Non sottovalutiamo la pandemia (se ne parla poco). Anche nelle ultime 24 ore, oltre 40mila casi e 150 morti

casi nelle ultime 24 ore
Covid, casi nelle ultime 24 ore

La pandemia è finita? C’è il ‘liberi tutti’ senza mascherine, parola ‘vaccini’ ormai dimenticata e via con la compagnia danzante…?

In Italia sono stati rilevati 44.489 nuovi casi di coronavirus nelle ultime 24 ore a fronte di 335.217 tamponi effettuati (mentre il giorno prima l’incremento era stato di 13.668 con 104.793 test). Nelle ultime 24 ore sono stati registrati altri 148 decessi (contro i 102 di lunedì) per un totale, da inizio pandemia, che arriva a 165.494.

In terapia intensiva sono ricoverati 337 pazienti (-16) mentre i guariti sono 59.720. Tasso di positività al 13,3% (in leggero aumento rispetto al 13% del giorno prima).

In Italia si accende il dibattito sull’obbligo di indossare le mascherine a scuola. Se alcuni politici pensano che sia arrivato il momento di toglierle, visto anche il calo dei casi di Covid-19 nel nostro Paese, altri ritengono sia importante tenerle fino alla fine dell’anno scolastico

Covid, in Italia nelle ultime 24 ore
Covid, in Italia nelle ultime 24 ore

Tra chi chiede lo stop alle mascherine tra i banchi c’è il sottosegretario leghista all’Istruzione Rossano Sasso: “È una richiesta che mi è arrivata da tante famiglie, che ci sollecitano ad adottare una misura di buon senso per l’ultima parte dell’anno scolastico.

Come Lega lo stiamo chiedendo da diverse settimane, in considerazione sia del miglioramento dei dati epidemiologici sia della brusca impennata delle temperature, che soprattutto nel Mezzogiorno rende davvero difficile seguire le lezioni: in diversi centri, siamo abbondantemente oltre i 30 gradi”

“Tra l’altro – ha aggiunto Sasso – è ormai dimostrato che a scuola il rischio di contagio riguarda soprattutto le fasi di entrata e di uscita, non certo quando gli studenti sono seduti ognuno al proprio posto.

Si potrebbe lasciare l’obbligo di indossare la mascherina solo quando ci si alza dal banco o si circola nei corridoi.

Ci appelliamo alle autorità sanitarie affinché i protocolli siano rivisti al più presto: la decisione finale spetta al ministro Speranza, che mi auguro si dimostri più in sintonia con il Paese reale rispetto a quanto fatto finora”

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