Home News Corpus et Salus Ebola, oltre 3000 morti. Msf: agire in fretta contro catastrofe umanitaria

Ebola, oltre 3000 morti. Msf: agire in fretta contro catastrofe umanitaria

Epidemia-di-Ebola_tnL’America è in prima linea per combattere la diffusione di Ebola in Africa. Così il presidente statunitense Obama, mentre secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità il virus fino ad ora ha provocato più di 3 mila morti e oltre 6.500 contagi. Intanto il Fondo Monetario Internazionale ha stanziato altri 130 milioni di dollari a favore di Sierra Leone, Guinea e Liberia. Eugenio Bonanata della Radio Vaticana ne ha parlato con il dott. Roberto Scaini di Medici Senza Frontiere:

R. – L’epidemia in West Africa è assolutamente fuori controllo! Quello che noi vediamo, dal punto di vista pratico, è che riceviamo nei nostri centri sempre più pazienti e che ad oggi superano quelle che sono le possibilità di dare un posto letto e quindi un adeguato trattamento ai pazienti stessi.

 

D. – La diffusione del virus oltre i confini africani: un rischio reale o soltanto allarmismo?
R. – Il rischio zero non esiste, però risponderei che ad oggi è allarmismo, soprattutto se consideriamo che comunque i Paesi occidentali hanno tutte le risorse per trattare l’eventuale caso e assolutamente per impedire la diffusione della malattia. Quindi è allarmismo._77673555_ebola_detail_624_18_09

D. – Migliaia di vaccini sperimentali arriveranno in Africa fino al 2015. Cosa dire di questo siero?
R. – Ben vengano farmaci sperimentali, sieri, vaccini… Serviranno, ma quando arriveranno sarà troppo tardi! Il problema è adesso per le persone che adesso sono malate di Ebola e quindi quello che noi stiamo chiedendo ad alta voce è più intervento immediato oggi. Non possiamo aspettare il vaccino che quando sarà pronto sarà comunque troppo tardi!

D. – E’ un problema di mobilitazione internazionale e di risorse. E non bisogna trascurare neanche la vulnerabilità dei sistemi sanitari dei Paesi colpiti…
R. – Questo è senz’altro vero: i sistemi sanitari dei Paesi colpiti erano già in uno stato di precarietà in precedenza e oggi sono del tutto collassati. A Monrovia, da dove sono ritornato da poco, gli ospedali sono chiusi e oggi non si muore solo di Ebola, si muore ancora di parto, si muore di malaria… Il mondo, però, ha le risorse economiche per un intervento: deve aprire gli occhi e deve intervenire! Non deve lasciare da sola Medici senza Frontiere di fronte a questa sfida: ma oggi siamo ancora da soli di fronte a delle promesse che non si sono assolutamente concretizzate. E questo è una vergogna per il mondo intero!

D. – Cosa servirebbe?
R. – Prima di tutto non fare solo promesse, ma entrare in azione e prendere coscienza che l’Ebola non “sarà” una catastrofe umanitaria: Ebola è oggi una catastrofe umanitaria!

_77838207_ebola_21_sept_chartD. – In ultima battuta, che cosa rispondere a chi paventa possibili rischi di contagio per l’Occidente?
R. – Possiamo stare tranquilli, perché – ripeto – è irrealistico avere problemi nei nostri Paesi, ma non possiamo stare tranquilli con le nostre coscienze! Con le nostre coscienze non possiamo stare tranquilli, perché quello che sta succedendo in West Africa oggi non è dignitoso se chiudiamo gli occhi…

A cura di Redazione Papaboys fonte: Radio Vaticana

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