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Il Nobel per la pace alla campagna contro le armi nucleari

L’Ican, la Campagna internazionale per abolire le armi nucleari, ha vinto il Nobel per la Pace. Il premio, del valore di 9 milioni di corone svedesi (1,1 milioni di dollari) sarà consegnato a Oslo il 10 dicembre. IL DOSSIER DI AVVENIRE SULLA MESSA AL BANDO DELLE ARMI NUCLEARI

È la 19esima volta che il Nobel per la Pace va a chi si batte a favore del disarmo. L’Ican (International Campaign to Abolish Nuclear weapons) è un’organizzazione non-profit fondata nel 2007 che raccoglie 406 organizzazioni partner in 101 Paesi.

La motivazione del premio

Il premio è stato assegnato all’Ican «per il suo lavoro finalizzato a portare l’attenzione sulle catastrofiche conseguenze di qualsiasi
uso delle armi atomiche e per i suoi sforzi fondamentali per giungere a un trattato che proibisca tali armi» ha detto la
presidente del comitato del Nobel norvegese Berit Reiss-Andersen. Il comitato rimarca che l’Ican ha conferito nell’ultimo anno agli sforzi per raggiungere un mondo senza armi nucleari «una nuova direzione e un nuovo vigore».

La presidente Andersen ha spiegato che l’assegnazione all’Ican incarna le «intenzioni di Alfred Nobel» ovvero risponde «a tre criteri del premio: la promozione della fraternità tra le nazioni, l’avanzamento del disarmo e del controllo delle armi e la promozione di congressi di pace».

L’appello agli Stati per la messa al bando delle armi nucleari

Il Comitato ha inoltre rivolto un appello agli Stati perché «si avviino negoziati rivolti alla graduale eliminazione dal mondo
delle 15mila armi nucleari
». Il prossimo sforzo, ha aggiunto, deve «riguardare gli Stati che hanno l’atomica». Tre mesi fa, lo scorso 7 luglio, l’Onu ha approvato un trattato per la graduale messa al bando delle armi nucleari: hanno aderito 122 Paesi. Tra i 66 Paesi che non hanno partecipato formalmente ai negoziati vi sono quelli con armi nucleari: Stati Uniti, Russia, Regno Unito, Francia, Cina, Israele, India, Pakistan e Corea del Nord.

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L’Ican: è un messaggio agli Stati con armi nucleari

«Sono onorata, è un onore immenso difficile da descrive: è un premio importantissimo per coloro che lavorano dal 1945 alla lotta contro le armi nucleari, un tributo ai sopravissuti di Hiroshima e anche alle vittime dei test nucleari che ancora si fanno»: queste le prime parole di Beatrice Fihn, direttore esecutivo di Ican. Il premio, ha aggiunto, «è un messaggio agli Stati che hanno armi nucleari».

 




Fonte avvenire.it

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