L’intolleranza contro la vita

grumoUna riflessione pubblicata sul blog del nostro amico Don Salvatore Lazzara – Propongo alla vostra attenzione l’esperienza di Giorgio Celsi. In Italia la libertà di espressione è morta da tanto tempo. La cultura relativista ed aggressiva, non permette il dissenso. Chiunque tenta di contestare le nuove ideologie, viene messo a tacere. E’ ora di svegliarci dal sonno della ragione. Altrimenti quando ci accorgeremo dei danni causati dal nostro silenzio, sarà troppo tardi per l’umanità. Ecco la testimonianza:
Come ogni mercoledì sto continuando da solo e ad oltranza il mio volantinaggio di protesta davanti all’ingresso della Clinica Mangiagalli, iniziato dopo che la questura ha spostato in data 7/9/13 con una prescrizione scritta l’iniziativa 9 ore di preghiera per la Vita indetta dall’Associazione “NO 194” ogni primo sabato dei mesi dispari in riparazione all’aborto, dalla suddetta clinica a Piazza 5 Giornate. Ricordo che la 9 ore di preghiera davanti alla Mangiagalli rientra in un’iniziativa che da mesi abbiamo allargato ai maggiori ospedali abortisti in tutta Italia. Ogni mercoledì trovo sempre molte difficoltà dovute a volte alle femministe che mi fanno sparire i miei cartelli e mi riempiono dei soliti slogan vetusti, al direttore sanitario dell’ospedale che mercoledì 18 è uscito per farmi delle foto, e inveendo frasi senza senso ha cercato ahimè inutilmente di farmi allontanare, io gli ho chiesto se non fosse contento che stavo facendo pubblicità al suo ospedale dicendo a tutti che fanno 10 aborti al giorno fra quelli programmati e quelli “Urgenti” (cosa c’è poi di urgente nel sopprimere un bambino concepito), così magari riusciva a farne di più e a guadagnare più soldi e che se avessi detto che fanno le appendiciti non mi avrebbe detto niente, mentre se dico che fanno aborti si arrabbia ( forse è la coscienza che è sporca?). Un intero BooK fotografico quello stesso giorno me l’ha fatto anche il caro Dott. Mutillo presidente del collegio infermieri di Milano a cui sono iscritto, per fotografare la mia divisa e il mio cartellino (io vado sempre con la mia divisa da infermiere) per riprovare nel tentativo di farmi licenziare! Io gli ho detto di riprovarci pure che se non c’è riuscito una volta magari la prossima gli andrà meglio! E gli ho ribadito che smetterò di testimoniare in divisa fuori dagli ospedali solo quando medici e infermieri smetteranno di farvi aborti.
Mercoledì 2/10 ho notato che a dare più fastidio era la croce che mi porto sempre dietro con appesi fedeli riproduzioni in plastica di bambini di 10 settimane nella pancia della mamma che mette in essere la frase evangelica “Ogni volta che avete fatto questo ad uno dei più piccoli di questi miei fratelli, l’avete fatto a me”. Matteo 25, 40. In sequenza sono intervenuti: Il Presidente del CAV della Mangiagalli: Matteo Castelli, che con fare arrabbiato per esprimere il fatto che si dissociava dalla mia iniziativa, si è lamentato dei cartelli che avevo esposto con scritto che il CAV può aiutare le mamme. Io gli ho fatto notare che anche io faccio parte di un CAV e che, come citato nell’articolo 3 dello statuto della federazione dei movimenti per la Vita e dei centri aiuto alla Vita, il nostro compito principale è soprattutto quello di opporsi alla legge 194 in materia di aborto e non di fare solo assistenza ( quella d’altronde la fanno anche chi è per l’aborto). Lui mi ha replicato dicendo che ii suo CAV ha salvato 13.000 bambini e io gli ho risposto che invece con il nostro silenzio e la nostra complicità alla legge 194 ne abbiamo lasciati morire 6.000.000!!!
grumo
– Alcune persone e alcuni dipendenti che criticavano il fatto che ero fuori dall’ospedale in divisa da infermiere, io a costoro ho fatto notare che almeno io ero di riposo e con un mio camice personale mentre c’era un andirivieni pauroso di personale medico e infermieristico che entrava e usciva dalla clinica alla strada in camice e divisa da lavoro in orari di lavoro.
– Sono poi intervenuti i Carabinieri che non convinti dagli uomini della Digos della regolarità del mio essere lì (infatti oltre a essere autorizzato dalla costituzione, ogni volta informo anche la questura del mio volantinaggio) hanno provato cercando di intimorirmi di farmi allontanare da davanti all’ingresso della clinica senza ovviamente riuscirci (è triste però pensare a quale dispiegamento di forze c’era all’esterno della clinica per me che difendevo la Vita, quando era dentro che si stavano sopprimendo bambini con l’aborto!).
La protesta delle femministe
La protesta delle femministe
E questa è la libertà di cui parlano le femministe, a mio avviso questi cartelli che hanno esposto più volte fuori dalla Clinica Mangiagalli durante i nostri momenti di preghiera del primo sabato dei mesi dispari in occasione dell’iniziativa “9 ore di preghiera per la Vita” promossa dall’Associazione “NO 194” (per altro autorizzati mentre loro non lo erano) dimostrano la violenza che sta dietro ai loro discorsi di autodeterminazione, infatti aborto ed eutanasia che rivendicano con tanto ardore non sono altro che la prevaricazione del più forte nei confronti del più debole e indifeso.
Mercoledì 9/10/13 ho scattato questa interessante foto durante il mio settimanale volantinaggio alla Mangiagalli contro il grave delitto dell’aborto chirurgico e chimico – 35/40 aborti alla settimana piu’ di 2.000 ogni anno ma: la cosa emblematica è che: “Ci si intenerisce per il cagnolino ma non per il bambino!!!” (vedi foto qui sotto). In una nazione dove abbiamo più cani che bambini e per giunta i primi sono molto più tutelati dei secondi, non siamo solo alla frutta; siamo già al digestivo! “Una Nazione che uccide i propri figli è una nazione senza futuro” Giovanni Paolo II.

 

1 COMMENTO

  1. Se lo incontriamo in un pianeta lontano è vita…certamente… ma non una persona con pieni diritti come pretendete voi! Il problema non è tanto il voler ignorare i diritti di questa vita, quanto quello di non riuscire a capire quelli delle persone coinvolte in vicende assai complesse che non possono essere imprigionate in schemi astratti. Il rispetto della libertà e dei sentimenti delle persone sono valori fondamentali NON negoziabili.

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