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Quei figli con lo smartphone a tavola

Quei figli con lo smartphone a tavolaIl video è online da più di un anno e conta più di nove milioni di visualizzazioni ma in Italia ha iniziato a diffondersi in modo virale solo negli ultimi mesi del 2014. Si tratta di un cortometraggio di 100 secondi realizzato da Mattew Abeler, uno studente di comunicazione della University of Northwestern del Minnesota che racconta la reazione creativa di un padre di fronte ai figli che, a tavola, sono assorbiti dall’interazione con gli smartphone.

Il risvolto meno noto, probabilmente, è che questo video è il vincitore del Five16 film festival (www.five16filmfestival.com) una competizione universitaria volta a far emergere i valori cristiani attraverso la cinematografia che mutua il suo titolo dal capitolo cinque e versetto 16 del vangelo di Matteo: “Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli”.

Mattew Abeler, mettendo in scena tra l’altro i suoi veri genitori, ha colto in anticipo il tema della Giornata mondiale delle comunicazioni sociali del 2015: “Comunicare la famiglia: ambiente privilegiato dell’incontro nella gratuità dell’amore”.

Il pasto comune, in particolare, è un’occasione straordinaria per coltivare le relazioni che spesso rischia di ridursi ad un momento funzionale al mero nutrimento fisico.

A ricordarci il valore profondo della condivisione del cibo con tempi e modalità consone contribuisce anche l’interessante opera dello psicoterapeuta danese Jesper Juul “Ragazzi, a tavola! Il momento del pasto come specchio delle relazioni familiari” (2005) che evidenzia come lo stare a tavola porti a galla il vissuto psico-emotivo della famiglia e possa essere un luogo idonea a far emergere i conflitti e a risolverli.
Juul, tra l’altro, fa notare che l’educazione tradizionale si regge soprattutto su strategie verbali tralasciando il fatto fondamentale che i più piccoli apprendono principalmente per imitazione, anche nel tessere le relazioni a tavola.

Ricuperare un tempo congruo e una soddisfacente qualità di relazioni durante i pasti condivisi in famiglia, difendendosi dall’invasività dell’elettronica, può diventare un percorso che ci restituisce un sapore umano più intenso e può stimolare alla logica del dono gratuito. Non andrebbe dimenticato che Gesù ha dato consegna suprema del suo amore durante una cena rituale.

Fonte. Famiglia Cristiana

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