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«Famiglia è uomo e donna», una petizione per Strasburgo

Parte una petizione popolare per chiedere al Parlamento europeo di riconoscere come famiglia quella composta dalla coppia eterosessuale. «Oggi la legislazione sul diritto di famiglia varia da Stato a Stato», spiega Simone Pillon, «il risultato è che non si capisce più a che cosa ci si riferisce quando si parla di famiglia in Europa»

famiglia

Una raccolta firme su scala europea per chiedere al Parlamento europeo di  Strasburgo di riconoscere come unica forma di famiglia per tutti gli Stati membri quella formata da uomo e donna. È la petizione popolare da un gruppo di associazioni non solo italiane, dal Forum delle associazioni familiari alla Manif pour Tous, per chiedere di riconoscere un terreno comune che valga per tutti.   Oggi ogni Stato membro dell’unione è sovrano e non può subire ingerenze sulla legislazione che riguarda il diritto di famiglia. «Il problema», afferma Simone Pillon del comitato “Difendiamo i nostri figli”, tra i promotori dell’iniziativa, «è che questa differenza di legislazione nei vari Paesi ha portato che in alcuni stati come Italia, Croazia o Polonia la famiglia sia pacificamente considerata quella naturale fondata sul matrimonio tra uomo e donna, in altri, come la Germania dove sono riconosciute le unioni civili, c’è una certa confusione mentre in altri Paesi ancora c’è il pieno riconoscimento anche delle famiglie omosessuali. Ormai quando si usa la parola famiglia nella legislazione europea non si capisce più che cosa si sta dicendo e a che cosa ci si sta riferendo».

Ecco perché ci vuole un comune denominatore: «Chiediamo che Strasburgo riconosca un terreno comune», continua Pillon, «ossia la famiglia composta da uomo e donna. Solo così si può avere una certa uniformità sulle politiche familiari».
L’obiettivo dell’iniziativa, presentata martedì mattina a Roma, alla Domus Romana Sacerdotalis, è di arrivare a un milione di firme. «Credo che ce la faremo», dice Pillon, «il problema è che alla fine il Parlamento Europea non faccia come ha fatto con “Uno di noi”, dove sono state raccolte due milioni di firme per il riconoscimento dell’essere umano concepito e non nato come soggetto di diritti. La petizione non è mai stata presa in esame e archiviata. Ci auguriamo stavolta che la nostra proposta sia presa in considerazione».  





Redazione Papaboys (Fonte www.famigliacristiana.it/Antonio Sanfrancesco)

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