Copertine e graffiti per Francesco. Celebrazione o sequela?

BfFh9k7CUAA6dDoMi fa sorridere, ma in senso buono, la sana follia di centinaia di messaggi che arrivano alla redazione dei Papaboys ed alle varie pagine social per richiedere di poter incontrare il Papa, oppure per partecipare alla S. Messa del mattino a Casa Santa Marta. Purtroppo non mi è – e non ci è possibile – accontentare nessuno di questi messaggi ed a tutti rispondiamo con gentilezza ovviamente di mettersi in contatto con la Santa Sede, attraverso la Prefettura oppure scrivendo direttamente al Pontefice, o ai suoi collaboratori. Ma c’è un altro aspetto che mi incuriosisce di tutto ciò: parlando con alcuni che inviano queste richieste scopro che sono per la maggior parte persone che poi durante la settimana, e talvolta neanche la domenica, frequentano l’Eucarestia e la Chiesa in generale. Ora mi chiedo: che senso ha rincorrere un Papa (straordinario nei gesti e nella semplicità come Papa Francesco) se poi non si vive di cristianesimo fino in fondo nella quotidianità? Che senso ha stringer la mano al Pontefice, o essere ricevuti, se ancora sono indietro nel cammino dei sacramenti? “Toccare” il Pontefice – ma credo che sia chiaro – non equivale a confessarsi o fare la Comunione la domenica. Allora rifletto un poco: Non conviene prima pensare a Gesù, alla Sua Chiesa, e quindi – di conseguenza – anche al Papa – cercando di mettere in pratica il suo Magistero?

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Non troviate strano che a scrivere queste cose sia proprio il responsabile dell’Associazione dei Papaboys, ma rischiamo di cadere nella “papolatria” e ciò potrebbe diventare controproducente. E mi fa ancora più sorridere la situazione, perchè di “papolatria” hanno sempre accusato la nostra realtà! Magari perchè non ci conoscono e si fa presto e bene ad etichettare così, a sommi capi. E poi perchè a tanti – diciamoci la verità – fa comodo. Seguiamo il Papa nel senso che cerchiamo di impegnarci nel comprendere e sopratutto nell’attuare i suoi insegnamenti, le sue esortazioni, i suoi consigli. Anche Papa Francesco, come lo erano stati Giovanni Paolo II e Benedetto XVI, non fa mancare di certo l’appetito a chi ha fame di Cristo. Ecco, prima facciamoci venire questo appetito, e poi andiamo all’incontro con il Pontefice.

E poi, sempre in queste ore, vedo girare – rimbalzati anche da media ufficiali – graffiti, slogan e copertine di Celebrazione di Francesco. Ultima, quella della popolare rivista dei Rocker “Rolling Stone”. Siamo sicuri che sia sequela di Gesù oppure semplice Celebrazione dell’Uomo?

In entrambi i casi il passo è comunque positivo, e su questo non nutro alcun dubbio. Ma invito tutti, e lo faccio con il cuore, a non cadere in stereotipi, perchè poi il prezzo che si paga è altissimo. Ristabiliamo le priorità: 1) l’incontro con Cristo Gesù, unico Signore e Salvatore della Storia dell’Umanità 2) una storia d’Amore bellissima con una donna, che si chiama Maria, che del Signore è Madre, che di ciascuno di noi è Madre, Sorella e Maestra 3) l’appartenenza alla Chiesa, casa di Dio introdotta nell’umanità per guidarci all’eternità. Dopo questa Trinità di priorità, oggi e sempre…. W il Papa!

Daniele Venturi

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