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Metro – Papa Francesco e le briciole

Metro – Papa Francesco e le bricioleHans Küng ha ricevuto una lettera da Papa Francesco che risponde alla sua richiesta “di una libera discussione sul dogma dell’infallibilità”. Per riservatezza non mostra la lettera ma dice che  “Francesco non ha fissato alcuna restrizione” alla discussione.  Küng è meravigliato e felice. Non si aspettava che già nell’introduzione di Amoris Laetitia il Papa scrivesse “Non tutte le questioni dottrinali, morali o pastorali devono essere risolti dagli interventi del magistero”. Questo – aggiunge – è il nuovo spirito che ha sempre atteso dal magistero e che rende oggi possibile per lui una discussione sull’infallibilità. Ce n’è abbastanza per far star male non pochi cattolici. Ce n’è abbastanza per far stappare champagne a non pochi laici. Ma io direi di andarci piano.

Papa Francesco non lo capisci coi discorsi assoluti del nero e del bianco. Qualche cattolico dice che “siamo in situazione di prescisma”.  Io sorrido e dico che la pace artigianale di cui il Papa ha spesso parlato, va più che mai applicata anche al rapporto all’interno della chiesa. E tra i cattolici e i laici. La pace artigianale serve per capire il dialogo tra Küng e il Papa sull’infallibilità, come per la comunione ai divorziati risposati. La pace artigianale è un’espressione che va oltre l’apertura mentale o la tolleranza: è questione di “briciole”. Finché vogliamo spiegare la realtà con teorie belle e fatte, con teorie che sono come pagnotte tonde, calde e fragranti, non riusciremo a capire Papa Francesco. Per farlo dobbiamo scoprire che il pane ci nutre quando lo spezziamo, quando perde la forma perfetta e lo riduciamo a bocconi, pezzi piccoli: briciole. Sono le briciole che ci nutrono.

Con Papa Francesco dobbiamo imparare a guardare, invece che al pane intero, al fatto che la pagnotta è un insieme di briciole. Piccoli pezzi che sminuzziamo tra le dita per poterli mangiare e accompagnare ai pasti. Nessuno prende a morsi una pagnotta mentre mangia. Nessuno serve a tavola la pagnotta tutta intera. A volte invece diciamo che “vogliamo ragionare”: è quando vogliamo la pagnotta intera disdegnando le briciole, i piccoli pezzi.

Eppure o si parte da là, dalle briciole, o non si parte proprio. Se ragionassimo a briciole e non “a pagnotte” penso che troveremmo il modo di amare realmente tante persone. Il pane va giù a piccoli pezzi. È a piccoli passi che il cammino va avanti. Non c’è modo di creare un ponte se non mettendo un mattone dopo mattone. Non c’è modo di salvare tutti i profughi del mondo se non caricandosene dodici sull’aereo con cui si torna a casa. Come ha fatto il Papa a Lesbo.

Di Don Mauro Leonardi

Articolo tratto da Metro


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