Hiroshima, una preghiera ecumenica apre i dieci giorni per la pace

Hiroshima, una preghiera ecumenica apre i dieci giorni per la paceVescovi cattolici e anglicani si sono ritrovati nella cattedrale per ricordare i terribili eventi di 70 anni fa. Iniziano i “dieci giorni per la pace”, iniziativa che la Chiesa cattolica promuove ogni anno in occasione dell’anniversario della fine della guerra. I rappresentanti di oltre 100 nazioni riuniti per la cerimonia annuale, domenica 9 le celebrazioni a Nagasaki.

Con una preghiera solenne ed ecumenica, i vescovi cattolici e anglicani del Giappone hanno aperto oggi nella cattedrale di Hiroshima i “dieci giorni per la pace”, evento annuale promosso dalla Chiesa in occasione dell’anniversario della fine della guerra. Per i 70 anni dalla conclusione del conflitto, oltre 100 nazioni hanno inviato rappresentanti per le solenni celebrazioni che si terranno il 6 agosto proprio a Hiroshima e il 9 agosto a Nagasaki, giorni anniversari del lancio delle bombe atomiche sulle due città.

Muhammad Anshor, rappresentante dell’Indonesia presso l’Onu, dice al Japan Times: “L’orribile impatto che le bombe atomiche hanno avuto sulla popolazione giapponese è la forza che spinge Jakarta a sostenere il bando totale del nucleare come armamento. Spero che i governi e le società di tutto il mondo si uniscano per un mondo senza atomiche”.

Hiroshima, una preghiera ecumenica apre i dieci giorni per la pace

Per gli Stati Uniti sembrava potesse per la prima volta partecipare il presidente Obama, ma alla fine sarà l’ambasciatrice Caroline Kennedy a rappresentare il Paese. Presenti anche i diplomatici di Gran Bretagna, Russia e Francia – tutte potenze nucleari – che dovrebbero recitare un messaggio congiunto contro l’utilizzo di questa forma di energia in campo bellico.

Come ogni anno, il municipio ha annunciato che anche domani verrà suonata la “Campana della Pace”. Al monumento che ricorda le vittime, il sindaco aggiungerà i nomi dei sopravvissuti che sono morti dallo scorso 6 agosto. Queste persone – che portano i segni e malattie derivate dalle radiazioni nucleari – sono note in Giappone come hibakusha e sono molto rispettate: al momento sono ancora in vita circa 190mila sopravvissuti all’attacco, e la loro età media è di 79,44 anni.

Nel corso dell’attacco nucleare contro Hiroshima, seguito il 9 agosto dal bombardamento di Nagasaki, sono morte circa 140mila persone. Secondo gli Alleati furono proprio queste due devastazioni ad accelerare la fine della II Guerra mondiale, dato che il Giappone era rimasto l’unico Paese dell’Asse a combattere. Il 2 settembre del 1945, Tokyo firmò la sua resa incondizionata.

A cura di Redazione Papaboys fonte: AsiaNews

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