Santa Messa di Papa Francesco, Maria SS.ma Madre di Dio. 1 gennaio 2023. LIVE TV h. 09.55

Dalla Basilica di San Pietro, Santa Messa presieduta da Papa Francesco, nella festività di Maria SS.ma Madre di Dio, in occasione della Giornata Mondiale della Pace.

Santa Messa nella festività di Maria SS.ma, Madre di Dio

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Papa Francesco ha celebrato nella Basilica vaticana i Primi Vespri della SS.ma Madre di Dio con il canto finale del Te Deum di ringraziamento a poche ore dalla morte di Benedetto XVI e nell’omelia lo ricorda con commozione e gratitudine a Dio “per averlo donato alla Chiesa e al mondo”, per tutto il bene compiuto, “e soprattutto per la sua testimonianza di fede e di preghiera, specialmente in questi ultimi anni di vita ritirata”. Al centro delle parole di Francesco il tema della gentilezza non solo come virtù cristiana ma anche civica che può rendere il mondo più fraterno.

“Quando venne la pienezza del tempo, Dio mandò il suo Figlio, nato da donna, nato sotto la legge, per riscattare coloro che erano sotto la legge, perché ricevessimo l’adozione a figli. Gal 4,4-5”

“Nato da donna”: il modo scelto da Dio per entrare nella storia, afferma Papa Francesco, “è essenziale quanto il fatto stesso di essere venuto”. Facendosi uomo Dio non è piombato dai cieli, “è nato da Maria” e, prosegue il Papa, “non è nato in una donna, ma da una donna” perché per farlo “ha chiesto il suo sì, il suo consenso”. Tutto in Dio parla di rispetto per la nostra libertà e di gratuità. Rifacendosi ad un’espressione di sant’Agostino il Papa dice che Dio “che ci ha creato senza di noi non vuole salvarci senza di noi”. E prosegue:

Questo suo modo di venire a salvarci è la via sulla quale pure invita noi a seguirlo, per continuare insieme a Lui a tessere l’umanità nuova, libera, riconciliata. Questa è la parola: umanità riconciliata. È uno stile, un modo di relazionarsi con noi da cui derivano le molteplici virtù umane di una convivenza buona e dignitosa. Una di queste virtù è la gentilezza, come stile di vita che favorisce la fraternità e l’amicizia sociale.

Benedetto XVI, persona nobile e gentile

Proprio in tema di gentilezza il pensiero di Francesco va al Papa emerito che stamattina “ci ha lasciati”.

Con commozione ricordiamo la sua persona così nobile, così gentile. E sentiamo nel cuore tanta gratitudine: gratitudine a Dio per averlo donato alla Chiesa e al mondo; gratitudine a lui, per tutto il bene che ha compiuto, e soprattutto per la sua testimonianza di fede e di preghiera, specialmente in questi ultimi anni di vita ritirata. Solo Dio conosce il valore e la forza della sua intercessione, dei suoi sacrifici offerti per il bene della Chiesa.

La gentilezza alla base del dialogo

Il Papa prosegue proponendo la gentilezza anche come virtù civica, dicendo che essa “è un fattore importante della cultura del dialogo”, e che il dialogo è un atteggiamento “indispensabile per vivere in pace, per vivere da fratelli”. E invita a pensare a come sarebbe il mondo senza gli sforzi in questo senso di “tante persone generose”.

Il dialogo perseverante e coraggioso non fa notizia come gli scontri e i conflitti, eppure aiuta discretamente il mondo a vivere meglio. Ebbene, la gentilezza fa parte del dialogo. Non è solo questione di “galateo”; non è questione di “etichetta”, di forme galanti… No, non è questo che intendiamo qui parlando di gentilezza. Si tratta invece di una virtù da recuperare e da esercitare ogni giorno, per andare controcorrente e umanizzare le nostre società.