Apparizioni, miracoli, rivelazioni, visioni … Come spiegarli?

wpid-miracoliCHE COSA SI INTENDE PER FATTI STRAORDINARI?  In questa relazione, quando parlo di fatti straordinari, intendo abbracciare, in un’unica espressione:

*** tutto quanto appartiene, nel campo religioso, all’ordine straordinario, e  cioè a quanto risulta incomprensibile, inspiegabile unamanente con la sola  ragione  umana, scientificamente non dimostrabile.

*** e pertanto comprendo: apparizioni, miracoli, rivelazioni, visioni ….

*** purchè avvenute dopo la fine del Nuovo Testamento, e cioè dopo la  fine della Rivelazione pubblica.

 

CHE COS’E’ LA RIVELAZIONE PUBBLICA?

La Rivelazione pubblica è quella:

*** operata progressivamente da Dio a partire da Abramo e, attraverso i  profeti, fino a Gesù Cristo.

*** testimoniata nelle due parti della Bibbia: l’Antico e il Nuovo Testamento.

*** destinata a tutti gli uomini e a tutto l’uomo, di ogni tempo e luogo.

*** diversa radicalmente, per essenza e non solo per grado, dalle cosiddette  rivelazioni private (di cui si parlerà successivamente).

*** conclusa con Cristo nel Nuovo Testamento, al quale la Chiesa si sente  vincolata.

 

PERCHE’ LA RIVELAZIONE PUBBLICA E’ CONCLUSA CON CRISTO?

Perchè Gesù Cristo è il mediatore e la pienezza della Rivelazione.

“Egli, essendo l’Unigenito Figlio di Dio fatto uomo, è la Parola perfetta e definitiva del Padre. Con l’invio del Figlio e il dono dello Spirito la Rivelazione è ormai pientamente compiuta, anche se nel corso dei secoli la fede della Chiesa dovrà coglierne gradualmente tutta la portata” (Compendio, n. 9).

“Dio, che aveva già parlato nei tempi antichi molte volte e in diversi modi ai padri per mezzo dei profeti, ultimamente, in questi giorni, ha parlato a noi per mezzo del Figlio” (Eb 1,1-2)

Cristo, il Figlio di Dio fatto uomo, è pertanto la Parola unica, perfetta e definitiva del Padre, il quale in lui dice e dona tutto, e non ci sarà altra Parola che quella.

“Dal momento in cui ci ha donato il Figlio suo, che è la sua unica e definitiva Parola, Dio ci ha detto tutto in una sola volta in questa Sua Parola e non ha più nulla da dire” (SAN GIOVANNI DELLA CROCE).

“L’economia cristiana, in quanto è Alleanza nuova e definitiva, non passerà mai e non c’è da aspettarsi alcuna nuova Rivelazione pubblica prima della manifestazione gloriosa del Signore nostro Gesù Cristo” (CONCILIO VATICANO II, Cost. dogm. Dei Verbum, 4)

 

QUALI CONSEGUENZE PRODUCE TALE CONCLUSIONE DELLA RIVELAZIONE PUBBLICA?

Eccone alcune:

*** Il Dio dei cristiani è credibile, affidabile, sul fondamento della Scrittura, e  non in virtù di messaggi consegnati successivamente a singoli credenti.

*** Non c’è da aspettarsi da Dio nessun’altra manifestazione o rivelazione  nuova, se non il ritorno glorioso di Cristo, che inaugurerà “nuovi cieli e  una terra nuova”(2Pt 3,13), consentendo a Dio Padre di essere “tutto in tutti” (1Cor 15,28).

*** La Chiesa è vincolata all’evento unico della storia sacra e alla parola della   Bibbia, e la sua missione è quella di garantire, interpretare, approfondire,  testimoniare la Rivelazione pubblica. E questo avviene grazie alla  particolare assistenza dello Spirito Santo, che le fa da guida e che la  conduce a conoscere sempre meglio quel tesoro che è Cristo Signore.

*** La Rivelazione pubblica esige la nostra fede: “in essa infatti per mezzo  di parole umane e della mediazione della comunità vivente della  Chiesa, Dio stesso parla a noi e a qualunque uomo di ogni razza,  lingua, nazione, tempo e luogo. La fede in Dio e nella sua Parola  si distingue da ogni altra fede, fiducia, opinione umana. La  certezza che Dio parla, mi dà la sicurezza che incontro la verità  stessa, e così ho quel tipo di certezza, che non può verificarsi in  nessuna forma umana di conoscenza. E’ la certezza sulla quale edifico la mia vita e alla quale mi affido morendo” (CONGREGAZIONE PER LA DOTTRINA DELLA FEDE, Il messaggio di  Fatima, p. 34).

*** Tuttavia, anche se la Rivelazione è compiuta, non è però completamente  esplicitata; toccherà alla fede cristiana conoscerla meglio, approfondirla di  più, incarnarla continuamente, testimoniarla a tutti con fedeltà e  coraggio. Si potrà così coglierne gradualmente tutta la portata nel corso  dei secoli.

 

CHE COSA SONO LE RIVELAZIONI PRIVATE?

Le rivelazioni private:

*** Sono tutte quelle rivelazioni (apparizioni, visioni, miracoli….) che si  verificano dopo la conclusione del Nuovo Testamento. Sono le apparizioni  di Gesù, di Maria o dei santi, così come i messaggi da loro consegnati o i  miracoli da loro fatti o in nome loro avvenuti nei secoli successivi. Tutti  questi fatti straordinari (veri o presunti) appartengono al genere delle  rivelazioni private (NB: in questa relazione, d’ora in poi, utilizzerò sempre  questa espressione, per indicare e abbracciare tutti i fenomeni  straordinari avvenuti dopo la conclusione della Rivelazione pubblica);

*** sono state riconosciute, in un numero esiguo, dall’autorità della Chiesa,  che non riconosce la maggior parte di esse (ad esempio, secondo alcuni  calcoli dovrebbero essere più di 1800 le apparizioni mariane individuate:  di esse solo una dozzina hanno il riconoscimento ufficiale);

*** non appartengono al deposito della fede, da cui la Chiesa attinge la  propria certezza su tutte le verità rivelate. Nessuna di tali rivelazioni  private (sia quelle approvate che quelle no) non fanno parte di quanto il  cristiano è obbligato a credere per dirsi ed essere cristiano.

 

IN QUALE MODO LE RIVELAZIONI PRIVATE IMPEGNANO LA FEDE DEL CREDENTE?

Le rivelazioni private non impegnano obbligatoriamente la fede dei fedeli, anche se sono riconosciute ufficialmente dalla Chiesa. Ogni fedele conserva la sua libertà di apprezzamento: nessun cristiano è obbligato a credere ad alcuna delle rivelazioni private, neanche quando sono approvate dalla Chiesa. In linea di principio, il credente non deve tuttavia escludere che Dio possa intervenire in un modo straordinario in un qualunque momento, luogo, avvenimento, persona. Il difficile è discernere se in questosingolo fatto si è verificato tale intervento autentico straordinario di Dio.

 

COME IL CREDENTE APPROFONDISCE LA PROPRIA FEDE?

Il Concilio Vaticano II indica tre vie essenziali, in cui si realizza la guida dello Spirito Santo nella Chiesa e quindi la crescita della propria fede nella Parola di Dio. Tale crescita si compie:

*** per mezzo della  meditazione e dello studio dei fedeli

*** per mezzo della profonda intelligenza, che deriva dall’esperienza spirituale

*** per mezzo della predicazione di coloro “i quali con la successione episcopale hanno ricevuto un carisma certo di verità” (CONCILIO VATICANO II, Dei Verbum, 8): il Papa e i Vescovi, in comunione con lui. 
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PERCHE’ LA CHIESA E’ PRUDENTE NEL RICONOSCERE COME AUTENTICHE LE RIVELAZIONI PRIVATE?

In effetti la Chiesa mostra una estrema prudenza riguardo a questi fenomeni. Tale prudenza è pienamente giustificata in quanto tali fenomeni potrebbero far intendere che Dio ha dimenticato di dirci qualcosa nelle Sacre Scritture, e che la Sua rivelazione in Cristo non è unica, totale, definitiva, conclusa.

 

QUALE VALORE POSITIVO HANNO LE RIVELAZIONI PRIVATE?

Le rivelazioni private:

*** possono aiutare a comprendere e a vivere più pienamente, in particolare  in una determinata epoca storica, la Rivelazione pubblica;

*** sono realmente utili purchè mantengano il loro stretto orientamento a  Cristo e non diventino autonome;

*** possono rinvigorire la fede soggettiva dei credenti e anche dei non  credenti. Sono quindi un aiuto per la loro fede, purchè rimandino  all’unica Rivelazione pubblica. Esse devono servire la fede. Non  devono nè possono aggiungere nulla all’unica Rivelazione pubblica, ma  possono diventarne un umile richiamo, talvolta un proficuo  approfondimento;

*** possono essere un valido aiuto per comprendere e vivere meglio il Vangelo  nell’ora attuale: un aiuto, che è offerto, ma del quale non è obbligatorio  fare uso;

*** sono un aiuto a comprendere i segni dei tempi, trovando per essi la giusta  risposta cristiana.

 

QUANDO LE RIVELAZIONI PRIVATE SONO INACCETTABILI?

Quando intendono o pretendono di:

*** migliorare, completare superare o correggere la Rivelazione pubblica,  definitiva in Cristo, aggiungere  qualcosa a tale Rivelazione;

*** fondare, creare la fede. La vera fede del credente non è fondata su  una rivelazione privata ma sulla Parola di Dio, sulla S. Scrittura,  la quale insegna la verità, avendo come autore Dio stesso;

*** perseguire scopi di lucro, approfittando della credulità della gente.  Occorre evitare ad esempio il cosiddetto turismo delle apparizioni. Bisogna  essere vigilanti perchè la vita di fede può essere minacciata, oggi come  ieri, o forse più di ieri, dal materialismo ideologico e da quello economico,  come pure dal relativismo dilagante.

 

QUAL E’ IL CRITERIO PRINCIPALE PER L’AUTENTICITA’ DI UNA RIVELAZIONE PRIVATA?

Il criterio per la verità e il valore di una rivelazione privata è il suo stretto orientamento a Cristo stesso. Quando essa ci allontana da lui, quando essa si rende autonoma o addirittura si fa passare come un altro e migliore disegno di salvezza, più importante del Vangelo, allora essa non viene certamente dallo Spirito Santo, che ci guida all’interno del Vangelo e non fuori di esso.

 




A CHI SPETTA DISCERNERE L’AUTENTICITA’ DI UNA RIVELAZIONE PRIVATA?

Spetta al Magistero vivente della Chiesa, e cioè al Successore di Pietro, il Vescovo di Roma, e ai Vescovi in comunione con lui discernere l’autenticità di un fatto straordinario. Il Magistero ha il compito di servire la Parola di Dio e, nel fare questo, gode del carisma certo della verità.

Guidato dal Magistero della Chiesa, il senso dei fedeli sa discernere e accogliere ciò che in queste rivelazioni private costituisce un appello autentico di Cristo o dei suoi santi alla Chiesa.

Competente per l’approvazione di un luogo come santuario e dei relativi statuti, è l’Ordinario del luogo (cfr. Codice di Diritto Canonico, nn. 1230 e ss.). Come pure spetta al Vescovo vigilare poi che l’eventuale culto o forme di devozione, che si svolgono presso il santuario, corrispondano all’autentica liturgia ecclesiale.

 

A QUALI CRITERI SI ATTIENE LA CHIESA NEL VALUTARE L’AUTENTICITA’ DI UNA RIVELAZIONE PRIVATA? 

Per la valutazione di una rivelazione privata, sono importanti tre criteri

*** Anzitutto la rivelazione privata deve contenere un messaggio che, dal punto di vista del contenuto dottrinale, sia assolutamente conforme alla Sacra Scrittura e alla fede della Chiesa. E non è sempre così…

*** Poi il beneficiario delle apparizioni deve mostrare segni evidenti di maturità  psicologica, di solida spiritualità, di obbedienza e di fedeltà alla  Chiesa.La sua sincerità non è necessariamente una garanzia di verità  (talvolta confonde la comunicazione che riceve con il proprio pensiero.  L’ispirazione personale può incrociare quella soprannaturale, compresa, a volte, quella diabolica. Quindi è necessaria molta prudenza).

*** Infine, si giudica l’albero dai suoi frutti che si manifestano soprattutto in  occasione di pellegrinaggi. Tali frutti sono: spirito e iniziative di preghiera,  conversioni, crescita della fede, vocazioni, opere di carità…

 

CHE COSA SIGNIFICA CHE LA CHIESA DA’ LA PROPRIA APPROVAZIONE A UNA RIVELAZIONE PRIVATA?

L’approvazione ecclesiale di una rivelazione privata contiene i seguenti elementi:

*** il messaggio relativo non contiene nulla che contrasta la fede ed i buoni  costumi

*** è lecito renderlo pubblico

*** i fedeli sono autorizzati a dare ad esso la loro adesione in forma prudente

*** anche se nessuno è obbligato a crederci, il credente si mostrerà  rispettoso nei confronti della rivelazione privata, la cui  autenticità è stata riconosciuta  dalla Chiesa.

 

CHE DIRE CIRCA I PELLEGRINAGGI VERSO I LUOGHI DELLE RIVELAZIONI PRIVATE?

Circa tali pellegrinaggi, occorre distinguere tra quelli compiuti a luoghi ove sono avvenute rivelazioni private approvate dalla Chiesa, e quelli non:

*** in quelli approvati della Chiesa, ci si può recare in forma privata e/o anche  pubblica (con pellegrinaggi autorizzati dall’autorità ecclesiale)

*** negli altri:

occorre tenere maggiormente conto della saggia prudenza della Chiesa

*  sarebbe opportuno non recarvisi (anche per non incrementare la pseudo- credenza e/o il business economico….)

*  tutt’al più, se si decide di andarci, occorre andarci in maniera privata, non  considerando in particolare tali pellegrinaggi come un’autenticazione di  tali avvenimenti.

 

CHE RELAZIONE C’E’ FRA LE RIVELAZIONI PRIVATE E LA PIETA’ POPOLARE?

“Le rivelazioni private sovente provengono innanzitutto dalla pietà popolare e su di essa si riflettono, le danno nuovi impulsi e dischiudono per essa nuove forme. Ciò non esclude che esse abbiano effetti anche nella stessa liturgia, come ad esempio mostrano le feste del Corpus Domini e del Sacro Cuore di Gesù. Da un certo punto di vista nella relazione fra liturgia e pietà popolare si delinea la relazione fra Rivelazione e rivelazioni private: la liturgia è il criterio, essa è la forma vitale della Chiesa nel suo insieme nutrita direttamente dal Vangelo. La religiosità popolare significa che la fede mette radici nel cuore di singoli popoli, così che essa viene introdotta nel mondo della quotidianità.

La religiosità popolare è la prima e fondamentale forma di “inculturazione” della fede, che si deve continuamente lasciare orientare e guidare dalle indicazioni della liturgia, ma che a sua volta feconda la fede a partire dal cuore” (CONGREGAZIONE PER LA DOTTRINA DELLA FEDE, Il messaggio di Fatima, p. 35)

QUAL E’ LA DIMENSIONE UMANA DELLE RIVELAZIONI PRIVATE?

Joseph Ratzinger ci aiuta a comprendere la struttura antropologica delle rivelazioni private. Al riguardo, egli distingue tra forme di percezione o di visione: la visione con i sensi, quindi corporea, la percezione interiore e la visione mistica. “E’ chiaro“, sottolinea l’allora Card. Ratzinger in un’intervista dell’anno 2000, “che nelle visioni di Lourdes e di Fatima ecc… non si tratta della normale percezione esterna dei sensi: le immagini e le figure, che vengono vedute, non si trovano esteriormente nello spazio, come vi si trovano ad esempio un albero o una casa. Si tratta della percezione interiore, che certamente ha per il veggente una forza i presenza che per lui equivale alla manifestazione esterna sensibile“.

E aggiunge: “La visione interiore non è fantasia ( …. ), il veggente è coinvolto ( …. ), egli vede con le sue possibilità concrete, con le modalità a lui accessibili di rappresentazione e di conoscenza. Nella visione interiore si tratta, in modo ancora più ampio che in quella esteriore, di un processo di traduzione, cosicchè il soggetto è essenzialmente compartecipe del formarsi come immagine di ciò che appare ( … ); tali visioni pertanto non sono mai semplici “fotografie” dell’aldilà, ma portano in sè anche le possibilità e i limiti del soggetto che percepisce”

(CONGREGAZIONE PER LA DOTTRINA DELLA FEDE, Il Messaggio di Fatima, pp. 37-38)

 

IN QUALI SITUAZIONI DIO SI RIVELA OGGI, CERTAMENTE, IN UN MODO STRAORDINARIO?

Anche oggi Dio si rivela a noi in un modo straordinario e certo. Si vedano ad esempio:

*** i Sacramenti, i quali “sono segni sensibili ed efficaci della grazia, istituiti  da  Cristo e affidati alla Chiesa, attraverso i quali ci viene elargita la vita  divina  ( … ). Sono efficaci ex opere operato (“per il fatto stesso che  l’azione  sacramentale viene compiuta”), perchè è Cristo che agisce  in essi e  che comunica la grazia che significano,  indipendentemente  dalla santità personale” (Compendio del  CCC, nn 224.229). A questo  riguardo, non va mai dimenticato che il  miracolo eucaristico più diffuso e alla portata di tutti è  quello  che si verifica nelle nostre  chiese allorquando si celebra  la S. Messa;

*** le definizioni infallibili del Magistero della Chiesa: “L’infallibilità si  attua quando il Romano Pontefice, in virtù della sua autorità di supremo  Pastore della Chiesa, o il Collegio dei Vescovi in comunione con il Papa,  soprattutto riunito in un Concilio Ecumenico, proclamano con atto  definitivo una dottrina riguardante la fede o la morale, e anche quando il  Papa e i Vescovi, nel loro ordinario Magistero, concordano nel proporre  una dottrina come definitiva. A tali insegnamenti ogni fedele deve  aderire  con l’ossequio della fede” (Compendio del CCC, n. 185).

 

Il Primicerio della Basilica dei SS. Ambrogio e Carlo in Roma mons. Raffaello Martinelli

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Bibliografia:

CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA, N. 65-67);

CONGREGAZIONE PER LA DOTTRINA DELLA FEDE, Il messaggio di Fatima, LEV 2000;

CODICE DI DIRITTO CANONICO, nn. 1230 e ss.

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