I profughi ed i migranti sono un “problema europeo”, non nazionale. Se ne parla a Strasburgo. Letta e Barroso a Lampedusa

Guardia Costiera impegnata nelle ricerche dei naufraghi di Lampedusa
Guardia Costiera impegnata nelle ricerche dei naufraghi di Lampedusa

STRASBURGO – “Dobbiamo aspettarci nuovi massicci afflussi in Europa di profughi siriani”, mentre “i Paesi vicini, dal Libano alla Giordania”, sono allo stremo per quanto riguarda l’accoglienza dei rifugiati. “Anche Turchia, Grecia e Bulgaria stanno facendo molto per ospitare siriani in fuga”. Michel Barnier fa il punto della situazione, a nome della Commissione europea, sul fronte mediorientale; poi arriva al Mediterraneo. “Non meno grave, pur con numeri diversi, è la situazione degli sbarchi a Lampedusa”, mentre cresce la pressione su Italia, Malta e Cipro con arrivi di “persone in fuga” dall’Africa. Barnier, – riferisce l’Agenzia Sir – all’indomani del Consiglio dei ministri Ue di Lussemburgo, torna a ripetere che “occorre rafforzare Frontex, mostrare solidarietà nell’accogliere gli immigrati” che giungono sulle coste meridionali dell’Europa, nonché “trovare un approccio coerente dell’Unione europea verso le migrazioni”. Barnier ringrazia “la popolazione di Lampedusa per la solidarietà e il senso di ospitalità” che sta mostrando, ma “non possiamo lasciare soli gli Stati” di approdo di profughi e migranti.

Il commissario francese ribadisce il “principio di non respingimento” per chi cerca asilo. “Queste non sono questioni nazionali – aggiunge – ma europee, e servono più mezzi e più finanziamenti”: esattamente ciò che nel bilancio Ue continua a mancare per il “no” dei governi degli Stati membri. Che qualcosa stia cambiando lo dimostra anche la visita di oggi a Lampedusa del presidente della Commissione Barroso (che sta cercando fondi per annunciare un aiuto europeo all’isola) e del responsabile agli Affari Interni Cecilia Malmstrom accompagnati da Letta e Alfano. E Letta, insieme al ministro Enzo Moavero, sta lavorando per far inserire all’ordine del giorno del summit europeo del 24 ottobre l’immigrazione con l’obiettivo di ottenere una dichiarazione dei leader per l’inizio di un percorso che porti a una «politica organica» dell’Unione sull’immigrazione, la cui realizzazione sarà al centro delle presidenze Ue di Grecia e Italia del prossimo anno.

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