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Papa Francesco all’Angelus: “Gesù è presente nel prossimo e ci chiede di riconoscerlo in tutti i fratelli”

Oggi celebriamo la solennità di Nostro Signore Gesù Cristo Re dell’universo, con la quale si chiude  l’anno  liturgico,  ha ricordato Papa Francesco all’inizio dell’Angelus di questa domenica – la  grande  parabola  in  cui  si  dispiega  il  mistero  di  Cristo.  Egli  è  l’Alfa  e  l’Omega, l’inizio e il compimento della storia; e la liturgia odierna si concentra sull’“omega”, cioè sul traguardo finale. 

Le parole di Papa Francesco prima della recita dell’Angelus

Papa-Francesco-Angelus 17 novembre 2019
Papa Francesco Angelus

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!
Oggi celebriamo la solennità di Nostro Signore Gesù Cristo Re dell’universo, con la quale si chiude  l’anno  liturgico,  la  grande  parabola  in  cui  si  dispiega  il  mistero  di  Cristo.  Egli  è  l’Alfa  e  l’Omega, l’inizio e il compimento della storia; e la liturgia odierna si concentra sull’“omega”, cioè sul traguardo finale. Il senso della storia lo si capisce tenendo davanti agli occhi il suo culmine: la fine è anche il fine. Ed è proprio questo che fa Matteo, nel Vangelo di questa domenica (25,31-46), ponendo  il  discorso  di  Gesù  sul  giudizio  universale  all’epilogo  della  sua  vita  terrena:
Lui,  che  gli  uomini stanno per condannare, è in realtà il supremo giudice.
 Nella sua morte e risurrezione, Gesù si mostrerà il Signore della storia, il Re dell’universo, il Giudice di tutti. Ma il paradosso cristiano è che il Giudice non riveste una regalità temibile, ma è un pastore pieno di mitezza e di misericordia. Gesù,  infatti,  in  questa  parabola  del  giudizio  finale,  si  serve  dell’immagine  del  pastore,  richiamando  le  profezie  di  Ezechiele,  il  quale  aveva  parlato  dell’intervento  di  Dio  in  favore  del  popolo,  contro  i  cattivi  pastori  d’Israele  (cfr  34,1-10).
Questi  erano  stati  crudeli  e  sfruttatori,  preferendo pascere sé stessi piuttosto che il gregge; pertanto Dio stesso promette di prendersi cura personalmente del suo gregge, difendendolo dalle ingiustizie e dai soprusi. Questa promessa di Dio per il suo popolo si è realizzata pienamente in Gesù Cristo, il Buon Pastore, che dice di sé: «Io sono il buon pastore» (Gv 10,11.14).  Nella pagina evangelica di oggi, Gesù si identifica non solo col re-pastore, ma anche con le pecore perdute, cioè con i fratelli più piccoli e bisognosi. E indica così il criterio del giudizio: esso sarà preso in base all’amore concreto dato o negato a queste persone, perché Lui stesso, il giudice, è presente  in  ciascuna  di  esse.  Dice  Gesù:  «In  verità  io  vi  dico:  tutto  quello  che  avete  fatto  (o  non  avete  fatto)  a  uno  solo  di  questi  miei  fratelli  più  piccoli,  l’avete  (o  non  l’avete)  fatto  a  me»  (vv.  40.45). Saremo giudicati sull’amore. Non sul sentimento, no: sulle opere, sulla compassione che si fa vicinanza e aiuto premuroso.
Dunque, il Signore, alla fine del mondo, passerà in rassegna il suo gregge, e lo farà non solo dalla  parte  del  pastore,  ma  anche  dalla  parte  delle  pecore,  con  le  quali  Lui  si  è  identificato.  E  ci  chiederà: “Sei stato un po’ pastore come me?”.
Chiediamo alla Vergine Maria di insegnarci a regnare nel servire. La Madonna, assunta in Cielo,  ha  ricevuto  dal  suo  Figlio  la  corona  regale,  perché  lo  ha  seguito  fedelmente  nella  via  dell’Amore. Impariamo da lei a entrare fin da ora nel Regno di Dio, attraverso la porta del servizio umile e generoso.

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Papa Francesco Angelus
La benedizione all’Angelus

I saluti del Papa dopo l’Angelus della Festa di Cristo Re

(a cura Redazione “Il sismografo”) Il Santo Padre, oggi, domenica 22 novembre, nel corso delle sue parole subito dopo la recita dell’antifona mariana ha sottolineato un suo pensiero speciale per le popolazioni della Campania e della Basilicata che 40 anni fa furono colpite da un grave e devastante terremoto.
Il Santo Padre ha voluto sottolineare anche la ricostruzione e le gravi mancanze e ritardi.
Francesco ha rinnovato la sua vicinanza alle famiglie e persone colpite dalla pandemia dal punto di vista socio-economico.

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