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Il Santo di oggi, sabato 17 Agosto 2019 Santa Chiara della Croce, vergine

Il Santo di oggi, 17 Agosto 2019 Santa Chiara della Croce, vergine

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Oggi la Chiesa ricorda santa Chiara della Croce, vergine dell’Ordine degli Eremiti di Sant’Agostino. Resse il monastero di Santa Croce e fu mistica e ardente di amore per la passione di Cristo.

Santa Chiara della Croce

Etimologia: Chiara = trasparente, illustre, dal latino

La vita

Chiara nasce a Montefalco, in provincia di Perugia, nel 1268. Fin dall’età di quattro anni mostrò una così forte inclinazione all’esercizio della preghiera da trascorrere intere ore immersa nell’orazione, ritirata nei luoghi più riposti della casa paterna.

Aveva una profonda devozione per la Passione di Nostro Signore. La sola vista di un Crocifisso era per lei come un monito di continua mortificazione, a cui si abbandonava volentieri infliggendo al corpo innocente le più dure macerazioni con dolorosi cilici, tanto che sembrava quasi incredibile che una bimba di sei anni potesse avere non già il pensiero, ma la forza di sopportarne il tormento.

Consacratasi interamente a Dio, Chiara volle seguire l’esempio della sorella Giovanna. Chiese di entrare nel locale reclusorio, dove è accolta nel 1275. La santità della piccola e le elette virtù di Giovanna fecero accorrere nel reclusorio di Montefalco sempre nuove aspiranti, per cui ben presto si dovette intraprendere la costruzione di uno più grande che, cominciata nel 1282, si protrasse per otto anni tra opposizioni, contrasti e difficoltà di varia natura. A causa delle ristrettezze finanziarie, per qualche tempo durante i lavori Chiara è incaricata anche di andare alla questua. Nel 1290,  il nuovo reclusorio è terminato e si pensò che sarebbe stato più opportuno fosse eretto un monastero. Questo, affinché la comunità potesse entrare a far parte di qualche religione approvata.

Il monastero della Croce

Giovanna ne interessò il vescovo Gerardo Artesino che, con decreto del 10 giugno 1290, riconobbe la nuova famiglia religiosa, dando ad essa la regola di Sant’Agostino e autorizzando in pari tempo l’accettazione di novizie. Il novello monastero è chiamato “della Croce”, su proposta della stessa Giovanna, che ne venne subito eletta badessa.

Alla morte della sorella (22 novembre 1291), Chiara è chiamata immediatamente a succederle nella carica, contro la sua volontà e nonostante la giovane età. Durante il suo governo, che esercitò sempre con illuminata fermezza, seppe tenere sempre vivo nella comunità, con la parola e con l’esempio, un gran desiderio di perfezione.

Ha avuto da Dio singolari grazie mistiche

Ha avuto visioni ed estasi, e doni soprannaturali che profuse dentro e fuori il monastero, venendo,- inoltre, favorita dal Signore col dono della scienza infusa, per cui poté offrire dotte soluzioni alle più ardue questioni propostele da teologi, filosofi e letterati. Alla sua pronta azione, si deve poi la scoperta e l’eliminazione, tra la fine del 1306 e gli inizi del 1307, di una setta eretica chiamata dello “Spirito di libertà”. Quest’ultima andava diffondendo per tutta l’Umbria errori quietistici.


La morte

Tanta era la fama di sé e delle sue virtù suscitata in vita da Chiara che subito dopo la morte, avvenuta nel suo monastero della Croce in Montefalco il 17 agosto 1308, è venerata come santa.

Santa Chiara della Croce


Una tradizione leggendaria riferisce che nel cuore di Chiara, di eccezionali dimensioni, si credette di scorgere i simboli della Passione: il Crocifisso, il flagello, la colonna, la corona di spine, i tre chiodi e la lancia, la canna con la spugna. Inoltre nella cistifellea della santa si sarebbero riconosciuti tre globi di uguali dimensioni, peso e colore.  Erano disposti in forma di triangolo, come un simbolo della Santissima Trinità.

Il culto

Erano trascorsi solo dieci mesi dalla morte di Chiara, quando il vescovo di Spoleto, Pietro Paolo Trinci, ordinò il 18 giugno 1309 di iniziare il processo informativo sulla sua vita e sulle virtù. Poiché, però, avvenivano sempre nuovi miracoli e aumentava la devozione per la pia suora di Montefalco, molti fecero viva istanza presso la Santa Sede per la canonizzazione di Chiara. Il procuratore della causa fu Berengario di S. Africano. A tal fine si recò nel 1316 ad Avignone da Giovanni XXII, il quale deputò il cardinale Napoleone Orsini, legato a Perugia, a informarsi e riferire.

Il nuovo processo, cominciato il 6 settembre 1318 e dal quale sarebbe dipesa certamente la canonizzazione di Chiara, per cause del tutto esterne non poté tuttavia aver seguito. Fu solo nel 1624 che Urbano VIII concesse, dapprima all’Ordine (14 agosto), poi alla diocesi di Spoleto (28 settembre), di recitare l’Ufficio e la Messa con preghiera propria in onore di Chiara, il cui nome Clemente X fece inserire, il 19 aprile 1673, nel Martirologio Romano.

La canonizzazione

Nel 1736, Clemente XII ordinò la ripresa della causa e l’anno seguente la S. Congregazione dei Riti approvò il culto ab-immemorabili. Nel 1738, è istruito il nuovo processo apostolico sulle virtù e i miracoli, ratificato dalla S. Congregazione dei Riti il 17 settembre 1743. In tal modo si poteva procedere all’approvazione delle virtù eroiche. Si ebbe, tuttavia, solo un secolo più tardi, dopo un ulteriore processo apostolico, incominciato il 22 ottobre 1850, conclusosi il 21 novembre 1851 e approvato dalla S. Congregazione dei Riti il 25 settembre 1852. Solo l’8 dicembre 1881, però, la beata Chiara da Montefalco fu solennemente canonizzata da Leone XIII.

Il 17 agosto si commemora la santa, mentre il 30 ottobre si celebra la festa “Impressio Crucifixi in corde s. Clarae”.

Autore: Nicolo’ Del Re

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