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Nuova minaccia della Russia all’Europa. Putin testa un missile intercontinentale. Lo fermiamo o no?

La Russia ha annunciato di aver testato con successo un nuovo missile balistico intercontinentale, il Sarmat, capace, secondo il ministero della Difesa, di “penetrare ogni sistema di difesa missilistica esistente o futura”.

Il presidente Vladimir Putin ha affermato che il nuovo missile darà garanzie di sicurezza alla Russia “contro le attuali minacce” e “farà riflettere coloro che stanno minacciando la Russia”.

Ultimatum a Mariupol è scaduto: nessun segnale di resa. L’Ue lavora a nuove sanzioni: “Il petrolio ci sarà”

Cinquantaseiesimo giorno di guerra in Ucraina. Mosca concentra le proprie azioni sul Donbass e in particolare sull’acciaieria Azovstal di Mariupol. È scaduto l’ultimatum russo agli ultimi combattenti della resistenza ucraina (alle 13 italiane), ma al momento non c’è stato alcun segnale di resa. Sono più di cinque milioni gli ucraini che hanno lasciato il loro Paese. Il presidente del Consiglio Ue, Charles Michel, si reca in visita a Borodyanka: “La storia non dimenticherà i crimini di guerra commessi qui”. Intanto la Commissione Ue lavora al sesto pacchetto di sanzioni e “il petrolio sicuramente ci sarà”.
La furia distruttrice di Putin
La furia distruttrice di Putin

Mosca: Crimea russa e indipendenza Donbass nei negoziati

“Il riconoscimento delle attuali realtà territoriali, comprese l’appartenenza della Crimea alla Russia e l’indipendenza delle Repubbliche di Donetsk e Lugansk”, rimangono al centro delle trattative tra Russia e Ucraina.
Lo ha affermato la portavoce del ministero degli Esteri di Mosca, Maria Zakharova, precisando che una bozza di intesa russa è stata presentata a Kiev il 15 aprile, ma i negoziatori ucraini “cercano di tirare per le lunghe il processo negoziale rifiutando di assumere un approccio costruttivo” e “a volte semplicemente rifiutando di rispondere prontamente alle proposte della parte russa”. Lo riferisce l’Interfax.

Zelensky: “Mosca non è pronta a un accordo di pace”

“Io sono pronto al dialogo, lo sono stato per tre anni, lo sono ancora: ma Mosca non è pronta per un accordo di pace”. Lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky nel corso della conferenza stampa con il presidente del Consiglio europeo Charles Michel. “A Mariupol ci sono ancora 120mila persone. L’assedio si può fermare in due modi: con le armi o con la diplomazia. Per quanto riguarda le armi ci serve l’equipaggiamento pesante che abbiamo chiesto ma non ancora ottenuto. Per quanto riguarda la diplomazia, la Russia fa il suo gioco e non è in grado di proporre veri accordi”, ha sottolineato.

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