La giornata di Papa Francesco in Ecuador tra Guayaquil e Quito – Appuntamenti del 6 luglio

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Giornata intensa quella di Papa Francesco in Ecuador prevista per questo giorno di lunedì 6 luglio, e che si svolgerà tra Guayaquil e Quito. Scopriamo insieme tutti gli appuntamenti in programma arricchiti da alcuni cenni storici e dalla descrizione dei luoghie degli incontri programmati.

Alle 8.45, ora locale (le 15.45 in Italia) Papa Francesco dalla Nunziatura si trasferisce all’Aeroporto per prendere l’aereo dell’Alitalia che lo porterà a Guayaquil (265 km – 45 minuti di volo).

Accompagnano il Papa oltre al Seguito: Mons. Fausto- G. Trávez Trávez, Arcivescovo di Quito e Presidente della Conferencia Episcopal de Ecuador (CEE), Card. Raul E. Vela Chiriboga, Arcivescovo emerito di Quito, Mons. Giacomo G. Ottonello, Nunzio Apostolico, Rev. Mihaita Blaj, Segretario della Nunziatura Apostolica. Nella città di Guayaquil anche .Mons.Antonio Arregui Yarza, arcivescovo della diocesi, appartiene al Seguito papale.

GUAYAQUIL – SANTA MESSA 11.15 ora locale (18.15 in Italia)

Guayaquil è la seconda città dell’Ecuador dopo la capitale e il Santo Padre la raggiungerà con l’AZ A330 in 50 minuti circa (265/270 km). L’arrivo del Santo Padre – aeroporto locale, “José J. De Olmedo” (1) – si svolgerà in forma privata e informale. Seguirà subito il trasferimento in macchina all’area del Parco Samanes dove il Santo Padre celebrerà la Santa Messa. Il Parco Samanes (Área Nacional de Recreación Samanes) è stato inaugurato nel gennaio 2013 e copre una area di 379 ettari con moltissime istallazioni per praticare sporto e vivere momenti di risposo. Dopo i Parchi di  Chapultepec (Messico) e Metropolitano Simón Bolívar (Colombia), è il terzo parco più gran dell’America Latina. L’intera area e le sue istallazioni fanno parte del progetto statale “Guayaquil ecologica”.

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Subito dopo l’arrivo a Guayaquil il Papa si trasferisce all’area del Santuario. Visita e breve sosta all’interno del Santuario stesso, dove sono riunite alcune centinaia di fedeli, anziani, malati, che seguiranno la Messa attraverso un megaschermo.

Francesco continua immediatamente in auto aperta verso il Parco Samanes per celebrare la Santa Messa. (11.45 nel Paese, le 18.45 in Italia)Al termine della celebrazione, l’Arcivescovo di Guayaquil pronuncia alcune parole di ringraziamento.ll pranzo ha luogo nella sala convegni del Collegio Javier, la cui comunità è formata da circa 20 Padri gesuiti. (13.45 locale/ In Italia 20.45)Il Papa, sempre in aereo, rientra a Quito., dove arriva lle 18 (in Italia 01.00 del martedì 7 luglio)

Ore 14.00 (21.00 in Italia)
Pranzo nella Comunità del Collegio Javier
Il Collegio Javier è una prestigiosa “unità educativa” fondata e diretta dai Gesuiti ecuadoriani e dalle sue aule sono usciti numerose personalità del Paese: politici, uomini di scienza e cultura, artisti e giornalisti. Ovviamente il Collegio porta il nome di Francesco Saverio. Francisco de Jasso Azpilcueta Atondo y Aznares de Javier, comunemente noto con il nome italianizzato in Francesco Saverio (Javier, 7 aprile 1506 – isola di Sancian, 3 dicembre 1552). Il gesuita e missionario spagnolo, proclamato santo nel 1622 da papa Gregorio XV. Fu un pioniere della diffusione del cristianesimo in Asia. Nel 1927 la Chiesa cattolica lo proclamò Patrono delle missioni.
Il ritorno del Santo Padre a Quito è previsto per 17.10. alla capitale il Santo Padre arriverà alle 10.00 circa e subito, dopo un percorso di 40 km, raggiungerà il Palazzo presidenziale per la Visita di Cortesia al Presidente Rafael Correa.

SANTIAGO DE GUAYAQUIL

Santiago de Guayaquil, nota anche solo come Guayaquil, è una città dell’Ecuador sull’Oceano Pacifico, capoluogo della Provincia del Guayas e del Cantone di Guayaquil. Con più di 3.700.000 abitanti nella sua area metropolitana, è la città più grande e popolata del paese e, grazie all’impulso dato dalle attività collegate al suo porto marittimo che l’hanno trasformata nel centro commerciale più importante dell’Ecuador, sta vivendo anni di intenso sviluppo che attira lavoratori da altre province ecuadoriane e dai paesi limitrofi. Per questa ragione Guayaquil è nota anche come La Perla del Pacifico. Una leggenda narra che il nome Guayaquil derivi dall’unione dei nomi dell’eroico capo indio Guayas e della sua sposa Quil, divenuti simbolo della resistenza indigena che, secondo la tradizione popolare, preferirono lottare fino alla morte piuttosto che sottomettersi ai conquistadores spagnoli.
Tuttavia l’esistenza di un piccolo villaggio situato nelle vicinanze di Yaguachi, chiamato proprio Guayaquil, è stato oggetto di numerose ricerche da parte di storiografi e studiosi i quali sono concordi nell’affermare che al momento dell’arrivo degli europei, fosse governato da un capo tribù chiamato Guayaquil. Scoperta la vera origine del nome, l’unico dubbio a rimanere è se il nome fosse stato dato prima al villaggio o prima al suo capo. Ad ogni modo, nelle cronache di Véliz Mendoza, pare assodato che il toponimo fosse indicato almeno sette volte in alcuni documenti risalenti a prima del 1534.
Documenti dell’epoca, seppur in modo vago, sembrano avvalorare la tesi secondo cui la città fu fondata almeno tre volte a causa di continui incendi e spostata sempre più a ovest rispetto al fiume Riobamba fino alla sua ultima ricollocazione risalente al 1547 sulla riva destra del fiume Guayas, là dove si trova ancora oggi.
Tra la fine del Cinquecento e la fine del Settecento, sotto l’amministrazione coloniale dell’Audiencia de Quito, voluta dal conquistatore Francisco Pizarro, Guayaquil si sviluppò come un importante porto della costa sudamericana e la sua popolazione iniziò a crescere, seppur in modo non considerevole a causa di ripetuti incendi e attacchi dei pirati inglesi e francesi che all’epoca saccheggiavano le città affacciate sull’Oceano Pacifico.
Il 24 maggio 1822, il libertador Simón Bolívar, dopo lo storico incontro che ebbe con il suo omologo argentino José de San Martín nella città, unì la Provincia Libera di Guayaquil – non senza proteste da parte dei cittadini e del loro Capo Civile Olmedo – alla Repubblica della Grande Colombia, nata dal dissolvimento delle colonie spagnole e fondata praticamente sui resti del Vicereame di Nuova Granada, comprendendo gli attuali Venezuela, Colombia, Ecuador e Panamá. Da quel momento la storia di Guayaquil rimase unita per sempre alle Province che nel 1830 decisero di separarsi dalla Grande Colombia per formare lo Stato indipendente della Repubblica dell’Ecuador.
Guayaquil oggi è il principale porto marittimo dell’Ecuador e uno dei più importanti del Sudamerica oltre ad essere il principale snodo di traffico aeroportuale del Paese, con voli diretti per le Isole Galápagos, e collegamenti per tutti i Paesi sudamericani, nordamericani ed i principali Paesi europei e asiatici. Grazie ai numerosi progetti di rigeneración urbana da parte dell’Amministrazione locale avviati negli anni novanta, Guayaquil è divenuta oggi, oltre che un importante centro economico internazionale, cuore della finanza. (Informazioni dalle pagine di Wikipedia)
***
(1)  José Joaquín de Olmedo y Maruri (Guayaquil, 20 marzo de 1780 – Guayaquil, 19 de febbraio 1847). Poeta, politico e avvocato.
(2)  Antonio Arregui Yarza (Oñate, Guipúzcoa, 3 giugno 1939). Ordinazione sacerdotale 13 marzo 1964. Consacrazione episcopale 22 febbraio 1990.

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QUITO – PALAZZO PRESIDENZIALE – VISITA DI CORTESIA AL PRESIDENTE
(19.00 in Ecuador – 02.00 di martedì 7 luglio in Italia)
Il Santo Padre entra dal retro. È accolto dal Capo del Protocollo della Casa Presidenziale, che lo accompagna al vicino ascensore, dove lo attende il Presidente per recarsi agli Uffici Presidenziali, al 1° piano. L’incontro privato ha luogo nel Salone del Protocollo.
Parallelamente, nel vicino Salón de Gabinete ha luogo l’incontro del Cardinale Segretario di Stato con il Cancelliere, alla presenza del Nunzio Apostolico e di una Autorità della Repubblica.
Verso la fine dell’incontro privato, entrano nella sala anche il Cardinale Segretario di Stato e il Cancelliere.
Scambio dei doni.
Il Presidente accompagna poi in ascensore il Santo Padre negli ambienti della residenza. al Secondo piano, per presentargli la famiglia, mentre i dignitari si recano al Salón Amarillo.
Il Presidente e il Santo Padre passano davanti alle delegazioni per le presentazioni individuali e scendono in ascensore al piano terra, per l’uscita dall’ingresso principale.

VISITA ALLA CATTEDRALE

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Il Presidente accompagna il Santo Padre attraverso il patio, verso la Cattedrale, e si congeda. (20.10 in Ecuador – 03.10 di martedì 7 luglio in Italia)
Nella Cattedrale è presente un numero ristretto di fedeli in preghiera.
Il Santo Padre, accolto dal Rettore, entra nella chiesa per un breve momento di preghiera davanti al Santissimo ed esce dal transetto sinistro, per benedire la folla dal sagrato, nella medesima Plaza Grande.

La cattedrale di Quito si trova nella Quito vecchia, la parte coloniale della città, a sud di Piazza dell’Indipendenza. Fino al XVI secolo era una semplice chiesa di campagna con un tetto di paglia. Si cominciò a costruire una vera cattedrale nella Plaza Mayor della città coloniale alla fine del secolo XVI. Fu terminata nel 1565 e il tempio fu consacrato sette anni più tardi. Il vescovado di Quito si costituì nell’anno 1545. E’ una chiesa molto bella, che si può visitare fuori dagli orari delle messe e dove si può ammirare l’arte della scuola di Quito, uno stile d’arte religiosa che mescola tecniche spagnole e europee con l’arte indigena del paese. Nella chiesa si trovano le tombe di Mariscal Antonio José de Sucre e quelle di molti Presidenti della Repubblica dell’Ecuador, così come quelle dei vescovi della città.
Nella Cattedrale, presente un numero piccolo di fedeli, il Papa è accolto dal Rettore. Seguirà un breve momento di preghiera davanti al Santissimo. Uscendo, il Santo Padre benedice i fedeli radunati nell’area del sagrato (Plaza Grande). Al termine il Santo Padre rientra in Nunziatura, distante 40 km ca.

A cura di Massimo Francini Redazione Papaboys / Fonte: Radio Vaticana – News.va – Il Sismografo

 

Santa Messa di Papa Francesco dal Parco de Los Samanes, Guayaquil  LIVE WEB-TV lunedì 6 luglio 2015 ore 18:30

Fausto Gabriel Trávez Trávez, Arcivescovo di Quito, racconta così l’attesa per la visita di Papa Francesco: nelle strade si sente dire: «Che bello avere qui Papa Francesco perché con la sua tenerezza, la sua semplicità e la sua umiltà mi ha ridato la gioia di essere cristiano. Voglio vederlo, ricevere la sua benedizione». Si concretizza così oggi in terra ecuadoriana quello che narra il libro degli Atti degli apostoli: «Perché… anche solo la sua ombra coprisse qualcuno di loro» (5, 15).

Guayaquil local time: 11.30 – Pope Francis presides the Holy Mass at Los Samanes park.



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