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Coronavirus: terribile piaga in America Latina. Oltre 6,5 milioni di casi nel mondo, i morti sono 386.073

Il numero di casi di coronavirus nel mondo ha superato la soglia dei 6,5 milioni: è quanto emerge dal conteggio aggiornato dell’università americana Johns Hopkins. I dati pubblicati dall’ateneo indicano ad oggi un bilancio di 6.511.696 contagi accertati, inclusi 386.073 decessi. Finora nel mondo sono guarite 2.807.420 persone.

Cresce in modo sostenuto la pandemia da coronavirus in America Latina dove nelle ultime 24 ore i contagi hanno raggiunto quota 1.136.034 (+46.555) ed i morti sono stati 56.426 (+2.195). E’ quanto emerge oggi da una statistica elaborata dall’ANSA sulla base dei dati di 34 Nazioni e territori latinoamericani.

Coronavirus: terribile piaga in America Latina
Coronavirus: terribile piaga in America Latina

In testa alla classifica è sempre il Brasile che ha accumulato 584.016 contagiati (+46.555), ossia la metà di quelli esistenti in tutta la regione, e 32.548 morti (+2.195). In seconda posizione, anche se distante, il Perù con 178.914 contagi e 4.894 morti, seguito dal Cile (113.628 e 1.275).

Fra le nazioni con più di 5.000 contagi – riferisce l’Ansa – si posizionano poi Messico (97.326 e 10.637), Ecuador (40.966 e 3.486), Colombia (33.354 e 1.045), Repubblica Dominicana (18.040 e 516), Argentina (19.268 e 583), Panama (14.095 e 352), Bolivia (10.991 e 376), Guatemala (5.586 e 123) e Honduras (5.527 e 225).

Si punta ad anticorpo biotech contro Covid

Un anticorpo ‘biotech’ per curare l’infezione da Covid-19. Si tratta di un anticorpo monoclonale – ovvero riprodotto in un numero illimitato di copie in laboratorio partendo da una cellule umana – derivato in questo caso dal sangue di uno dei primi pazienti guariti negli Usa. Per la prima volta al mondo è iniziato uno studio di fase 1 sull’uomo ed i primi risultati sono attesi entro giugno, anche se sono vari i gruppi nel modo impegnati in questo ambito di ricerca già da marzo, come quello dell’azienda Gsk con la fondazione Toscana Life Sciences e l’Istituto Spallanzani di Roma.

La sperimentazione con questo primo studio di fase 1 è promossa dall’azienda farmaceutica Eli Lilly, che ha sviluppato in soli tre mesi l’anticorpo dopo che questo era stato identificato da AbCellera ed il Centro di ricerca sui vaccini dell’Istituto nazionale di allergie e malattie infettive Usa (NIAID), diretto da Antony Faucui, su un campione di sangue prelevato da uno dei primi pazienti statunitensi guariti da Covid-19.

LY-CoV555, questo il nome dell’anticorpo, è dunque un potenziale nuovo farmaco specificamente progettato per combattere SarsCov2. I primi pazienti nello studio sono stati trattati nei principali centri medici Usa.

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