Auguri a Don Francesco, oggi finisce 99 anni! Una vita come parroco per tutti!

Mancava poco più di un mese al Natale del 1971, quando don Francesco Daniele, 51 anni, sacerdote da ventisette anni, iniziava il suo ministero nella parrocchia dei Santi Lorenzo e Sebastiano a Monsola. Una piccola frazione nel Comune di Villafalletto, in provincia di Cuneo. Da allora fino ad oggi, questa è la sua casa e la comunità, meno di quattrocento anime. Ed è qui che mercoledì 30 gennaio festeggerà i suoi 99 anni. Fino al 2015 ha guidato da solo la parrocchia, un uomo amato da tutti. Punto di riferimento per giovani, famiglie e anziani. Al compimento dei 75 anni, ormai quasi un quarto di secolo fa, l’allora vescovo di Fossano e Cuneo, Natalino Pescorolo, confermò il suo incarico di parroco.

Mancava poco più di un mese al Natale del 1971, quando don Francesco Daniele, 51 anni, sacerdote da ventisette anni, iniziava il suo ministero nella parrocchia dei Santi Lorenzo e Sebastiano a Monsola. Una piccola frazione nel Comune di Villafalletto, in provincia di Cuneo. Da allora fino ad oggi, questa è la sua casa e la comunità, meno di quattrocento anime. Ed è qui che mercoledì 30 gennaio festeggerà i suoi 99 anni. Fino al 2015 ha guidato da solo la parrocchia, un uomo amato da tutti. Punto di riferimento per giovani, famiglie e anziani. Al compimento dei 75 anni, ormai quasi un quarto di secolo fa, l’allora vescovo di Fossano e Cuneo, Natalino Pescorolo, confermò il suo incarico di parroco. Lo stesso è accaduto con il successore, Giuseppe Cavallotto. Nonostante il passare degli anni, don Francesco ha continuato ad animare la parrocchia. Al suo arrivo la chiesa e la canonica erano in condizioni disastrose. Anno dopo anno, anche con l’impegno dei suoi parrocchiani, è riuscito a ristrutturarle. Due le sue grandi passioni: la pesca e la musica. La prima l’ha condivisa con diversi abitanti di Monsola. Con la seconda ha aiutato tanti giovani a trovare la propria strada. Più di uno si è avvicinato alla musica attraverso il coro diretto da don Francesco e poi ha spiccato il volo creando anche band che si stanno affermando. Conosce tutti gli abitanti di questa piccola frazione, tanti li ha battezzati, sposati, li ha sostenuti nei momenti di difficoltà e di sofferenza, ha condiviso le loro gioie e i loro speranze. Sono parte della sua famiglia e lui della loro. Per questo da quando non è più autonomo, non lo hanno abbandonato. Vive in canonica accudito da una badante, la signora Ika, a cui si è affiancata da alcuni anni la signora Agnese Eandi. «Mi è stato vicino e di sostegno quando sono stata nel bisogno – racconta la signora Agnese –. E quando sono rimasta da sola mi ha chiesto di vivere nella canonica e di occuparmi della casa. Fino a pochi anni fa, era lui che gestiva ancora tutto». Agnese è una testimone diretta dell’affetto che circonda don Francesco. «Ogni domenica – confida – al termine della Messa sono in tanti a venire a salutarlo anche ora che non è più quasi in grado di parlare e reggersi in piedi. Anche durante la settimana c’è chi viene a trovarlo in cerca di una benedizione o di un sorriso». Fino al 2015 ha celebrato tutti i giorni la Messa, anche se i fedeli sapevano che si sentiva stanco. Andava in visita ai malati, teneva gli incontri di catechismo. Poi il nuovo vescovo Piero Del Bosco, entrato in diocesi il 6 dicembre 2015, gli ha affiancato il parroco di Villafalletto, don Sergio Daniele. «Don Francesco è molto amato e stimato – conferma –. Anche solo la sua presenza, ora silenziosa, è importante. Un nonno per tutti. Lo ricordo come un sacerdote attento alla liturgia e a chi incontrava ». Il vescovo Del Bosco è andato a trovarlo diverse volte negli ultimi anni, ma si ricorda ancora bene la prima volta che è andato nella parrocchia di Monsola. «Era l’8 dicembre, due giorni dopo il mio ingresso nella diocesi di Cuneo e di Fossano. Sono andato a celebrare nella sua parrocchia, era visibilmente emozionato che avessi scelto proprio la sua chiesa per la prima visita a una comunità. Vedo che ora è ben assistito, con cura e amore, in semplicità. Andrò a trovarlo per il suo prossimo compleanno». La parrocchia adesso è seguita dal nuovo parroco di Villafalletto, don Marco Giobergia. Dopo don Francesco Daniele non ci sarà più un altro parroco solo di Monsola.

Lo stesso è accaduto con il successore, Giuseppe Cavallotto. Nonostante il passare degli anni, don Francesco ha continuato ad animare la parrocchia. Al suo arrivo la chiesa e la canonica erano in condizioni disastrose. Anno dopo anno, anche con l’impegno dei suoi parrocchiani, è riuscito a ristrutturarle. Due le sue grandi passioni: la pesca e la musica. La prima l’ha condivisa con diversi abitanti di Monsola. Con la seconda ha aiutato tanti giovani a trovare la propria strada. Più di uno si è avvicinato alla musica attraverso il coro diretto da don Francesco e poi ha spiccato il volo creando anche band che si stanno affermando. Conosce tutti gli abitanti di questa piccola frazione, tanti li ha battezzati, sposati, li ha sostenuti nei momenti di difficoltà e di sofferenza, ha condiviso le loro gioie e i loro speranze. Sono parte della sua famiglia e lui della loro. Per questo da quando non è più autonomo, non lo hanno abbandonato. Vive in canonica accudito da una badante, la signora Ika, a cui si è affiancata da alcuni anni la signora Agnese Eandi.

«Mi è stato vicino e di sostegno quando sono stata nel bisogno – racconta la signora Agnese –. E quando sono rimasta da sola mi ha chiesto di vivere nella canonica e di occuparmi della casa. Fino a pochi anni fa, era lui che gestiva ancora tutto». Agnese è una testimone diretta dell’affetto che circonda don Francesco. «Ogni domenica – confida – al termine della Messa sono in tanti a venire a salutarlo anche ora che non è più quasi in grado di parlare e reggersi in piedi. Anche durante la settimana c’è chi viene a trovarlo in cerca di una benedizione o di un sorriso».

Fino al 2015 ha celebrato tutti i giorni la Messa, anche se i fedeli sapevano che si sentiva stanco. Andava in visita ai malati, teneva gli incontri di catechismo. Poi il nuovo vescovo Piero Del Bosco, entrato in diocesi il 6 dicembre 2015, gli ha affiancato il parroco di Villafalletto, don Sergio Daniele. «Don Francesco è molto amato e stimato – conferma –. Anche solo la sua presenza, ora silenziosa, è importante. Un nonno per tutti. Lo ricordo come un sacerdote attento alla liturgia e a chi incontrava ». Il vescovo Del Bosco è andato a trovarlo diverse volte negli ultimi anni, ma si ricorda ancora bene la prima volta che è andato nella parrocchia di Monsola. «Era l’8 dicembre, due giorni dopo il mio ingresso nella diocesi di Cuneo e di Fossano.

Sono andato a celebrare nella sua parrocchia, era visibilmente emozionato che avessi scelto proprio la sua chiesa per la prima visita a una comunità. Vedo che ora è ben assistito, con cura e amore, in semplicità. Andrò a trovarlo per il suo prossimo compleanno». La parrocchia adesso è seguita dal nuovo parroco di Villafalletto, don Marco Giobergia. Dopo don Francesco Daniele non ci sarà più un altro parroco solo di Monsola.

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