Medjugorje: ‘Ho pregato col cuore e ho scoperto che il male esiste’

unnamedTESTIMONIANZE DI FEDEDanilo Bacci è un giovane ragazzo di 32 anni e abita in un piccolo paese alle porte di Roma, Monterotondo. E’ felicemente fidanzato da 7 anni con Tania.

Per tanti anni ha lavorato nell’ambito dello spettacolo e si è diplomato come montatore cinematografico in una scuola di cinema.
Ha lavorato per alcuni anni, presso un emittente radiofonica romana. E’ devotissimo alla Madonna di Medjugorje ecco cosa ci ha raccontato.

Danilo, partiamo dall’esperienza vissuta con Gesù, in un campo- scuola a Soriano in provincia di Viterbo.
Puoi raccontarci, l’ultima sera del campo- scuola, cosa accadde?

Io sono stato sempre un ragazzo con una forte fede. Faccio parte di un gruppo parrocchiale, Associazione Cattolica Ragazzi (ACR), della mia parrocchia. In tutti i periodi estivi, la parrocchia organizzava dei campi-scuola, con dei ragazzi dagli 8 ai 14 anni. Ogni estate cambiavamo destinazione e quell’estate andammo a Soriano. E’ un piccolo paesino che si trova vicino Viterbo. Dopo vari giorni in cui la parrocchia ci fece testimoniare la presenza di Gesù, quella sera, Lui ci regalò la Sua reale presenza.

Era esattamente l’ultima sera che rimanevamo lì, perché il giorno dopo saremmo dovuti partire per Monterotondo. Subito dopo l’ora di cena ci stavamo preparando per la notte. Ad un certo punto, i ragazzi mi chiesero (visto che era l’ultima sera), se potevano mettere della musica ed improvvisare una discoteca.

Io acconsentii, e a quel punto mi chiesero se con la luce della torcia, facessi degli effetti strobo. Presi la torcia ed iniziai a fare questi effetti strobo, ad un certo momento, non so per quale motivo, puntai la torcia verso il soffitto e vidi che questo fascio di luce, questa pallina proiettata sul soffitto, si allargò piano, piano, finchè si formò la figura del volto di Gesù ritratta nella Sindone.

Cos’hai provato in quel momento?

All’inizio una forte emozione. La Sindone era perfetta. Si vedevano bene i capelli, la Corona di Spine, la barba. Non era un immagine sfocata ma era una figura ben definita. In quel momento, oltre ad aver provato un po’ di emozione, mi prese anche un po’ di paura. Mi domandavo e dicevo: “Ma perché proprio a me?”.

Anche gli altri ragazzi videro questa figura, e si spaventarono. Io cercai di tranquillizzarli, dicendogli che Gesù non era venuto per farci del male ma solamente per farci del bene e farci capire che Lui esiste. Finita questa sorta di apparizione, i ragazzi si misero a dormire.
Ad un certo punto, sentii vicino a me, una forte presenza, come se qualcuno fosse realmente accanto a me. Iniziai a sentire freddo ed un profumo inebriante di fiori, un profumo indescrivibile mi avvolse completamente.

Mi alzai per controllare se magari ci fossero finestre aperte o profumi vari spruzzati nella stanza, ma non c’era nulla.
Poi leggendo alcuni libri, ho scoperto che il Signore si manifesta così, anche Padre Pio si manifesta con questo forte profumo di fiori.
Mi preparai per la notte, feci le mie preghiere e mi misi a dormire. Il giorno dopo, i ragazzi erano tutti eccitati, iniziarono a parlare di ciò che era successo la sera prima, iniziando anche a schernirmi e a ridere di me.

Io ero un po’ emozionato ma anche frastornato. Chiamai mia mamma e le raccontai l’accaduto. Mia madre si mise in contatto con la suora della nostra parrocchia, che nel frattempo era tornata a Monterotondo, per fare delle commissioni.

Quando poi, la suora arrivò da noi, mi chiese spiegazioni. Io le raccontai la visione e le dissi che a vederla non ero stato solamente io.
Lei mi disse che, purtroppo la Chiesa su queste cose è scettica e non si può pronunciare. Successivamente sono venute le mamme a chiedermi cosa fosse successo ed ho raccontato più volte la versione.

Ci racconti come avvenne la tua partenza per Medjugorje?

Il 19 gennaio del 2011, presso la radio per cui lavoravo, è intervenuto Paolo Brosio e ha dato la sua testimonianza. Dopo alcune domande del conduttore, io ho iniziato a sentire dentro di me, il desiderio di conoscere più a fondo, questo paesino della Bosnia Erzegovina.
Dopo qualche giorno dal suo intervento, contattai lo staff di Paolo Brosio, le Olimpiadi del Cuore, per avere delle informazioni sui costi del viaggio a Medjugorje e per la disponibilità dei posti. Così, mandai il bonifico per la partecipazione. Nel frattempo di tutto ciò, venni a conoscenza che dal primo di marzo, non sarei rimasto più a lavorare in radio, perché purtroppo non avevano più pubblicità in ingresso.
Dopo di che, contattai i miei amici di Viareggio, dicendogli che sarei partito per Medjugorje, e gli chiesi di ospitarmi per una notte a casa loro.

Per i miei amici non c’era nessun problema nell’ospitarmi. Il pullman di Paolo, partiva da Forte dei Marmi e quindi da Viareggio la partenza era vicina, con questa occasione ne approfittai per stare un po’ con loro.
Così il 17 marzo arrivai a Medjugorje.

La prima cosa che mi ha colpito, è stata la semplicità delle persone di Medjugorje. Sia nel modo di cucinare, nella semplicità delle pietanze, perché loro sono semplici e non hanno sprechi come da noi. Questo mi ha colpito molto.
Verso le 15:30, arrivò Michele Vasilj, una delle guide di Medjugorje e ci accompagnò all’orfanotrofio di Suor Kornelia.
Mi colpì in una maniera spaventosa questa suora, soprattutto la sua semplicità, la sua bontà. Dai suoi occhi traspare proprio l’amore di Dio.
Durante la sua testimonianza, ho capito quali sono i veri valori della vita. Lei si affida alla provvidenza di Dio.
Dopo la sua testimonianza, andammo da Viscka che raccontò quando con Jacov andarono a vedere insieme alla Madonna, il paradiso, l’inferno e il purgatorio.

A conclusione della sua testimonianza, la veggente fece una preghiera molto potente.
Ricordo che io stavo sotto degli archi, c’era tantissima gente e pioveva a dirotto quella mattina.

Danilo, tu non credevi all’esistenza del male e di satana?

Io cerco sempre nelle persone, di vedere il bene e non il male. Non pensavo che satana potesse influire così tanto sulla vita delle persone.
Ritornando a quella mattina, ad un certo punto, iniziai ad irritarmi, perché dall’affluenza di persone, non riuscivo a vedere niente, c’erano troppi ombrelli aperti.

Non so per quale motivo, decisi di spostarmi e andai a finire accanto alle scalette, dove la veggente dava la testimonianza.
Vicino a me, c’era un ragazzo non vedente e la sua fidanzata. Durante la preghiera, la fidanzata, a un certo punto, svenne a terra, in una maniera inspiegabile. Dopo qualche minuto, si alzò con il busto in avanti e iniziò a tirare le pietre addosso alla gente.
Era indemoniata! Difatti, la nostra guida spirituale, mi chiese di allontanare il ragazzo. Così, presi il ragazzo e lo allontanai.
La cosa che mi impressionò di più, fu il vedere in quei momenti, come non sei più padrone del tuo corpo. E’ il demonio che ti comanda, ho visto le sue mani che sembravano dei palloni gonfiati, come quelli che si trovano nelle fiere e si gonfiano con l’aria.
Le mani erano più lunghe del normale, la sclera di entrambi gli occhi era diventata da bianca completamente nera. Un mio amico che si trovava accanto alla ragazza, vide proprio che le dita delle sue mani, si giravano. Addirittura il mio amico, vide la testa della ragazza che fece la rotazione completa di 360°. Io sinceramente questo non l’ho vidi, perché sono molto sensibile e mi voltai.
La cosa strana fu, che durante tutta la manifestazione, iniziai a recitare L’Ave Maria, ma non sapevo nemmeno cosa stessi dicendo. In quel momento non stavo capendo niente. La mia amica che era distante da me, mi disse che in quel momento ero molto rilassato, avevo un espressione del viso serena.

Infatti, dopo la recita dell’Ave Maria, la ragazza è rinvenuta e ha chiesto se avesse bestemmiato.
La bestemmia non la sentii, però vidi la grande sofferenza che avviene in queste persone.

Le uniche armi che la Madonna ci da sono: la recita del Santo Rosario, la confessione frequente, l’Eucarestia, la lettura della Bibbia e il digiuno. I cinque sassi di Medjugorje.

Solamente così, saremo capaci di sconfiggere il demonio ed il male.
La sera ero terrorizzato ancora per l’accaduto e infatti non riuscii a dormire. Piansi in continuazione, andai da un sacerdote a farmi dare una Benedizione.
Ero molto scosso al punto di non volere rimanere in stanza da solo. Mi ricordo solamente che, quella sera non si sa quanti rosari recitai di notte, proprio tanti, tanti, tanti.
Il Signore mi ha fatto capire che come esiste il bene esiste anche il male.

Danilo, al tuo ritorno da Medjugorje, accadde un miracolo, proprio agli amici che ti avevano ospitato la notte prima della partenza per Medjugorje. Puoi raccontarcelo?

Praticamente, l’ultimo giorno di pellegrinaggio a Medjugorje, Paolo ci fece andare sulla collina delle apparizioni cioè sul monte Podbrdo, davanti alla statua della Vergine Maria.
Mi sedetti su un sasso ed iniziai a pregare col cuore. Quella fu un esperienza, durante la quale, la Mamma Celeste mi fece capire come la preghiera col cuore arriva dritta a Dio.
Pregai per la mia famiglia, per gli amici, in particolar modo per Lorena e Marco (coloro che mi avevano ospitato a casa). Loro non potevano avere bambini.
Lorena aveva il problema della prolattina, che è l’ormone che permette alle donne di rimanere incinte.
La prolattina di Lorena era sempre alta, come se fosse incinta ma di fatto non lo era. A loro, i medici non avevano dato più speranza, se nonché con l’inseminazione artificiale.
Finita la preghiera, scendemmo dal monte, e il giorno dopo ripartimmo per l’Italia.
Quando arrivai in Italia, la mia amica mi domandò come fosse stato il pellegrinaggio.
Provavo nostalgia nell’aver lasciato Medjugorje, sentivo la sensazione di aver lasciato qualcuno che sai che non potrai rivedere presto.
Dopo 7 mesi dal mio viaggio, un pomeriggio mi chiamò la mia ragazza e mi disse che Lorena non stava bene ed era in ospedale per degli accertamenti.
La mia ragazza era in contatto con Marco, il marito di Lorena e le disse che sua moglie era incinta di 7 mesi.
Lorena rimase incinta proprio il mese di maggio, mese dedicato alla Madonna.
Dopo 12 anni finalmente è rimasta incinta.

Com’è oggi, il tuo rapporto con la preghiera, con l’Eucarestia e con la Mamma Celeste?

Recito tutti i giorni il Santo Rosario perché senza questa preghiera non riesco a vivere. Anche se a volte dipende gli impegni risulta difficile, però se abbiamo buona volontà, troviamo sempre un momento per recitare il Santo Rosario.
Vado in chiesa e da qualche mese frequento la comunità Gesù Risorto.

Vuoi mandare un messaggio a tutte quelle persone che come dice la Gospa, non conoscono l’amore di Dio?

Posso dare loro un consiglio, cioè quello di andare a Medjugorje e vedere cosa succede. Poi sarà la Mamma Celeste a fare tutto il resto.
Una volta tornati a casa anziché essere un bicchiere mezzo vuoto, saranno un bicchiere mezzo pieno.

Intervista di Rita Sberna

Intervista Radiofonica

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