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Un’amicizia operosa per difendere la famiglia

EPP_Political_Assembly_Marseille_2011_-_Luca_VolontèPubblichiamo il discorso di Luca Volontè (Presidente della Fondazione Novae Terrae) tenuto a Washington sulla creazione di un network a favore della famiglia e della vita.

Carissimi amici, per affrontare l’opera di networking, o meglio di unire diverse persone e organizzazioni in una ‘amicizia operosa’, è necessario partire da alcuni dati importanti. Senza umiltà non possiamo fare nulla, nemmeno senza determinazione possiamo fare molto. Non mi soffermo sulla semplice constatazione della situazione attuale, nella quale il valore umano, civile, sociale e religioso della famiglia naturale è assediato da forze economiche e da lobby di potere inaudite. Non è questa la sede di valutare le ragione e gli interessi della Fondazione Rockfeller, della Ford Foundation o della Open Society di Soros. Suggerisco una buona rilettura di Aldous Huxley (Ritorno al mondo nuovo) per capire cosa questi nuovi poteri vogliono costruire.

Viviamo in questo tempo, e in questa situazione ci è chiesto di vivere ed agire per la prosperità e il benessere nostro e delle future generazioni. Facendo così possiamo sperare di cambiare il mondo perché, come diceva Paul Claudel, una originalità buona “si pone e così si oppone” alla mentalità dominante. Una realtà positiva, una proposta positiva personale e comunitaria provoca reazioni e interroga le coscienze, rompe l’oblio e muove all’azione. Questo è avvenuto negli ultimi anni in Europa, dal buio governo di Zapatero alle firme della ‘coalition for marriage’, dalla ManifpourTous alle Famiglie in Croazia.

Oggi ogni buona analisi di Tocqueville sulla vivacità sociale americana, su quella funzione sociale del fattore famiglia, motore e creatore di comunità, benessere e solidarietà, è suffragata da ricerche e statistiche univoche. Ancora oggi ogni strumento internazionale ufficiale promuove la famiglia naturale, eppure si lavora per l’abolizione della natura umana e della generazione umana. In questo tempo, promuovere l’essere umano e la famiglia è la cosa più anticonformista ed entusiasmante di sempre, perché noi “difendiamo con le spade sguainate il semplice fatto che le foglie diventano verdi d’estate”, come scriveva il profetico G.K.Chesterton cento anni fa.

Per risvegliare la responsabilità personale e sociale è necessaria quella umiltà che caratterizza ogni semplice pellegrino, cioè conoscere la meta del proprio viaggio ma accostarvisi con prudenza e larghezza di cuore. Se un difetto esiste nel nostro campo delle associazioni e fondazioni familiari è proprio quella umiltà e capacità di ascolto e comprensione delle differenze e delle peculiarità nazionali e culturali. L’incontro è solo tra identità, non facciamoci assorbire dalla ‘omologazione’ ma rispettiamo la concreta sussidiarietà.

Tutti sentiamo l’impellente urgenza di agire, e agire insieme e presto. Tuttavia prima dell’azione viene la posizione di apertura del cuore di ciascuno di noi. Troppo spesso, la ‘funzionalità della nostra amicizia’ ci trascina in un vortice di reazioni e iniziative che ci lasciano più poveri ed esauriscono le nostre energie. Invece l’approccio del rapporto personale, se da un lato ci impegna più tempo e coinvolgimento, dall’altro ci consente di capire e conoscere il nostro amico e dunque ci aiuta a misurare meglio le proposte, le iniziative, i comuni progetti.

Se la nostra squadra deve saper ripartire dalla ‘posizione originaria’ e con umiltà allargare la propria amicizia operosa, deve anche e sempre più unire la competenze e affidare responsabilità. Uno dei segreti per guidare un team, ne parlo per l’esperienza concreta di aver guidato più di 200 parlamentari provenienti da 47 Paesi Paneuropei negli scorsi anni, è anche quella di prendere decisioni e affidare responsabilità. Certo è necessaria una discussione alla fine della quale si arrivi, nella condivisione possibile, ad una strategia di breve e medio periodo. Ma se dopo aver delineato una strategia non siamo in grado di delegare responsabilità e di prendere decisioni operative, non creeremo nessun network. Nessuno cioè sarà realmente in grado di mettere a disposizione i propri talenti, sentirsi realmente ricompreso nelle decisioni e coinvolto nelle responsabilità.

Noi vogliamo costruire questo tipo di amicizia operosa, dove competenze e talenti diversi siano messi a frutto per il bene nostro e dell’intera umanità. Le gelosie, frutto del maligno spirito di egoismo e divisione, non possono prosperare dentro una amicizia operosa. Sincerità, schiettezza e correzione reciproca devono essere il metodo del nostri rapporti. Le gelosie distruggono come un cancro ogni tentativo di unire le forze. Purtroppo questo accade ovunque, nei nostri Paesi e nei nostri continenti tra le forze e le organizzazioni pro famiglia, molto più che all’interno delle forze sinistre.

L’alternativa ad un network che sia una amicizia operosa, che è quello che vogliamo da qui costruire, è la ripetizione organizzativa della sinistra antiumana, nella quale l’unico collante o certamente il più potente elemento di unione è il denaro, l’interesse economico e la ideologia di potere sull’umanità. Per seguire i passi della sinistra, avremo urgente necessità di molti multimiliardari come nostri padroni e di almeno 40 anni di attività di sistematica occupazione di istituzioni, dei mass media e della cultura. 

Certo dobbiamo imparare dai nostri avversari la tenacia e la ‘progressività’ nel proporre e consolidare i propri successi.
È urgente preparare ottimi candidati per impieghi di alto livello nelle organizzazioni internazionali, ottimi allievi nelle college ed università, film e sit-com da poter proiettare nelle televisioni di tutto il mondo, indicatori di sostenibilità famigliare per le imprese, libri scolastici e cartoni per i bambini etc. Tutto deve essere riproposto, cioè toccato di nuovo dalla bellezza.

Competenza, qualità e vera umanità devono essere i nostri criteri ‘guida’. Sono certo che già oggi ci sono amici che lavorano in questi settori di attività, ognuno con la sua genialità e i propri talenti, unire gli sforzi dentro un orizzonte comune è il compito che ci attende. In questi 40 anni tutto è stato ‘decostruito’ e oggi, per farvi un esempio, ci ritroviamo a dover spiegare le ragioni del male della pulsione omosessuale ai nostri bambini di dieci anni, mentre noi stessi lo abbiamo imparato in età adulta.
La sfida educativa è la prima urgentissima occasione per unire gli sforzi, insieme a quella di provocare il cambiamento dal ‘femminismo’ alla nuova rivoluzione della femminilità. Dobbiamo ridare senso alle parole e alle azioni, c’è un impegno entusiasmante davanti a noi, con Caritas in Veritatis.

Molte delle azioni efficaci compiute dai nostri avversari sono da imitare, ne ho citate alcune sopra, ad esempio ogni strategia pro-family deve avere uno sguardo globale (interessare tutta la persona e tutta la società). In questo senso, il messaggio cristiano ci infonde una grande speranza, noi siamo portatori di una parola buona e vera su tutto l’uomo e per tutti gli uomini. L’amicizia operosa per la famiglia non è rivolta ai soli cristiani,la nostra proposta è rivolta a tutta l’umanità, per noi il cristianesimo è un carburante inesauribile di felicità e creatività. Proprio per questo, a ragione dell’incontro reale cristiano, siamo capaci di abbracciare le diversità tra cristiani e con chiunque altro e dunque possiamo tessere reti di lavoro comune e iniziative congiunte con moltissime persone e gruppi che condividono con noi la stessa positiva esperienza di umanità, sia sul piano politico che sociale e civile. Un mio caro amico e maestro italiano, Luigi Giussani, diceva sempre due cose importanti:la bellezza è contagiosa e gli uomini veri si incontrano sempre.

La bellezza e la positività di un messaggio sia convincente e contagioso. Si comunica veramente solo un fatto positivo, quindi dobbiamo mettere a frutto le tantissime notizie positive della famiglia naturale, il suo valore per i figli e i genitori, per la comunità, per la società e per l’intera nazione. Mettiamo in comune queste notizie e comunichiamole a tutti, la famiglia è una bella novità e non una brutta tradizione da cancellare. Fare il bene fa bene. È talmente vero che gli uomini veri si incontrano sempre, che siamo qui. Molti altri in Europa e in tutti gli altri continenti, ne conosco alcune centinaia, hanno la stessa consapevolezza e la medesima responsabilità che abbiamo noi. Dunque diventiamo coscienti della nostra responsabilità e della generosità di cuore che ci è già chiesta. Uomini veri se ne incontrano sempre e subito percepiamo la libertà e la bellezza di questi incontri pieni di potenza e prospettiva. Dobbiamo fare bene il bene.

Noi non siamo come i nostri avversari, che si riuniscono a porte chiuse, vestono spesso abiti scuri e hanno volti sempre arrabbiati. Noi siamo il contrario, siamo completamente diversi, abbiamo una gioia da comunicare a tutti perché viviamo immersi in questa esperienza gioiosa della famiglia e della amicizia operosa tra noi. Le proposte della nostra parte devono sempre precedere le proteste, abbiamo tanto da riproporre all’umanità a partire dalla famiglia.  Dunque vivere e agire per un positivo, che ovviamente non è organizzare feste tutti i giorni, significa sapersi affidare alla Provvidenza. Nella mia lunga esperienza politica, nella quale ho tentato tra successi e sconfitte di testimoniare la bellezza della famiglia, della vita, della libertà religiosa ed educativa, ho sperimentato sempre quanto concreta e sorprendente sia la Provvidenza divina. Oggi dobbiamo esser certi che anche nella durezza delle nostre battaglie, personali, locali e globali, la vittoria è nella mani di Dio. Senza battaglia non può esserci vittoria, come abbiamo detto le nostre forze e le nostre difficoltà sono chiarissime, ma la vittoria non dipende solo dai nostri sforzi.

Noi non siamo determinati dall’esito di una iniziativa, non è il risultato matematico di una petizione che dice la nostra qualità. Tutto facciamo come sia la cosa più importante, in ogni dettaglio ci giochiamo tutti gli sforzi e perciò sappiamo che alla fine il risultato non dipende solo da noi. Se siamo liberi dall’esito, saremo sempre più liberi nel trarre dalla realtà della nostra amicizia nuovi spunti, idee e creative iniziative attraenti per tutti. Meno lamentazioni di come sono cattivi i nostri avversari e più baldanzose e audaci belle iniziative da parte nostra possono cambiare la società in cui viviamo. Finché avremo quell’umiltà e quella amicizia operosa che secondo me sono le più potenti e necessarie qualità di cui noi oggi e domani avremo bisogno.

Alla Fondazione Novae Terrae abbiamo un motto, lo dico a tutti voi: Sursum Corda! In alto i cuori! di Luca Volontè

Sito da consultare: http://www.novaeterrae.eu/

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