I record vergognosi dell’Italia: primi in Europa per sfruttamento e tratta

lavoro_minori_530_400ROMA – Tra i Paesi europei, in Italia c’è il più alto numero di vittime di tratta e sfruttamento di esseri umani. Lo rileva Save The Children nel suo Dossier “I piccoli schiavi invisibili 2013”. Molti sono i minori: ragazze dall’Est Europa e Nigeria ma anche ragazzi egiziani. – In Italia c’è il più alto numero di vittime di tratta e sfruttamento di esseri umani. Lo rileva Save The Children. Molti sono i minori: ragazze dall’Est Europa e Nigeria ma anche ragazzi egiziani. Sono coinvolti in sfruttamento sessuale, lavorativo, accattonaggio e attività illegali. Alla vigilia della Giornata in ricordo della Schiavitù e della sua Abolizione, fissata per il 23 agosto, l’Ong diffonde il dossier “I piccoli schiavi invisibili 2013′.

Si calcolano in 20,9 milioni le vittime di lavoro forzato nel mondo. Di esse un numero non quantificabile ma importante è costituito dalle vittime di tratta – donne adulte e minorenni soprattutto – sradicate dai paesi di origine per essere sfruttate a livello sessuale, lavorativo ma anche in accattonaggio forzato, attività illegali, per l’espianto di organi. Un fenomeno che non conosce crisi – si stima che alle organizzazioni criminali e mafiose frutti miliardi di dollari, spesso reinvestiti in armi e droga – e in crescita sia in Europa che in Italia. In Europa risultano oltre 9.500 nel 2010 le vittime accertate e presunte di tratta, di cui il 15% minori (il 12% ragazze e il 3% da ragazzi), con un incremento pari al 18% nel triennio 2008-2010. Le principali forme di sfruttamento sono: sessuale (62%), lavoro forzato – in edilizia, agricoltura, commercio, attività domestiche (25%) – altre forme di sfruttamento (14%) come accattonaggio, attività illegali, prelievo di organi. Romania, Bulgaria, Nigeria e Cina i principali paesi di provenienza.

 

L’Italia è il Paese dove è stato segnalato il maggior numero di vittime, pari a quasi 2.400 nel 2010, con un calo rispetto alle 2.421 del 2009 ma un notevole aumento rispetto alle 1.624 del 2008. Tra i minori, le vittime sono per lo più ragazze, sfruttate principalmente nella prostituzione e provenienti dall’Est Europa o dalla Nigeria ma cominciano ad affiorare evidenze anche di sfruttamento nel lavoro di ragazzi (egiziani, cinesi) mentre fenomeni di tratta e grave sfruttamento riguardano anche minori provenienti per lo più dalla Romania e in particolare di origine Rom, coinvolti in circuiti di prostituzione, accattonaggio, attività illegali. A rischio di sfruttamento e tratta sono poi i numerosi i minori stranieri non accompagnati che sono “in transito” nel nostro paese, come gli afgani.

 

“Non possiamo chiudere gli occhi davanti al fatto che a tutt’oggi centinaia di migliaia di esseri umani sono costretti a vivere in uno stato di sfruttamento estremo’, commenta Raffaela Milano, direttore programmi Italia-Europa Save the Children. ‘Si tratta di adulti ma anche di moltissimi adolescenti e bambini. ‘Piccoli schiavi invisibili’ in situazioni di forte emarginazione sociale, talvolta appesantiti dai debiti contratti dalle famiglie, che non vedono alternative e vie di fuga dalla loro condizione e che con la loro sofferenza alimentano un mercato fiorente, in mano ai circuiti criminali e alle mafie’. L’Italia, spiega Milano, ‘non è immune da questo terribile fenomeno, anzi risulta essere prima in Europa per numero di vittime, tra cui molti minori. Questo deve spingerci a rafforzare le reti di protezione e le azioni di contrasto, occorre intensificare gli interventi delle istituzioni e allo stesso tempo fare crescere la consapevolezza civica su questa realtà’. Per Carlotta Bellini, responsabile Area Protezione Minori Save the Children, ‘la tratta lo sfruttamento di minori è un fenomeno ancora largamente sommerso e i dati ufficiali descrivono la punta di un iceberg.

 

La tratta a scopo di sfruttamento sessuale. Molte delle minori vittime di tratta a scopo di sfruttamento sessuale restano invisibili a causa della forte mobilità sul territorio, o perchè spostate nei circuiti indoor (appartamenti, locali notturni, centri massaggi) o perchè dotate di documenti che ne attestano false generalità, come, per esempio, la maggiore età. Sono per lo più ragazze, tra i 16 e i 18 anni,  provenienti dalla Nigeria o dalla Romania (talvolta di etnia Rom), in misura minore da Ungheria, Bulgaria, Brasile, Albania, Cina, Burkina Faso. Vengono costrette a cambiare spesso città e addirittura paese – Francia, Olanda, Austria, Germania, Spagna – con tempi di permanenza da una e tre settimane. Provengono da famiglie molto povere o disfunzionali – con problemi di violenza, alcool – oppure da orfanotrofi. L’assoggettamento allo sfruttatore – esercitato in modo più o meno diretto (a volte quest’ultimo delega il controllo a una donna più giovane che sta con le ragazze) – è governato dal ferreo ricatto economico: le somme che le giovani debbono “restituire” a fronte del trasferimento dai paesi di origine e del lavoro giornaliero, sono imponenti: fino a 50 mila euro.

 

Meno diffuso rispetto a quello femminile è lo sfruttamento sessuale maschile: nella Sicilia orientale, nelle Marche e Abruzzo e in alcuni territori della Campania e del Lazio è stata segnalata la presenza del fenomeno di prostituzione tra minori di origine rom e minori del Maghreb e dell’Africa Subsahariana. A Napoli, i minori di origine rom (sia maschi che femmine) sono spesso contemporaneamente vittime di diverse forme di sfruttamento: sessuale, accattonaggio, economie illegali. Inoltre, lo sfruttamento nell’accattonaggio in alcuni casi viene usato anche come strumento di aggancio con i ‘clienti’ della prostituzione maschile.

 

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