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Vangelo. Lettura e Commento alla Parola di Mercoledì 11 Maggio 2022: ‘Io sono venuto come luce..’

Vangelo del giorno: Mercoledì, 11 maggio 2022

Lettura e commento al Vangelo – Gv 12,44-50: “Io sono venuto nel mondo come luce..”

+ Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Gesù esclamò:
«Chi crede in me, non crede in me ma in colui che mi ha mandato; chi vede me, vede colui che mi ha mandato. Io sono venuto nel mondo come luce, perché chiunque crede in me non rimanga nelle tenebre.
Se qualcuno ascolta le mie parole e non le osserva, io non lo condanno; perché non sono venuto per condannare il mondo, ma per salvare il mondo.
Chi mi rifiuta e non accoglie le mie parole, ha chi lo condanna: la parola che ho detto lo condannerà nell’ultimo giorno. Perché io non ho parlato da me stesso, ma il Padre, che mi ha mandato, mi ha ordinato lui di che cosa parlare e che cosa devo dire. E io so che il suo comandamento è vita eterna. Le cose dunque che io dico, le dico così come il Padre le ha dette a me».

Parola del Signore

Vangelo del giorno: Mercoledì, 10 maggio 2022
Vangelo del giorno: Mercoledì, 10 maggio 2022 (Foto di James Chan da Pixabay)

Commento a cura di Paolo Curtaz

È luce, il Signore. Le sue parole illuminano le nostre scelte, rischiarano le nostre tenebre.

La fede, come più volte abbiamo detto, è la luce che illumina la nostra stanza interiore. è come se vivessimo in un luogo oscuro: impariamo a muoverci, col passare degli anni, a riconoscere gli oggetti che ci stanno attorno, ad avere una vita “normale”.

Poi, d’improvviso, qualcuno apre gli scuri e la luce del sole entra nella nostra stanza.

Gli oggetti sono gli stessi, la nostra vita è la stessa, ma ora tutto ha un aspetto diverso: ciò che in precedenza non riuscivamo a capire è chiaro, e nulla più ci fa paura. La fede diventa misura dell’essere e dell’agire.

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Accogliere le parole del Signore, fidarsi di lui, significa fare questa bruciante esperienza di novità che cambia il nostro modo di vedere le cose.

La stessa Parola, però, discrimina e giudica. Chi si ostina a non lasciare entrare la luce si condanna a vivere nell’oscurità. La tenebra, quindi, non è “punizione” divina ma conseguenza della nostra libera scelta.

Lasciamo che la Parola, oggi e sempre, illumini e riscaldi la nostra vita, motivi e orienti le nostre scelte quotidiane.

Don, dimmi il perché della sofferenza di Cristo?

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