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Papa Francesco va a trovare i carcerati per la Lavanda dei piedi. E ricorda: ‘Dio perdona sempre!’

Papa Francesco si è recato in forma privata al carcere di Borgo Aurelia, a Civitavecchia, per la messa “in Coena Domini”.

Francesco ha celebrato la Messa nella Cappella di fronte ad alcuni detenuti, a una rappresentanza degli agenti e del personale della Casa Circondariale e ad alcune autorità, tra cui il ministro Marta Cartabia.

Durante la liturgia il Pontefice ha pronunciato a braccio la sua omelia, dopo le letture del giorno, parlando del segno della Lavanda dei piedi, “cosa strana” in questo mondo. “Gesù che lava i piedi al traditore, quello che lo vende”.

Papa Francesco ha sottolineato che Cristo “ci insegna questo, semplicemente: fra voi dovete lavarvi i piedi. Uno serve l’altro, senza interesse. Che bello sarebbe se questo fosse possibile farlo tutti i giorni e a tutta la gente”.

Al termine dell’omelia, come di consueto, il Santo Padre ha ripetuto il gesto di Gesù durante l’Ultima Cena, quando il Signore lavò i piedi ai suoi discepoli in segno di amore spinto fino al servizio e all’umiliazione, nei confronti di 12 detenuti, uomini e donne, tra cui persone di età diversa e di diversa nazionalità.

Saluti, cori, applausi

Francesco ascolta, annuisce, sorride, guarda con interesse i tanti regali ricevuti: cestini di piante e fiori, sculture di legno e fili di rame, disegni a matita. “Tutto materiale povero”. A ognuno dei presenti viene regalato un rosario del pontificato. C’è chi ne chiede due per quando uscirà e vedrà la moglie o la compagna. Un ragazzo, giovanissimo con la barba, ne tiene in mano uno proprio di colore nero e chiede al Papa di benedirlo.

Il Pontefice prova a fermarsi con tutti e, mentre esce, la folla cerca di stringerglisi intorno, frenata da poliziotti e gendarmi. Di nuovo cori, di nuovo applausi, di nuovo urla “Evviva il Papa!”. All’uscita ci sono le suore Ancelle della Visitazione, prestano servizio nel carcere ma sono così emozionate nel vedere il Papa da non riuscire a dire nemmeno due parole. Il Pontefice scherza con loro e con un gruppo di insegnanti, poi in macchina si dirige in una piccola struttura del complesso utilizzata per gli incontri con parenti e amici. La Sala dei colloqui, con all’interno una ludoteca colorata chiamata “Casa di Leda”.

Il servizio completo su Vaticannews.va

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