Maria, donna senza retorica (don Tonino Bello)

Maria, donna senza retorica. Di don Tonino Bello8 dicembre 2017: è la Festa dell’Immacolata Concezione. Oggi proponiamo ai lettori il titolo Maria, donna senza retorica. Uno tra i primissimi scritti mariani, datato 21 febbraio 1988. È l’elogio all’antiretorica di Maria, definita da don Tonino nel testo una donna vera perché di poche parole, perché acqua e sapone, perché non posa per nessuno e “proprio perché in lei non c’è nulla di declamatorio”. 

«Lo so bene: non è un’invocazione da mettere nelle litanie lauretane. Ma se dovessimo riformulare le nostre preghiere a Maria in termini più laici, il primo appellativo da darle dovrebbe essere questo: donna senza retorica. (…) 

Donna vera, perché acqua e sapone. Perché senza trucchi spirituali. Perché, pur benedetta tra tutte le donne, passerebbe irriconoscibile in mezzo a loro se non fosse per quell’abbigliamento che Dio ha voluto confezionarle su misura: “vestita di sole e coronata di stelle”. (…) 

Donna di poche parole, perché, afferrata dalla Parola, ne ha così vissuta la lancinante essenzialità, da saper distinguere senza molta fatica il genuino tra mille surrogati, il panno forte nella sporta degli straccivendoli, la voce autentica in una libreria di apocrifi, il quadro d’autore nel cumulo delle contraffazioni. (…) 

Icona dell’antiretorica, non posa per nessuno. Neppure per il suo Dio. Tanto meno per i predicatori, che l’hanno spesso usata per gli sfoghi della loro prolissità. (…) 

Santa Maria, donna senza retorica, prega per noi inguaribilmente malati di magniloquenza. Abili nell’usare la parola per nascondere i pensieri più che per rivelarli, abbiamo perso il gusto della semplicità. (…) 

Santa Maria, donna senza retorica, la cui sovrumana grandezza è sospesa al rapidissimo fremito di un “fiat”, prega per noi peccatori, perennemente esposti, tra convalescenze e ricadute, all’intossicazione di parole. Proteggi le nostre labbra da gonfiori inutili. Fa’ che le nostre voci, ridotte all’essenziale, partano sempre dai recinti del mistero e rechino il profumo del silenzio. Rendici, come te, sacramento della trasparenza».* 

* Fonte: Antonio Bello, Scritti Mariani, Lettere ai Catechisti, Visite pastorali, Preghiere, Mezzina, Molfetta 1995.

A cura di Redazione Papaboys

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