Lo straordinario dialogo tra la Madonna e Bernardetta Soubirous. Così la Vergine parlava a Lourdes

Lo straordinario dialogo tra la Madonna e Bernardetta Soubirous. Così la Vergine parlava a Lourdes

V APPARIZIONE Sabato, 20 febbraio 1858 – Mattino presto – Bernadette giunse accompagnata dalla mamma anche quel mattino, verso le ore 6,30. La folla non era grande, benchè la notizia che la fanciulla si sarebbe recata alla grotta, si fosse diffusa. Era presente anche il Sig. Estrade, e appunto dalla sua relazione tolgo la descrizione di quanto si svolse quel mattino a Massabielle.

Lourdes

Bernadette si inginocchiò e cominciò la recita del S. Rosario, guardando verso la nicchia. Qualche momento dopo ecco la Bella Signora ed il viso di Bernadette si trasfigura, divenendo come cera bianchissima. Il suo atteggiamento, l’attenzione dello sguardo, i gesti graziosi ed il muovere quasi impercettibile delle labbra, con cui accompagna il dialogo che si svolge tra lei e la visione, attirano gli occhi e frasi di ammirazione da tutti. La fanciulla però non si accorge e non sente nulla, eccetto la SS. Vergine che le sta dinanzi.

– Io non riconosco più mia figlia! Io perdo la testa… – esclama la mamma di Bernadette, che le sta vicino vicino. L’estasi dura una quarantina di minuti, poi la veggente si risveglia come da un sonno profondo e risponde alle domande che le piovono da tutte la parti: Sì – dice -, la Signora mi ha parlato e mi ha insegnato parola per parola una preghiera particolare e speciale per me. – Insegnala anche a noi questa preghiera!

– Oh, no, non posso. Non credo che la Signora lo permetta!

Alla mamma che l’accompagna nel ritorno verso Lourdes, confida che è un segreto che non deve manifestare a nessuno.

Nessuno infatti ebbe mai il testo della preghiera, che Bernadette recitò ogni giorno della sua vita e poi portò con sè nella tomba.

A chi gliela chiedeva Bernadette rispondeva che non era autorizzata a rivelarla, ma si capiva che a quella preghiera, scaturita dal cuore della Mamma Celeste, era legata la forza che doveva sostenerla nel momento della prova e nel duro Calvario della sua breve vita.

Lourdes




Riflessioni: La preghiera della mamma Buona, paziente, la SS. Vergine insegna a Bernadette una preghiera tutta particolare e non si stanca di ripeterla con lei, finchè non l’ha imparata ben bene a memoria e non la dimenticherà più per tutta la vita.

Come doveva essere bella quella preghiera! Era un segreto e Bernadette non ce l’ha rivelata.

Anche la nostra mamma terrena un giorno, quando eravamo piccini, ci insegnò a pregare, ripetendo con noi, parola per parola, quanto il suo cuore le suggeriva.

La preghiera della mamma resta sempre la più bella…

Prega con Maria. – La mamma terrena non può essere sempre con noi e quando il Signore la chiama a sé, ci lascia soli.

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La Mamma Celeste è sempre con noi, ovunque. Possiamo sempre pregare con Lei, assistere alla S. Messa con Lei, andare alla S. Comunione con Lei, lavorare, soffrire con Lei. Il suo sguardo materno non ci abbandona mai!

Prega per mezzo di Maria. – Le tue richieste passeranno attraverso alle mani dell’Immacolata. Essa ripulirà la tua preghiera, spesso così difettosa, distratta, immeritevole e la arricchirà coi suoi meriti. Maria è la grande Mediatrice: prenderà da te le tue suppliche e le presenterà a Dio ed otterrà più facilmente quanto a Dio richiedi per mezzo suo.

Fermati un istante sulle parole di un’anima dannata, che qui ti trascrivo, e rileggile spesso:

La preghiera è il primo passo verso Dio e rimane il passo decisivo.

Specialmente la preghiera a Colei che fu Madre di Cristo, il nome della quale noi non nominiamo mai!

La devozione a Lei strappa al demonio innumerevoli anime, che il peccato gli consegnerebbe infallibilmente nelle mani.». (Da Lettera dal mondo di là» – Roma 1952).

Fioretto: Cercherò di fare attentamente la mia preghiera del mattino e della sera.

Giaculatoria: Maria Immacolata, Mediatrice di tutte le Grazie, prega per noi!

NON SAPRAI MAI DI ESSER SALVO PER MARIA!

Il sergente Fortini Umberto racconta questo fatto straordinario, avvenuto sul fronte di Tobruc, durante l’ultima guerra: «Una notte uscii dalle trincee strisciando sul terreno come una biscia. Eravamo cinque, tutti volontari. Dopo cinquanta metri di lenta marcia, ci dividemmo, augurandoci di rivederci.

Mi inoltrai cautamente per circa un’ora. L’alba sorgeva dal mare luminosa e gradita… Radunai due mucchietti di sabbia; dall’uno all’altro distesi alcune aride alghe e da quell’improvviso osservatorio, stetti in vigile attesa. Le ore erano lunghe e silenti. Ero sul punto di disperare dell’impresa, quando, attraverso uno spiraglio, scorsi qualche cosa che si muoveva. Dubitai che si trattasse di una ondata di sabbia, ma col binocolo vidi la sagoma di un soldato inglese, così netta e vicina, che istintivamente feci l’atto di indietreggiare.

Fu un istante; poi l’istinto del combattente si fece sentire nel mio animo e, imbracciato il fucile, presi la mira.

Attesi qualche istante; volevo colpirlo alla testa per evitargli il dolore. Egli si era chinato, lasciando scoperta la schiena. Abbassai l’arma ed osservai: scavava nella sabbia un solco, probabilmente per nascondersi. Poi frugò nel tascapane, ne tirò fuori un oggetto. Infine rialzò la testa e venne tutto allo scoperto: una testa bionda, giovanile.

Mi doleva il doverlo uccidere come un innocente preda di caccia. Il senso del dovere mi riscosse; imbracciai il fucile; contemporaneamente il giovane nemico si segnò col Rosario in mano e, volti gli occhi al cielo, incominciò la sua preghiera.




Sembrava un angelo, dimentico della terra. Sul braccio e sul petto portava una visibile croce rossa: era certamente un cappellano militare. Restai interdetto il fucile mi cadde dalle mani. Un fremito di commozione mi invase.

Come avrei potuto, sparare contro un ministro di Dio, che con tanta fede invocava Maria?

Giunsi le mani, chinai la testa e anch’io pregai.

Non so quanto tempo trascorse. Quando rialzai la testa, il soldato non c’era più.

Fra le ombre della sera raggiunsi l’accampamento. Dormii di un sonno profondo, tranquillo. L’indomani ci fu l’assalto; mi guadagnai la medaglia d’argento. Ma tu, anima gentile di soldato, di Sacerdote, non saprai mai di essere salvo, per Maria!» (Da »Giornata della Vocazione»» – Albano Laziale 1949).

BERNADETTE E LE APPARIZIONI DI LOURDES di p. Luigi Chierotti C.M.

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