenticare ciò che oggi appare più a rischio di tagli e riduzioni di servizi come il welfare nel suo complesso, le politiche per fronteggiare la povertà di singoli e famiglie”. Sugli esiti della vertenza della compagnia aerea Meridiana di Olbia scrive Pierluigi Sini, direttore della Voce del Logudoro (Ozieri): “Per la Sardegna l’ennesimo schiaffo e un’ulteriore preoccupazione per le migliaia di lavoratori che restano nelle proprie case perché disoccupate. La situazione economico finanziaria peggiora di giorno in giorno”. La Valsusa(Susa), invece, si occupa della “vertenza Azimut sui 49 lavoratori indiretti messi in mobilità dall’azienda aviglianese produttrice di Yacht”. A proposito di “Ecosistema urbano”, il dossier di Legambiente e del Sole 24 ore per fotografare lo stato di salute dei capoluoghi di provincia italiani, Guglielmo Frezza, direttore della Difesa del Popolo (Padova), scrive: “Guardando a Padova, nello specifico, il rapporto scatta una fotografia in chiaroscuro. Anche se la città scivola indietro di una ventina di posizioni, ci sono punte di eccellenza e altri aspetti comunque positivi o migliori della media”. Nel Pinerolese si verificano decine di furti al mese e, constata Pier Giovanni Trossero, direttore dell’Eco del Chisone (Pinerolo), “non fa certo piacere rivedere in libertà, poche ore o pochi giorni dopo, l’autore di un furto o di una truffa. Ma la legislazione lo permette”. Bruno Cescon, direttore del Popolo (Concordia-Pordenone), parlando della rete sottolinea “l’urgenza di normare i diritti degli utenti, di garantire loro la libertà della rete e contemporaneamente la nostra dignità. Va difeso l’anonimato, cioè vanno salvaguardati i dati personali. Va assicurato non solo il libero accesso a internet a tutti, anche ai non benestanti, ai poveri. Fondamentale è il diritto all’oblio”. Il Corriere Eusebiano (Vercelli) si occupa del “dissesto finanziario della Regione” che “impone scelte immediate per la nostra sanità”. 

Attualità ecclesiale. Non manca l’attualità ecclesiale. A proposito dell’incontro di Papa Francesco con il movimento apostolico Schoenstatt, Vincenzo Finocchio, direttore dell’Appennino Camerte (Camerino-Sanseverino Marche), ricorda: “Circa la famiglia non bastano le tenere parole del romanticismo o i bei discorsi di una retorica roboante né le sopraffini disquisizioni di sociologi e psicologi, ma occorre una strategia di pazienza molto simile ad un perdere tempo”. È commovente la lettera ideale scritta dall’Amico del Popolo (Chieti-Vasto) al suo direttore don Bonifacio Mariani, scomparso da pochi giorni: “Ora sei nella gloria di Dio, a contemplare senza veli il tuo Signore: lavora in pace” aprendo, “anche lassù, un ufficio delle comunicazioni tra cielo e terra, tra Dio e gli uomini, perché a noi giunga, ancora una volta, la buona notizia della bontà e della bellezza infinita di Dio”. Silvio Grilli, direttore del Cittadino(Genova), ricorda: “Prende il via dal 10 novembre l’annuale campagna abbonamenti del nostro giornale. Ci rivolgiamo innanzitutto a voi che lo ricevete in abbonamento postale oppure lo leggete in formato digitale. Voi, che ci permettete di programmare il nostro servizio con continuità, siete la prima forza e la sicurezza de Il Cittadino”. Luca Rolandi,direttore della Voce del Popolo (Torino), ricorda una data importante: “Il 27 ottobre 2014 resterà in futuro una data storica per le comunicazioni sociali della diocesi di Torino: ‘La Voce del Popolo’ e ‘il nostro tempo’ si sono uniti ne ‘La Voce del Tempo’, il nuovo prodotto editoriale destinato alla rete. Dall’impegno delle redazioni e nel quadro del piano di rilancio dei media diocesani ha preso il via un canale multimediale che unisce due storie e realtà informative”.Montefeltro (San Marino-Montefeltro) riporta l’omelia del vescovo, monsignor Andrea Turazzi, in occasione dell’insediamento dei capitani reggenti: “Penso che ogni persona impegnata nel proprio paese per la coesione e per il bene comune – ha detto il presule – riconosca che il perno su cui tutto si regge è questa misura alta della moralità (etica) basata sull’amore: fare agli altri quello che vorremmo fosse fatto a noi. La ‘regola d’oro’”. La Gazzetta d’Asti(Asti) ricorda il successo dell’iniziativa per l’ottobre missionario: “Salone gremito al Cristallo di San Damiano per la serata dell’ottobre missionario di lunedì scorso affidata a Domenico Quirico” sul califfato islamico e i cristiani in Medio Oriente. di Gigliola Alfaro per Agensir

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