Papa Francesco benedice all’Udienza di oggi per la prima volta la Macchina di Santa Rosa

“Per Santa Rosa … Avanti!”. Papa Francesco  alla fine dell’Udienza generale di questo mercoledì benedirà la fiaccola di Santa Rosa che accenderà la storica macchina della santa viterbese prima che essa il 3 settembre venga trasportata da 18 atleti viterbesi da Piazza San Pietro a Roma a piazza san Sisto, per omaggiare la santa patrona della città di Viterbo.

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La Città leonina simbolicamente torna a tendere il braccio alla meravigliosa Città dei Papi, così chiamata in memoria del periodo in cui la sede papale fu trasferita in questa città che ancora arreca i segni di quel fasto, pur avendo origini ancora più antiche.

Per la prima volta nella storia della lunga tradizione della Macchina di Santa Rosa un Papa benedirà la partenza e introdurrà all’interno della fiaccola un messaggio rivolto a tutti i viterbesi che sarà letto poco prima della partenza della macchina da Piazza San Pietro intorno alle 10.00 di giovedì. Sarà Mons. Fabio Fabene, sottosegretario al sinodo dei vescovi, ad accendere la fiaccola di Santa Rosa, alla presenza del vescovo di Viterbo, Lino Fumagalli, e dei 18 atleti che la porteranno a Viterbo.

La tradizione della Macchina di Santa Rosa, dal 2013 inserita nel Patrimonio orale e immateriale dell’umanità dell’UNESCO, è un evento storico cittadino viterbese che affonda le sue radici all’epoca del pontificato di Papa Alessandro IV, al secolo Rinaldo Conti di Segni, figlio di una sorella di Gregorio IX, il quale nel 1258 l’anno dopo la traslazione del corpo di Rosa, per commemorare l’evento, promosse la processione con il trasporto di un’immagine, forse una statua della Santa, illuminata su un baldacchino.

Alcune fonti storiche riportano che nel 1258 Papa Alessandro IV avrebbe sognato santa Rosa che espresse il desiderio di entrare nella Chiesa di santa Maria, presso il monastero delle monache di san Damiano. Allora, il 4 Settembre, la fece disseppellire e la condusse, con quattro cardinali, dalla Chiesa di santa Maria in Poggio a quella di santa Maria, sempre a Viterbo.

Nonostante la grande devozione popolare alla Santa e pertanto alla tradizione annuale del Trasporto, a causa di alcune vicende spiacevoli succedutesi negli anni, Papa Pio VII vietò il trasporto che sarà ripreso solo nel 1810 per essere nuovamente interrotto qualche anno dopo a causa di taluni incidenti.Le prime informazioni documentate e registrate partono invece dalla fine del 1600, allorché il  3 settembre del 1686 il delegato alla festa Sebastiano Gregorio Fani spostò la processione al 27 ottobre, probabilmente progettando egli stesso la prima Macchina. Presso il Museo Civico di Viterbo è presente una raccolta di bozzetti della Macchina a partire da quella del 1690, quella progettata da Fani e costruita da Giuseppe Franceschini che ha realizzato il disegno.

Il 9 luglio 1983, in occasione del 750º anniversario della nascita di Santa Rosa, è stato effettuato un trasporto straordinario; il 27 maggio del 1984, vi è stato un altro trasporto straordinario in occasione della visita di San Giovanni Paolo II.

Macchina di Santa Rosa 2015
Macchina di Santa Rosa 2015




Nella piovosa domenica sera del 27 maggio del 1984, dalla finestra storica del Palazzo dei Priori,  attraverso la quale altri pontefici avevano assistito al trasporto della macchina di S.Rosa, Papa Wojtyla alla vista di questo baldacchino trionfale che innalza al di sopra dei tetti di Viterbo la statua di Santa Rosa, illuminato da fiaccole e lucine, dal peso di 5 tonnellate e trasportato in spalla da circa 100 facchini, rimase palesemente sorpreso e pronunciò questo breve discorso: “Voi viterbesi siete abituati a questo spettacolo della macchina, ma per me si è trattato di una circostanza unica…Questa vostra concittadina che si chiamava Rita…si…Rosa! Ecco, tutto il tempo ho pensato a Rosa e ho detto Rita! Voglio dirvi che valeva la pena di essere una Rosa a Viterbo, perchè avendo capito la novità di Cristo, è diventata Santa e si trova nella Comunione dei Santi, nella visione della SS.ma Trinità in cielo, e qui sulla terra ha una sua macchina stupenda, e regna dalla cima di questa stupenda Macchina di S.Rosa”.

A partire dal trasporto del 2003, alla base della Macchina c’è  la scritta “non metuens verbum leo sum qui signo viterbum” : non temo minaccia, sono il leone che rappresenta Viterbo. Nella stessa edizione compare la scritta FAVL: Fanum Arbanum Vetulonia Longula, le quattro città etrusche che secondo Annio da Viterbo dalla cui unione sarebbe nata la città, ma si tratta solo di un’ipotesi priva di fondamento.

Il 6 settembre 2009 Benedetto XVI, durante la sua visita a Viterbo e Bagnoregio ha potuto ammirare la Macchina chiamata “Fiore del cielo” ferma davanti al Santuario.

Il triennio 2013/2015 rappresenta una tappa storica per la Macchina di Santa Rosa. Prima il conferimento del titolo Unesco di Patrimonio orale e immateriale dell’Umanità nell’ambito della Rete delle grandi Macchine a Spalla, celebrato con il posizionamento di targhe celebrative lungo il percorso del Trasporto, poi la conferma che Fiore del Cielo andrà a rappresentare i Tesori d’Italia nell’ambito dell’Esposizione universale di Milano.

di Alessandro Notarnicola nel blog ‘Dentro Le Mura’

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