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Siria: la strategia degli States per intensificare la guerra

Gli effetti della guerra in Siria. Photo the Gabriel Chaim.
Gli effetti della guerra in Siria. Photo the Gabriel Chaim.

Pubblico la traduzione dell’articolo “US to step up war on Syria after Geneva” di Finian Cunningham. La Siria, oltre ad essere sottoposta alla guerra combattuta con le armi, deve fronteggiare la guerra mediatica portata avanti dalla stampa internazionale. I media di parte diffondono la verità a partire dagli interessi dei finanziatori. La disinformazione, crea un’ immagine diversa rispetto a quello che ogni giorno il popolo siriano vive sulla sua pelle. L’articolo non vuole essere una difesa esclusiva del presidente Hassad. Vuole solamente presentare ai lettori una prospettiva diversa. Chi sbaglia anche se si trova al potere deve pagare. L’informazione è veritiera quando le fonti sono attendibili. Occorre prima di mandare le notizie nell’universo comunicativo, possedere prove certe, inconfutabili. Gli interessi economici non devono prevalere sulla verità. La Siria, vuole essere raccontata per quello è, e non per le cose che in maniera ipotetica potrebbero accadere. Deve essere il popolo ha scegliere da chi vuole essere governato. Le ingerenze internazionali, vogliono a tutti i costi portare al potere politici graditi alle loro richieste. Questa è la vera dittatura. Và condannata con forza. Gli organismi internazionali hanno il compito di favorire la democrazia, rispettando l’identità delle gente. Di seguito l’articolo:

I negoziati di Ginevra2, tra il governo siriano e l’opposizione filo-occidentale si sono conclusi nel fine settimana scorso, senza portare risultati importanti per la cessazione della guerra. I media hanno scatenato contro il governo di Damasco un’altra campagna informativa non sempre esatta nelle informazioni. L’ultimo “scoop” riportato dai mezzi di comunicazione riguarda l’Esercito Siriano. Secondo le accuse, starebbe distruggendo zone “abitate da civili dalla carta geografica” nella città di Damasco, Aleppo e Hama. L’obiettivo appoggiato da queste informazioni, è quello di appoggiare l’agenda guidata dagli Stati Uniti per rovesciare il regime siriano. E’ un piano terribile! Intanto gli USA, continuano ad offrire segretamente armi, che finendo nelle mani dei ribelli di al-Qaeda foraggiano la guerra. L’organizzazione  umanitaria “Hman Rights Watch”, ha presentato al grande pubblico, le immagini satellitari di alcune aree residenziali “rase al suolo e ridotte a macerie” dall’Esercito. La storia è stata subito ripresa -secondo le modalità ormai a tutti note-, dai media occidentali tra cui France 24 e la BBC. Dopo la visione delle immagini è stato chiesto al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, l’istituzione di un processo penale contro il governo per crimini di guerra. Non è un caso che le accuse emergano a termine dei colloqui di Ginevra2. Al vertice, la delegazione del governo, ha giustamente respinto le richieste di accettare le dimissioni del presidente Bashar al-Assad da parte dell’Occidente, dell’Arabia e del Qatar. Come precedentemente indicato, l’opposizione –che esiste solo in esilio-, non possiede nessun mandato da parte del popolo siriano, per avanzare simili proposte.

Durante i trattati, sono state inserite richieste difficilmente realizzabili. Infatti, la vera agenda della conferenza, mirava solo ed esclusivamente a far crollare il governo. Poco prima dell’inizio dei colloqui, dai mezzi di comunicazione, sono state distribuite alcune immagini di “numerosi omicidi” di prigionieri compiuti delle forze statali. La presunta fonte delle foto era -a dire della stampa-, un individuo senza nome. Forse un ex-polizziotto. E’ stata una tattica volta, a screditare la credibilità del potere costituito. Ad oggi, non ci sono prove certe sull’origine delle immagini. Quante volte, in questi tre anni, -dall’inizio del conflitto-, siamo venuti a conoscenza dei numerosi “massacri” compiuti dallo Stato Siriano, senza poi averne prove conclusive? Anzi, in alcuni casi, emerge tranquillamente che i colpevoli delle violazioni sono stati i terroristi. Le polemiche più aspre sono nate dal presunto attacco di armi chimiche sui civili vicino a Damasco, il 21 Agosto dello scorso anno. Ricordiamo che l’incidente ha quasi provocato l’intervento militare degli Stati Uniti in Siria. Quando il New York Times e l’organizzazione “Human Rights Watch”, hanno costatato la responsabilità del massacro –che ha causato migliaia di morti-, era delle bande terroristiche e non dell’Esercito Siriano, non hanno fatto nulla per smentire le falsità diffuse.

Dunque, quali sono state le presunte demolizioni nelle città di Damasco, Aleppo e Homa? la stampa, non hanno informato il pubblico che le zone residenziali (oggetto degli attacchi dell’Esercito Siriano, ndr), erano state sgombrate. L’ipotesi che le forze aeree avrebbero bombardato i civili e le loro case, non regge. In secondo luogo, i ribelli stranieri, sono quelli che tengono le città sotto assedio, creando in questo modo la crisi umanitaria. Infatti, non permettono la fornitura di cibo e medicine alla popolazione. La scorsa settimana nel quartiere Yarmouk di Damasco, i convogli degli aiuti non sono potuti entrare per aiutare i civili, a causa delle pressioni esercitate dai militanti di al-Qaeda. La stessa scena si è ripetuta nel giugno scorso, nella città di Qusayr, quando l’Esercito ha liberato dalla morsa dei mercenari, la cittadina. La stessa pratica criminale di usare la gente come ostaggi, è praticata in altre zone di Damasco, Aleppo, Homs e Hama. Ci sono delle informazioni concesse dai civili dove è evidenziato l’atteggiamento ostile dei terroristi nei loro confronti. Per questo motivo sono stati uccisi per aver osato protestare contro di loro. Le abitazioni abbandonate, sono state trasformate dai terroristi in nidi per cecchini; discariche esplosive, e centri operativi per confattere contro il popolo. In questi casi è legittimo da parte delle autorità, usare la forza militare per cacciare i fondamentalisti che combattono contro la Siria? Risulta sbalorditivo (dopo questa analisi, ndr), come i media e le organizzazioni per i diritti umani, facciamo risalire la colpa solo ed esclusivamente al governo. Investire sul “processo di pace”, con l’intenzione di usare i negoziati contro le scelte politiche del popolo, è preoccupante. Questa settimana dopo la lettura dei rapporti, (sulla questione siriana, ndr), il Congresso degli Stati Uniti, voterà segretamente per concedere la fornitura delle armi agli estremisti. John Kerry, aveva minacciato la Siria con la guerra, perché (il governo), aveva sparato sulla popolazione le armi chimiche. Ironia della sorte, le armi chimiche non sono state utilizzate dall’esercito, ma molto probabilmente dai terroristi occidentali. Intanto, la propaganda di parte è concentrata sui “negoziati falliti” di Ginevra. La diffusione di questa convinzione tramite i mezzi di comunicazione, intensificherà nel prossimo futuro gli sforzi per cambiare l’indirizzo politico della Siria. di Francis Marrash

 

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