Incontro di Papa Francesco con Vladimir Putin. In diretta dal Vaticano, giovedì 4 luglio 2019 dalle h. 13.00

Incontro di Papa Francesco con Vladimir Putin. In diretta dal Vaticano, giovedì 4 luglio 2019 dalle h. 13.00

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From the Apostolic Palace in the Vatican, Pope Francis’ Audience

 

Mons. Paolo Pezzi è arcivescovo metropolita della Madre di Dio a Mosca. Si dice entusiasta dell’odierno incontro in Vaticano tra Papa Francesco e il Presidente russo, Vladimir Putin, previsto dopo le 13.00. “E’ la continuazione di un dialogo iniziato già molto tempo fa. Anche se non conosco l’agenda dell’incontro, posso immaginare che sul tavolo del confronto non mancheranno i temi cari al Santo Padre: progresso della pace, salvaguardia della casa comune, difesa del creato” prova ad ipotizzare il presule. Quello tra il Pontefice ed il Presidente russo sarà il terzo faccia a faccia: il primo avvenne il 25 novembre del 2013, il secondo poco meno di due anni dopo, il 10 giugno del 2015. La Santa Sede e la Federazione Russa hanno ristabilito pieni rapporti diplomatici nel 2009. Nel 1990 avevano riallacciato le relazioni bilaterali.

 

Mons. Pezzi, non c’è dubbio che la tematica della pace, vista la crescente instabilità nel mondo, non potrà mancare dall’agenda del nuovo incontro…

R. – Certamente. Anche perché sappiamo bene che la Russia è una Nazione essenziale per la pace, che può permettere il raggiungimento di un obiettivo così importante. E poi il Papa è molto interessato alla pacificazione tra i popoli. Lo ha ripetuto spesso.

E possibile che il Presidente russo, durante questo incontro, inviti il Papa in Russia?

R. – Personalmente penso che sia auspicabile. Ma credo che non sia nelle intenzioni di Vladimir Putin. Papa Francesco ci tiene che, in una determinata nazione, sia il potere politico a fare un invito formale. Ma deve essere soprattutto la realtà religiosa di quel luogo che si deve interessare ad avere come ospite il Papa. E fino a questo momento mi sembra che da parte della Chiesa ortodossa in Russia, l’elemento religioso più significativo, non ci sia un invito ufficiale. Quindi non penso che il Presidente russo possa fare di sua spontanea volontà un passo tale senza avere un chiaro sostegno da parte della Chiesa ortodossa.

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