Papa Francesco chiede ai Vescovi europei di pregare per il Sinodo e per le famiglie

La realtà della Chiesa nei diversi Paesi europei si intreccia con la realtà della Terra Santa. I due temi procedono paralleli all’inizio dei lavori dell’Assemblea del Consiglio delle Conferenze episcopali europee, che si svolge oggi nella suggestiva cornice della Domus Galilaeae. Il servizio del nostro inviato da Cafarnao Fabrizio Mastrofini:

Papa in preghiera



Nel suo messaggio all’episcopato europeo, Papa Francesco ha auspicato che “il tempo trascorso insieme” possa essere innanzitutto “un tempo forte di preghiera e solidarietà” e che possa “ravvivare la freschezza del Vangelo, dal quale “spuntano nuove strade, metodi creativi, altre forme di espressione, segni più eloquenti, parole cariche di rinnovato significato per il mondo attuale”. Infine, il Santo Padre ha affidato alle preghiere dei vescovi “il prossimo Sinodo Generale, perché la Chiesa possa rispondere con sempre maggiore urgenza e generosità ai bisogni della famiglia”.

Da ieri, dunque, i vescovi, i presidenti delle Conferenze episcopali europee presentano le attività e le problematiche che vivono nei rispettivi Paesi. E, allo stesso tempo, ascoltano dalla viva voce di alcuni dei protagonisti quale sia la realtà della Terra Santa oggi. Il patriarca latino, Fouad Twal, ha illustrato la drammatica realtà dei cristiani che fuggono da Iraq e Siria e si affollano in Giordania, e la realtà dei migranti che dall’Asia, spesso in modo irregolare, arrivano in Israele alla ricerca di lavoro. L’Europa è in difficoltà, è tentata dal costruire nuovi muri, di fronte a drammi che devono vedere anche la Chiesa unita e solidale. Oggi padre Jamal Khader, rettore del Seminario patriarcale di Beit Jala, ha attualizzato la vita di Gesù. Il suo programma di vita è espresso dalle Beatitudini e la sua opzione per i poveri era una vera scelta. Non c’erano equilibri diplomatici nel suo agire o nelle sue parole; e dunque padre Khader ha invitato i vescovi europei alla sollecitudine pastorale, perché la sofferenza della comunità cristiana in Medio Oriente è la sofferenza della Chiesa in Europa e in tutto il mondo. Dopo questa forte testimonianza, tutta l’Assemblea a fine mattinata si è trasferita a Cafarnao per la Messa. Nell’omelia, mons. Angelo Massafra, uno dei vice presidenti del Consiglio delle Conferenze episcopali europee, ha esortato a nutrirsi dell’atteggiamento di Gesù: andare da Lui, ascoltare le Sue parole, metterle in pratica. Dunque un invito a non cedere alla tentazione e allo sconforto. Ieri,  il card. Ouellet, prefetto della Congregazione per i vescovi, ha esortato a proseguire nell’impegno di pensare agli altri, in riferimento ai flussi migratori del Mediterraneo. Il Segretario di Stato, card. Pietro Parolin, ha incoraggiato i vescovi a proseguire sulla via della testimonianza. I lavori di stamattina si sono concentrati sulla situazione dei diversi Paesi europei, e sulle aree di crisi. Sua Beatitudine, Sviatoslav Shevchuk, per la Chiesa greco-cattolico-ucraina, ha parlato della sofferenza del suo popolo, con oltre un milione di morti, e del silenzio dei media. Voglio ringraziare le Chiese europee, le Caritas, per il loro aiuto, ed allo stesso tempo sensibilizzare sul conflitto e sulle sofferenze in corso. Stasera verrà presentata ai vescovi l’icona di Maria di Nazareth Madre dell’Europa, un’immagine con forte valenza simbolica come ci spiega padre Pietro Felet, Segretario generale degli Ordinari di Terra Santa:

“Si è cercata un’idea: che cosa fare? Ripetere icone già conosciute; rifare delle immagini venerate in qualche luogo santo o santuario attraverso l’Europa? Con una monaca di vita contemplativa, che è membro di un monastero di vita contemplativa – sono conosciute come monache di Betlemme, dell’Assunzione e di San Bruno – è uscita questa idea: di scrivere – perché si dice “scrivere”, un’icona: “Maria di Nazareth”. Nel nostro immaginario Maria di Nazareth è subito l’Annunciazione. Volevamo evitare gli Angeli e le icone conosciute, ma Maria Madre, una madre che offre il Figlio: non lo chiede, ma lo offre al mondo e a chi lo vuol venerare. Per me questa Madre, oggi, occupa il posto più grande, perché è il centro, l’educatrice del Suo Figlio, lo fa crescere. Quando andiamo all’icona della fine della sua vita è Lui che porterà la Madre in cielo. È il grande, e Lei è diventata la bambina portata in cielo. Ho voluto mettere e scrivere i nomi dei santuari mariani più importanti delle nazioni di cui fanno parte i vescovi che rappresentano le loro Conferenze episcopali”.

Oggi pomeriggio a Nazareth nella Basilica dell’Annunciazione si svolge la Veglia di preghiera per le famiglie e per il Sinodo.





Redazione Papaboys (Fonte it.radiovaticana.va)

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