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Testimonianza. Soffrivo di depressione. Dopo Medjugorje sento in me una incredibile forza d’amore

Come l’atleta, dobbiamo esercitarci (pregare) tutti i giorni. L’atleta per essere pronto
nella competizione, deve essere in forma (in grazia), e non deve arrendersi allo
stress, allo sconforto, e alla fatica (tentazioni). L’atleta, quando é in gara, deve dare
il massimo delle sue abilitá (vita di preghiera). L’atleta non si arrende mai alla lotta,
(contro Satana) e sa che alla fine della sua lotta sarà felice e soddisfatto degli sforzi
impiegati (L’amore di Dio).

Medjugorje

UNA TESTIMONIANZA: VERA STORIA DEL PROCESSO CHE DOBBIAMO
ATTRAVERSARE

La seguente storia é la testimonianza di una persona molto depressa. Ci mostra come
lo sviluppo della preghiera del cuore può avvenire:

“La mia vita era piena di disperazione, senza speranze, piena di amarezze, di senso
di abbandono, e di depressione. Sin dalle prime memorie della mia infanzia ricordo
di essermi sentita indegna. Depressione e senso di colpa sono stati i miei compagni
da bambina sino all’etá adulta. Dovuto alle circostanze della mia vita ho sempre
sentito di non poter formare dei rapporti sinceri, o peggio ancora, ho sempre creduto
di saper amare, ma d’aver solo sentimenti di risentimento. “Sono sposata, ho quattro figli, e avevo una professione che consumava tutto il mio tempo, le mie energie, e i miei pensieri. Ero coinvolta da ciò, che ora concepisco essere stata, la corsa sfrenante e stressante dei nostri tempi; mai soddisfatta con quello che avevo, ma sforzandomi sempre piú per ottenere successo, denaro, o qualunque altra cosa materiale.

Non sapevo godere né gioire in niente.

Sonoarrivata al mio stato piú basso un anno fa quando mi era stata data una diagnosi
clinica di una severa depressione al punto di suicidio. Nonostante la mia
salute fosse in serio pericolo mi ero rifiutata di entrare in ospedale, convinta della mia indispensabilità sul lavoro.

“Medjugorje mi é stata presentata a questo punto della mia vita. Una delle mie
colleghe di lavoro mi invitó ad una adunanza con una amica che stava andando a
visitare Medjugorje. Non avendo mai sentito parlare di Medjugorje la curiositá vinse
su di me ed acconsentii al suo invito. La sua amica aveva giá fatta quella visita
diverse volte e mi mise al corrente dei tanti eventi che accorrevano. Il mio interesse si
risveglió; mi offrí di portare con lei il mio rosario perché fosse benedetto. Con il mio
tenore di vita sempre cosí occupato, non diedi piú nessun pensiero a questo incontro,
peró ogni tanto sorprendevo me stessa a pensare a Medjugorje, ed a desiderare
maggiori informazioni.

Non sapendo che fare, cominciai a pregare. Per un bel pó di tempo niente notai di
cambiato in me, peró ho continuato a pregare aumentando il tempo dedicato alla
preghiera senza nemmeno accorgermene. Pregavo per ricevere direzione nella mia
vita, chiedendo perdono e desiderando un rinnovamento della mia fede. Sentivo
come una calamita che mi trascinava interiormente in un posto conosciuto dove
potevo sentirmi in contatto con la mia anima. Non avevo mai sperimentato una cosa
simile in tutta la mia vita. Senza avvedermene mi chiedevo perché non riuscivo a
trovare Dio, e nel mio intimo udii la riposta “l’hai giá trovato.” Non poteva essere!
“Mi sentivo cosí indegna, cosí colpevole e cosí immeritevole dell’amore di Dio. Come
potevo essere da Lui perdonata? – ed ancora la mia anima mi rispose che ero giá
stata perdonata e che dovevo smettere di torturarmi.

“L’amore fu il canale conduttore che mi portó la salute; ma in me stessa pensavo..io
non so amare. Tutta la mia vita l’ho passata a costruirmi intorno una barriera di
protezione per evitare d’essere ferita, ma purtroppo nel processo ha perduta la
capacitá di essere in contatto coi miei sentimenti, ho perduto me stessa. Tuttavia la
risposta sembrava chiarissima. Impara ad amare Dio con tutto il tuo cuore, ama la
tua famiglia, i tuoi amici, i tuoi vicini, ed inizia imparando ad amare – Ama!
“Come una forza inaspettata che apre un varco, cosí é stata questa esperienza per
me. Ho cominciato a riconciliarmi con membri della mia famiglia e ad accettare
senza risentimenti la mia fanciullezza. Sembrava fossi guidata passo per passo, ed
avendolo completato un nuovo passo si presentava alla mente, il quale, non so come,
sapevo di dover intraprendere! Cominciavo a vedere bontá e speranza
intorno a me. Mi sono riconciliata con me stessa riguardo tutto il male che per
molti anni mi ero causata. Ad ogni passo mi sentivo piú vicina al Signore e alla
Madonna. Mi sto pure riconciliando con la Chiesa, ma sopratutto con la Chiesa
,ma sopratutto sento in me una incredibile forza d’amore. Sembra
straripare.

“Rivivrei la mia vita intera, con tutte le pene e le sofferenze e le depressioni pur di
ottenere ciò che ora posseggo – totale pace e gioia interiore!”

Questa incredibile storia ci dimostra quanto Dio ci ama e quanto desideri
perdonarci. La Sua saggezza ha il solo fine di ottenere la nostra felicitá.

Per concludere diciamo: Si deve pregare col cuore. Non si deve onorare Dio con le
labbra solamente. La preghiera é molto piú che parole vuote. La preghiera deve
salire dal cuore. Iddio vuole che noi cominciamo a pregare col cuore e non solo con le
labbra. Desidera che noi ci inginocchiamo o sediamo in silenzio ed assorbire in modo
conscio la Sua presenza. Lui non é lontano. Veramente ci é molto vicino. Piuttosto che
ripetere per abitudine una lista di preghiere é molto meglio, nel silenzio, assorbire la Sua presenza e dire, “Ti amo,” con la sinceritá del nostro cuore. E come sedere con
l’amato senza scambiare parole, poiché l’amore stabilito tra i due non richiede
parole. Questa forma di preghiera porta molto conforto.

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