Perché dobbiamo pregare gli Angeli sé è loro dovere aiutarci?

Perché dobbiamo pregare gli Angeli?
Perché dobbiamo pregare gli Angeli?

Perché dobbiamo pregare gli Angeli per farci aiutare?

Riportiamo integralmente un quesito sugli angeli posto sul sito amicidomenicani.it 

Domanda

Buona sera padre Angelo,
so che tutti abbiamo un angelo custode (è una verità di fede) che ha il compito di proteggerci, soccorrerci, intercedere per noi. Mi chiedo perché allora tante preghiere all’angelo custode se il suo compito è proprio quello di proteggerci. Cioè è come se avessi una guardia del corpo pagata per proteggermi…che senso avrebbe chiedere di proteggermi se è proprio quello il suo compito?… non sarebbe superfluo visto che fa solo il suo dovere? Cioè mi sembra inutile pregare l’angelo custode di proteggermi e di aiutarmi…quando ha proprio il compito di farlo!
Stesso discorso potrebbe estendersi ai santi protettori… se hanno il dovere di intercedere per noi, che senso ha chiederglielo con la preghiera? Non so se sono riuscito a spiegare bene questa mia perplessità!

Cordiali saluti

Perché dobbiamo pregare gli Angeli?
Perché dobbiamo pregare gli Angeli?

Risposta del sacerdote

Carissimo,
1. ciò che dici a proposito dell’Angelo custode, giustamente poi lo applichi anche all’intercessione dei santi.

Si potrebbe fare un passo più avanti e dire che lo stesso discorso vale anche per la Beata Vergine Maria e per Nostro Signore stesso.

Perché il Signore chiede di pregare se ci segue in interrottamente, se nostro Padre e non permette neanche che è un cappello del nostro capo cada per terra senza la sua volontà?
Eppure il Signore che ci esorta a pregare. Anzi, ci comanda di pregare.
Nel discorso della montagna dice: “Chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. Perché chiunque chiede riceve, e chi cerca trova, e a chi bussa sarà aperto” (Mt 7,7-8).

Lo comanda anche attraverso San Paolo: “Voglio dunque che in ogni luogo gli uomini preghino, alzando al cielo mani pure, senza collera e senza polemiche” (1 Tm 2,8).
Ci insegna pure a domandare nella maniera giusta e cioè nel suo nome. Nell’ultima cena ha detto: “Finora non avete chiesto nulla del mio nome. Chiedete e otterrete, perché la vostra gioia sia piena” (Gv 16,24).

Chiede anche di pregare in maniera ininterrotta: “Diceva loro una parabola sulla necessità di pregare sempre, senza stancarsi mai” (Lc 18,1).

2. A proposito della preghiera dobbiamo essere certi a priori di una cosa: che le nostre preghiere non servono a far conoscere le nostre necessità a Dio, alla Beata Vergine, ai nostri Angeli e ai Santi.

Le conoscono infinitamente meglio di noi.
Se ci viene chiesto di pregare è perché disponiamo il nostro cuore a ricevere i doni che Dio ci vuole dare per usarne bene, santamente.

Per questo Sant’Agostino dice che “la creatura ragionevole offre preghiere a Dio… per costruire se stessa, non per istruire Dio” (De gratia N. Testam., 29).

3. La Chiesa ci rivela il senso della preghiera fatta a Dio attraverso l’intercessione dei santi in un versetto della liturgia: “ut digni efficiamur promissionibus Christi” (affinché diventiamo degni delle promesse di Cristo).

Quando diventiamo degni delle promesse di Cristo?

Quando preghiamo umilmente, come ha fatto il pubblicano nel tempio, come ricorda il Signore nel Vangelo: “Il pubblicano invece, fermatosi a distanza, non osava nemmeno alzare gli occhi al cielo, ma si batteva il petto dicendo: «O Dio, abbi pietà di me peccatore»” (Lc 18,13).
Nelle nostre domande dobbiamo ricordare che non siamo degni di essere esauditi perché abbiamo usato tante volte dei doni di Dio per crocifiggere di nuovo il figlio di Dio (cfr. Eb 6,6).
Questa consapevolezza dovrebbe portarci ad un mutamento di condotta.

4. Se nonostante la preghiera ininterrotta il Signore non esaudisce le nostre preghiere vuol dire che non siamo ancora disposti a ricevere le grazie che Egli ci vuole dare per usarne santamente oppure anche che quanto chiediamo non è un bene per noi in vista della nostra santificazione.

Talvolta può succedere che il Signore non ci esaudisca perché vuole darci beni più grandi.

LEGGI ANCHE: Perché invocare santi e arcangeli se già abbiamo il nostro angelo custode? Risponde un sacerdote…

5. Venendo adesso dalla tua esplicita domanda: la preghiera agli Angeli custodi non serve per ricordare loro che devono fare il loro dovere. Sono desiderosissimi di farlo. Sono impazienti, si direbbe, di poterci aiutare. Fanno di tutto per fare il loro dovere nei nostri confronti.

Ma il nostro cuore è chiuso alla loro azione, alla loro dedizione. A motivo del peccato rimaniamo chiusi e impermeabili al loro aiuto.
Inoltre forse non esce mai un grazie dalle nostre labbra, mai un cenno di riconoscenza, mai una richiesta di perdono per essere rimasti tanto tempo chiusi al loro amore e alla loro incessante dedizione.

E poi pretendiamo che facciano il nostro dovere!
Come vedi, siamo noi che dobbiamo fare il nostro dovere aprendoci a questi messaggeri della bontà divina nei nostri confronti.

I nostri Angeli ci vogliono aiutare primariamente a crescere nella santità.
E non c’è santità se non c’è umiltà, se non c’è gratitudine, se non c’è pentimento.

6. Mi piace ricordare che nel vecchio Confiteor che si recitava all’inizio della Messa, e che adesso non è proibito recitare nelle proprie devozioni personali, la Chiesa insegnava a pentirci anche davanti agli Angeli a motivo della nostra chiusura e delle nostre ingratitudini
Ecco il testo: “Confesso a Dio onnipotente, alla beata sempre vergine Maria, a San Michele Arcangelo, a San Giovanni Battista, ai Santi apostoli Pietro e Paolo, a tutti i Santi e a voi fratelli che ho molto peccato in pensieri, parole, opere e omissioni. Per mia colpa, mia colpa, mia grandissima colpa. E supplico la beata sempre vergine Maria, San Michele Arcangelo, San Giovanni Battista, i Santi apostoli Pietro e Paolo, tutti i Santi e voi fratelli di pregare per me il Signore Dio nostro”.

In San Michele Arcangelo, che è il principe delle schiere degli Angeli, sono racchiusi tutti gli Angeli e in particolare il nostro Angelo custode.

7. Diventare santi è la stessa cosa che crescere nell’amore e nella comunione con tutti.
In particolare con coloro che Dio ci ha dato perché con infinita sollecitudine ci illuminino, ci custodiscano, ci governino, secondo quanto disposto dall’amore paterno di Dio nei nostri confronti.

Augurandoti di crescere nella comunione d’amore e di gratitudine con gli Angeli, ti assicuro la mia preghiera e ti benedico.

Padre Angelo

Antica e potente preghiera all’Angelo Custode

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