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Anniversario di sacerdozio di Papa Francesco: 13 dicembre 2022, auguri di cuore!

Cinquantatre anni fa, José Mario Bergoglio viene ordinato sacerdote, a 33 anni e con un diploma di tecnico chimico in tasca.

Il Papa ha presieduto in San Pietro la messa nella memoria della Beata Vergine Maria di Guadalupe: siamo tra fragori di guerra, eppure “l’amore e la condiscendenza divini ci dicono che anche questo è un tempo propizio di salvezza”. La Vergine di Guadalupe è la Madre meticcia che anche oggi è in mezzo al popolo americano, la cui identità è minacciata da un paganesimo selvaggio e sfruttatore e da un ateismo pratico e pragmatico
Per Papa Francesco, come ormai è chiaro, il prete deve essere accanto alla gente “con vicinanza e tenerezza di Buon Pastore”
Padre_Bergoglio_oracion_jesuita
Padre_Bergoglio_oracion_jesuita

L’ANNIVERSARIO 

Le mani dell’arcivescovo di Cordoba, monsignor Ramon José Castellano, sul capo di José Mario Bergoglio segnano l’inizio di una lunga storia di dedizione, servizio e amore per la Chiesa. E’ il 13 dicembre 1969, 4 giorni prima del suo 33.mo compleanno. In quella data si porta a compimento un percorso iniziato a 17 anni quando si accende in lui la scintilla della vocazione.

Nella confessione con padre Duarte, mai visto prima nella chiesa di San José de Flores, il futuro Papa Francesco trova una guida capace di fargli scoprire la sua vocazione. “Tornò a casa – si legge nel libro conversazione del Pontefice con Sergio Rubin e Francesca Ambrogetti – con una convinzione ferma: voleva, doveva diventare sacerdote”. Solo a 21 anni l’ingresso nella Compagnia di Gesù.

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Papa Francesco
Papa Francesco:

Vicini e in mezzo alla gente

La vicinanza è l’altro tratto messo in luce da Papa Francesco. Nell’omelia della messa del Crisma, 29 marzo 2018, il Pontefice ricorda che “il sacerdote vicino, che cammina in mezzo alla sua gente con vicinanza e tenerezza di buon pastore (e, nella sua pastorale, a volte sta davanti, a volte in mezzo e a volte indietro), la gente non solo lo apprezza molto, va oltre: sente per lui qualcosa di speciale, qualcosa che sente soltanto alla presenza di Gesù.

Perciò non è una cosa in più questo riconoscere la nostra vicinanza. In essa ci giochiamo se Gesù sarà reso presente nella vita dell’umanità, oppure se rimarrà sul piano delle idee, chiuso in caratteri a stampatello, incarnato tutt’al più in qualche buona abitudine che poco alla volta diventa routine”.

 

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