Nel cinema italiano dopo Venezia un profumo di neorealismo

il-sacro-graAlla recente Mostra di Venezia è sembrato tornar di moda il realismo. Lo si legge in un servizio del Sir (clicca qui) sulla mostra di Venenzia. Il Leone d’Oro è stato assegnato a un documentario, “Sacro Gra” di Gianfranco Rosi. Anche altri registi visti al Lido, come Daniele Gaglianone, Costanza Quatriglio, Antonio Albanese, Emma Dante, per citarne solo alcuni, hanno voluto raccontare gli aspetti più contraddittori della realtà contemporanea del nostro Paese. “La catena di solidarietà che i bagnanti in vacanza sulla spiaggia di Morghella-Pachino hanno steso in mare per prestare soccorso all’ennesimo barcone di migranti in difficoltà è simile, per certi versi, alla catena di solidarietà che gli autori migliori del nostro cinema stendono ogni giorno per prestare soccorso alla deriva dei valori del nostro Paese”, ha detto a Venezia Paolo del Brocco, amministratore delegato di Rai Cinema, che ha prodotto molti dei film italiani selezionati per il festival veneziano. Sono emerse anche due scuole estetiche molto diverse.

Una asettica e anaffettiva. L’altra più partecipata e morale. Si tratta di un dualismo autoriale che trova riscontro anche nella cinematografia internazionale vista al Lido.

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