Dziwicsz, segretario di Giovanni Paolo II: ‘Così Wojtyla nel 2000 traghettò la Chiesa nel terzo millennio’

Polonia_dziwisz«Quei milioni di pellegrini che invasero Roma rimarranno sempre nel mio cuore. Per me sono stati giorni veramente felici». Stanislao Dziwicsz, arcivescovo di Cracovia, elevato alla dignità cardinalizia da Benedetto XVI nel 2006, è stato per circa 40 anni segretario personale di Giovanni Paolo II, da vescovo e cardinale in Polonia, e da papa nei 27 anni di pontificato. È la memoria storica di Wojtyla, il Papa del Giubileo del 2000, che lo stesso Dziwicsz seguì passo passo.

A 15 a anni dal Grande Giubileo papa Francesco ne ha annunciato uno dedicato alla misericordia. Cosa ricorda di quell’Anno Santo? 
«Sono momenti che ti formano, ti caratterizzano, ti danno un senso a tutta la vita. Non c’è dubbio che ora, grazie alla felice intuizione di papa Francesco di dare vita ad un nuovo Anno Santo, per di più impostato su una delle tematiche evangeliche più care a San Giovanni Paolo II, i ricordi e le suggestioni che prendono forma nella mia mente sono tante. Certamente ricordo la grande volontà del Santo Padre di essere sempre presente negli eventi programmati, gli incontri che ebbe con i pellegrini e specialmente con i giovani. E poi i milioni di fedeli che confluirono a San Pietro e nelle basiliche romane per attraversare la Porta Santa con grande devozione. Ricordi indelebili».

Ma 15 anni dopo ci sarà qualche differenza tra i due Anni Santi?
«Sbagliato fare paragoni. Ogni Giubileo ha la sua specificità e sempre in sintonia con gli insegnamenti evangelici. Ma non c’è nessun dubbio che io rivivrò come in un film tutto quanto avvenne in quello straordinario Anno Santo concepito da un grande papa per traghettare la Chiesa universale nel terzo millennio».

Saranno tanti i pellegrini polacchi che nel 2016 arriveranno a Roma?
«Tutto si farà e si organizzerà a tempo debito. Di sicuro la Polonia saprà rispondere adeguatamente. Una cosa è certa, siamo felicissimi di questo prossimo Anno Santo e profondamente grati al Santo Padre di averlo intuito e annunciato».

Il tema scelto è quello della misericordia. C’è su questo continuità con Wojtyla?
«Ricordo solo che fu una grande santa polacca, suor Faustina Kowalska, a diffondere nel mondo su mandato di Gesù, che vide in una apparizione, il culto della Divina Misericordia, perché le fu detto proprio da Cristo, “nel mondo si sta perdendo il significato della Misericordia”. Papa Wojtyla, poi, dedicò a questo tema una delle sue prime encicliche, la Dives in Misericordia , istituì la festa liturgica e fece edificare una chiesa in ricordo del Giubileo del 2000 dedicato proprio alla Divina Misericordia. Come vede, ancora una volta il cerchio si chiude».

Orazio La Rocca per La Repubblica, 15 marzo 2015

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