Scritta contro vescovo di Avezzano

Scritta contro vescovo di AvezzanoL’impegno della diocesi di Avezzano (Aq) sul fronte immigrazione e nei confronti di coloro che, approdati in Italia, stanno chiedendo di essere accolti come rifugiati, non è piaciuto agli esponenti locali di Forza Nuova. I quali, nella notte tra venerdì e sabato della scorsa settimana, hanno affisso a pochi metri dall’ingresso della cattedrale della cittadina abruzzese, uno striscione che recita: “Per il vescovo prima i clandestini, per Forza Nuova prima gli italiani”.

Una frase che risponde agli stereotipi ampiamente diffusi nelle convinzioni di numerosi movimenti della destra ma che non condiziona l’atteggiamento di accoglienza da parte della Chiesa dei Marsi che continua a tendere la mano a chi fugge da guerre, persecuzioni, carestie, miseria. 

“La diocesi ospita rifugiati ed immigrati – ha detto il vescovo di Avezzano, Pietro Santoro -, e ha invitato le parrocchie ad aprire le proprie strutture: questo è avvenuto e sta avvenendo”. 

Una diocesi dei volti. Il sogno di monsignor Pietro Santoro, vescovo marsicano dal 2007, nasce da una passione forte per la Chiesa e per il suo popolo. «Fin dal primo momento ho detto che sogno di costruire, insieme con i sacerdoti, con i laici, con i religiosi e le religiose di questo territorio, una comunità di volti. Di volti che si riconoscono, che si guardano e che siano capaci di vedere, gli uni in quello degli altri, il volto di Cristo. Una diocesi di volti significa una diocesi di passioni, di comunione, di responsabilità reciproca che nasce dal sapere che l’altro ci è affidato. Non è poesia e, a volte, può essere anche faticoso cercare di valorizzare tutte le relazioni e tutti gli incontri, ma sono convinto che è da qui che dobbiamo ripartire. La prima cattedra del cristiano è proprio il suo volto, che poi non è altro che l’espressione di un cuore abitato da Dio».

In merito allo striscione dei militanti di Forza Nuova, il presule non si scompone: “Andiamo avanti con il Vangelo”, ha dichiarato sereno.

A cura di Redazione Papaboys fonti: Jesus e Avvenire

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