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Il Santo di oggi 19 Novembre: Santa Matilde di Hackeborn, mistica. Vita e Preghiera

Oggi la Chiesa ricorda Santa Matilde di Hackeborn

Santa Matilde di Hackeborn è stata una mistica e una monaca dell’abbazia di Helfta; è venerata come santa dalle Chiese cattolica ed evangelica che ne celebrano la memoria il 19 novembre. Fu molto devota ai Sacri Cuori di Gesù e Maria.

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La vita

Matilde nasce tra il 1240 e il 1241 nel castello di Helfta, presso Eisleben, in Sassonia; apparteneva a una delle famiglie più nobili e potenti della Turingia: i von Hackeborn, imparentati con l’imperatore Federico II.

A sette anni si recò, insieme alla madre, a far visita alla sorella Gertrude, allora badessa del monastero benedettino di Rodersdorf in Svizzera; rimase così innamorata del chiostro che i genitori acconsentirono alla sua richiesta di rimanervi come educanda. La sua vocazione crebbe e la giovane decise di divenire suora.

Dal 1251 fino al 1292, Gertrude, è badessa della comunità, che si trasferì nel 1258 a Helfta. Gertrude, premurosa della formazione monastica, letteraria e spirituale delle sue figlie, ebbe nella sua capacissima sorella Matilde un grande e saggio aiuto. Infatti, Matilide, si distinse per la profonda umiltà, per l’innocenza e l’amabilità tanto da divenire per le consorelle e per altra gente consigliera ricercata.

Usignuolo di Cristo e mistica

Per le sue doti intellettuali e artistiche, Matilde ebbe la direzione della scuola del monastero e fu nominata «cantora». La sua bella voce e il fervore nel canto le meritarono il nome di «usignuolo di Cristo».

La lode di Dio era per lei l’occupazione primaria della sua Vita e l’espressione più profonda ed alta della sua esistenza. Nella recita e nel canto del divino ufficio tutta la sua anima religiosamente vibrava, le parole fluivano dolci dalle sue labbra e spesso, durante l’ufficiatura, veniva rapita in estasi

Le visioni che ebbe si riferiscono alla Santissima Trinità, a Gesù, alla beata Vergine Madre Maria, agli angeli e ai santi: fra questi ad Alberto Magno e a Tommaso d’Aquino, alle anime beate e del purgatorio e a quelle dannate.

Dio ricolmò Matilde anche di numerose grazie. La familiare e fiduciosa conversazione con il Signore tuttavia non fu mai interrotta. Matilde sperimentò anche stati di desolazione che le parvero simili a pene dell’inferno. Accanto all’alta contemplazione Matilde fu tentata da molteplici distrazioni e da altre debolezze; per liberarsene ricorse a Maria Santissima mentre nei patimenti fisici, essa fu consolata dal Signore.

Portava in preghiera – con un largo cuore – i bisogni del mondo visibile e invisibile, riunendo insieme ecclesiastici e reggitori di stato, popoli e singoli, peccatori, carcerati e anime del purgatorio.

Era solita infliggersi dure penitenze, infatti, mortificava il suo delicato corpo per compensare generosamente, il male commesso dai peccatori.

I dolori fisici e la morte

Nonostante l’applicazione all’esercizio di tutte le virtù e nonostante i favori ricevuti dal Signore, che la portavano alle alte vette della contemplazione e della perfezione, essa si accusava talvolta anche di pigrizia e di tristezza. Soffriva di atroci mal di testa, che negli ultimi anni (dal 1290 e più ancora dal 1295) si aggravarono, unitamente ad altre infermità, sottoponendola a un vero martirio.

Verso la fine della sua vita, ella chiese alla Madonna di aiutarla nell’istante della sua morte, quando l’anima abbandona il corpo. La Madonna esaudì la sua supplica, chiedendole in cambio la recita quotidiana delle “Tre Ave Maria” (che è poi divenuta una famosa preghiera), in modo da onorare la Trinità.

Ricevette l’Estrema Unzione il 18 ottobre 1299 e morì «offrendo il suo cuore al Salvatore e immergendolo in quello di lui» il 19 novembre 1299.

Santa Matilde di Hackeborn: vita e preghiera
Santa Matilde di Hackeborn: vita e preghiera

Il culto al Sacro Cuore

Un ruolo particolare spetta a Matilde nella storia del culto al Sacro Cuore. Infatti, non solo era devotissima al Sacro Cuore, dal quale otteneva speciali grazie, ma lei stessa divenne lo strumento provvidenziale che attrasse santa Gertrude e le altre consorelle alla devozione al Sacro Cuore.

Era molto devota anche al cuore purissimo di Maria e agli angeli.

Culto

Benché non sia stata mai canonizzata, Matilde è stata venerata come santa in vari monasteri osservanti la regola di San Benedetto. La sua festa è indicata nei martirologi il 16 febbraio e il 19 novembre.

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Scritti

Gli scritti di proprio pugno di Matilde sono soltanto alcune lettere. Dal 1291 in poi i racconti occasionali sulle sue esperienze spirituali furono raccolti da due consorelle, per ordine della badessa Sofia di Querfurt (1292-1303). 

Liber specialis gratiae

L’opera fu scritta attorno al 1280 quando Matilde rivelò il suo grande segreto. Due suore raccolsero quelle confidenze e una sembra che fosse Santa Gertrude (che insieme ad altre suore mistiche abitarono nel monastero di Hafta in quel periodo).

L’opera è suddivisa in sette capitoli. I primi due raccolgono le esperienze mistiche che la santa ebbe durante le grandi feste liturgiche. Nel terzo e quarto si trovano insegnamenti riguardo alla salvezza degli uomini e alle virtù umane. Il quinto parla delle anime dei defunti. Nel sesto si trova una breve biografia della sorella Gertrude. L’ultimo descrive gli ultimi giorni della santa e la sua morte.

Il libro è incentrato sulla spiritualità della vita monastica: Liturgia delle ore, Lectio Divina, Eucaristia. Al centro di tutto si trova il Sacro Cuore di Gesù, simbolo dell’amore divino ed è uno dei riferimenti più antichi a questa devozione. La santa ebbe anche l’esperienza mistica della immersione nel Cuore del Redentore.

Vengono trattati anche importanti temi mariologici vi si afferma l’Immacolata Concezione di Maria, la sua Maternità divina e il concepimento verginale di Gesù.

In questo libro nacque la devozione mariana che chiedeva la speciale protezione della Vergine recitando giornalmente tre Ave Maria, già citata precedentemente.

L’opera fu diffusa da Giovanni Gerecht (lat. Justus), detto Lanspergio. La prima edizione latina preparata con seria diligenza dallo stesso Lanspergio, venne pubblicata nel 1536; ma il libro era già stato diffuso dopo la morte della Santa sotto il titolo di “Lode di dama Metilde” in particolare a Firenze dove le preghiere presenti nell’opera erano diventate pratica comune nel popolo.

(Fonte www.santiebeati.it – Autore: Angelo Walz)

Preghiera a Santa Matilde

O Dio, che per mezzo della preghiera e della gloriosa vita dei tuoi Santi e in particolar modo di Santa Matilde, hai chiamato i nostri padri alla mirabile luce del Vangelo, fa’ che anche noi viviamo nell’impegno per una nuova evangelizzazione di questo terzo millennio cristiano e, superando le insidie del maligno, cresciamo nella grazia e nella conoscenza del nostro Signore Gesù Cristo, che vive e regna nei secoli dei secoli. Amen.

Redazione Papaboys

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