All’Aquila la 720.ma edizione della Perdonanza celestiniana

perdonanza (1)Si apre all’Aquila (oggi, 23 agosto) la 720.ma edizione della Perdonanza Celestiniana, il rito collegato all’elezione al soglio di Pietro del Papa Celestino V e all’indulgenza plenaria  da lui concessa ai partecipanti alla sua Incoronazione avvenuta il 29 agosto 1294. A rappresentare Papa Francesco alle celebrazioni, il cardinale Ennio Antonelli, presidente emerito del Pontificio Consiglio per la Famiglia. Si potrà ottenere l’indulgenza celestiniana visitando, dai Vespri del 28 agosto fino ai Vespri del 29, la Basilica di Santa Maria di Collemaggio, partecipando ai sacramenti e pregando per le intenzioni del Papa. Ma a chi veniva concessa ai tempi di Celestino V? Monia Parente lo ha chiesto a don Carmelo Pagano Le Rose, membro del Comitato Perdonanza del Comune dell’Aquila: 

R. – Al tempo di Celestino V, le indulgenze plenarie venivano concesse attraverso la scelta di atti penitenziali molto impegnativi e, in modo particolare, veniva concessa a coloro che intraprendevano il grande pellegrinaggio in Terra Santa, che spesso comportava il rischio della vita e quindi a chi metteva in gioco la propria esistenza in un cammino serio e anche difficile. Adesso Celestino vuole che a L’Aquila, a ricordo dell’inizio del suo ministero pontificale, la misericordia di Dio fruisca in maniera sovrabbondante e il perdono, la riconciliazione, la vita evangelica penitente e semplice venga con grande forza sottolineate come sorgenti di rinnovamento per la vita cristiana.

D. – È possibile rintracciare nell’indulgenza celestiniana oltre, ovviamente, al suo valore spirituale anche un significato sociale, quasi politico per la città dell’Aquila del suo tempo?

R. – Certamente. C’è questa attenzione alla città in ogni sua articolazione. Probabilmente, la città dell’Aquila, al tempo di Celestino, aveva bisogno anche di pacificare i componenti del tessuto sociale che l’animavano. In questa riconciliazione delle varie componenti, c’è ovviamente un invito anche alla riconciliazione sociale, a un’attenzione agli ultimi, ai poveri, a coloro che fanno più fatica, ma anche fra le classi che avevano il potere, che spesso genera spirito di rivalità e di contesa. Si trattava di creare quell’ambiente di serenità e di pace che Celestino V intendeva poi riproporre in larga scala  – anche attraverso i pochi mesi del suo Pontificato – a tutta la Chiesa e alla società del suo tempo.

D. – Il programma della Perdonanza celestiniana è molto ricco ed articolato. Ovviamente, i momenti culminanti sono il 28 e il 29 agosto. Dunque, grande visibilità per la città dell’Aquila in questi giorni…

R. – La Perdonanza è un’occasione importante per conoscere e vivere la città dell’Aquila. La città vive un intenso momento di vita culturale, spirituale, di animazione sociale. E tutti possiamo immaginare quanto bisogno abbia L’Aquila di oggi di questo momento di respiro che ricostituisca in maniera pacificata il suo tessuto sociale, ma anche di un momento che continui a porre all’attenzione della collettività questa città che ha bisogno di rinascere come centro di cultura, di fede e di umanità. Fonte: Radio Vaticana

 

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