San Francesco: PACE E BENE A TE! (27 Ottobre 2018)

San Francesco: PACE E BENE A TE!

La nuova rubrica quotidiana dedicata alle parole e alla vita di San Francesco, un modo per entrare nella spiritualità francescana e vivere nella pace di Dio e nell’umiltà di Nostro Signore.

Ogni giorno un testo, una preghiera o un fioretto tratto dalla vita del “poverello di Assisi”.

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Gesù nostro Signore vi benedica!

San Francesco e i Fioretti (Capitolo XXVIII)

D’uno rapimento che venne a frate Bernardo

D’uno rapimento
che venne a frate Bernardo,
ond’egli stette
dalla mattina insino a nona
ch’egli non si sentì.

Quanta grazia Iddio facea ispesse volte a’poveri evangelici i quali abbandonavano il mondo per lo amore di Cristo, si dimostrò in frate Bernardo da Quintavalle, il quale, poi ch’ebbe preso l’abito di santo Francesco, si era ratto ispessissime volte in Dio per contemplazione delle cose celestiali.

Tra l’altre avvenne che una volta, essendo egli in chiesa ad udire la messa e stando con tutta la mente sospeso in Dio, diventò sì assorto e ratto in contemplazione che, levandosi il Corpo di Cristo, non se ne avvide niente, né si inginocchiò, né si trasse il cappuccio, come facevano gli altri che v’erano, ma sanza battere gli occhi, così fiso guatando, stette, dalla mattina insino a nona, insensibile.

San Francesco

«O frati!…»

Dopo nona ritornando in sé, sì andava per lo luogo gridando con voce ammirativa: «O frati! o frati! o frati! non è uomo in questa contrada sì grande né sì nobile, al quale sì gli fosse promesso uno palagio bellissimo pieno d’oro, non gli fosse agevole di portare un sacco pieno di letame per guadagnare quello tesoro così nobile». A questo tesoro celestiale, promesso agli amadori di Dio, fu frate Bernardo predetto sì elevato con la mente, che per quindici anni continovi sempre andò con la mente e con la faccia levata in cielo.

In quel tempo mai non si tolse fame alla mensa, benché mangiasse, di ciò che gli era posto innanzi, un poco; imperò ch’e’dicea che di quello che l’uomo non gusta, non fa perfetta astinenza, ma la vera astinenza è temperarsi dalle cose che sanno buone alla bocca. E con questo venne ancora a tanta chiarità e lume d’intelligenza, che eziandio li grandi chierici ricorreano a lui per soluzioni di fortissime quistioni e di malagevoli passi della Scrittura; ed egli d’ogni difficoltà li dichiarava.

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Imperò che la mente sua sì era al tutto sciolta e astratta delle cose terrene, egli a modo di rondine volava molto in alto per contemplazione; onde alcuna volta venti dì, e alcuna volta trenta dì si stava solo in sulle cime de’monti altissimi contemplando le cose celestiali. Per la qual cosa diceva di lui frate Egidio che non era dato agli altri uomini questo dono ch’era dato a frate Bernardo di Quintavalle, cioè che volando si pascesse come la rondine. E per questa eccellente grazia ch’egli avea da Dio, santo Francesco volentieri e spesse volte sì parlava con lui di dì e di notte: onde alcuna volta furono trovati insieme, per tutta la notte, ratti in Dio nella selva, ove s’erano amendue raccolti a parlare con Dio.

A laude di Gesù Cristo e del poverello Francesco. Amen.

San Francesco

LA BENEDIZIONE DI SAN FRANCESCO PER TE

Benedicat tibi Dominus et custodiat te,
ostendat faciem suam tibi et misereatur
tui convertat vultum suum ad te
et det tibi pacem
Dominus benedicat frater Leo, te
Benedicat, benedicat,
benedicat tibi Dominus
et custodiat te Frater Leo, te.

Il Signore ti benedica e ti custodisca.
Mostri a te il suo volto e abbia misericordia di te.
Volga a te il suo sguardo e ti dia pace.
Il Signore ti dia la sua grande benedizione.

A cura della Redazione Papaboys

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