Papa Francesco all’Angelus: ‘La Chiesa non è una cittadella assediata’

NCITTA’ DEL VATICANO – La Chiesa non è una cittadella assediata, ma una cittadella posta sul monte, aperta, accogliente e solidale. Gesù è “un uomo che si mette in fila con i peccatori”: queste le due frasi principali dell’Angelus di Papa Francesco di questa domenica. Come seguire l’Agnello? – si è chiesto il Pontefice –  “La Chiesa deve mettere al posto della malizia l’innocenza, al posto della superbia l’umiltà, al posto del prestigio il servizio. E un buon lavoro eh!” ha detto Francesco. “Non si può vincere il male se non amando gli altri”

Poi le parole del Papa sui migranti nella Giornata a loro dedicata ed anche un momento di preghiera comunitaria con la recita di 1 Ave Maria per tutti i migranti che soffrono.

Rileggiamo insieme le parole di Papa Francesco:

“Nel Vangelo odierno Gesù è presentato come ‘l’Agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo!’. ‘Gesù è venuto nel mondo con una missione precisa: liberarlo dalla schiavitù del peccato, caricandosi le colpe dell’umanità. In che modo? Amando. Non c’è altro modo di vincere il male e il peccato se non con l’amore che spinge al dono della propria vita per gli altri. Gesù ha i tratti del servo del Signore, che si è caricato delle nostre sofferenze, si è addossato i nostri dolori, fino a morire sulla croce. Egli è il vero agnello pasquale, che si immerge nel fiume del nostro peccato, per purificarci’. Gesù è presentato dunque come un agnello che è ‘un animale che non si caratterizza certo per forza e robustezza si carica sulle proprie spalle un peso così opprimente. La massa enorme del male  – ha detto il Pontefice – viene tolta e portata via da una creatura debole e fragile, simbolo di obbedienza, docilità e di amore indifeso, che arriva fino al sacrificio di sé. L’agnello non è dominatore, ma è docile; non è aggressivo, ma pacifico; non mostra gli artigli o i denti di fronte a qualsiasi attacco, ma sopporta ed è remissivo’.

Prendendo esempio dall’Agnello ogni membro della Chiesa – è la speranza di Papa Francesco – metta ‘al posto della malizia l’innocenza, al posto della forza l’amore, al posto della superbia l’umiltà, al posto del prestigio il servizio. Essere discepoli dell’Agnello significa non vivere come una cittadella assediata, ma come una città posta sul monte, aperta, accogliente e solidale. Vuol dire non assumere atteggiamenti di chiusura, ma proporre il Vangelo a tutti, testimoniando con la nostra vita che seguire Gesù ci rende più liberi e più gioiosi’.

Dopo la recita dell’Angelus, il Papa ha rivolto un saluto particolare a tutti i migranti e i rifugiati in Italia e in ogni parte del mondo nella Giornata Mondiale loro dedicata:  “Cari amici, voi siete vicini al cuore della Chiesa, perché la Chiesa è un popolo in cammino verso il Regno di Dio, che Gesù Cristo ha portato in mezzo a noi. Non perdete la speranza di un mondo migliore! Vi auguro di vivere in pace nei Paesi che vi accolgono, custodendo i valori delle vostre culture di origine”. Quindi un grazie a chi è accanto ai migranti: “Vorrei ringraziare coloro che lavorano con i migranti per accoglierli e accompagnarli nei loro momenti difficili, per difenderli da quelli che il Beato Scalabrini definiva “i mercanti di carne umana”, che vogliono schiavizzare i migranti! 

E in modo particolare: ”intendo ringraziare la Congregazione dei missionari di San Carlo, i padri e le suore scalabriniani che tanto bene fanno alla Chiesa e si fanno migranti con i migranti”. Infine una speciale Ave Maria è risuonata nell’intera piazza San Pietro. “In questo momento pensiamo ai tanti migranti, tanti! Tanti rifugiati, alle loro sofferenze, alla loro vita, tante volte senza lavoro, senza documenti, tanto dolore e possiamo tutti insieme rivolgere una preghiera per i migranti e i rifugiati che vivono situazioni più gravi e più difficiliAve Maria…”

L’Angelus si è concluso con il consueto augurio, che è oltre quello del Papa anche quello della nostra redazione a tutti i lettori (che leggeranno presto): Buon Pranzo!

Appuntamento per la diretta delle ore 17.30 con la S. Messa di Francesco dalla Chiesa del Sacro Cuore di Gesù.

Redazione Papaboys

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