Le femministe contro Papa Francesco

Protesta della femministe in Argentina contro Papa Francesco.
Protesta della femministe in Argentina contro Papa Francesco.

L’esortazione apostolica “Evangelium Gaudium” di Papa Francesco è stata salutata dall’opinione pubblica con favore. Non sono mancate critiche che in alcuni casi si sono tradotte in vere e proprie manifestazioni di violenza verbale e fisica. Nella Chiesa si sono levate voci di compiacimento per le parole del Pontefice a favore dell’umanità che attende di essere salvata dal Signore Gesù. Papa Francesco, ha dedicato al tema della vita due paragrafi il 213 e il 214. Il contenuto si pone in continuità con il Magistero della Chiesa. Coloro che su questi temi invocavano “un’ apertura secondo le richieste del mondo”, sono rimasti delusi. In Argentina, durante una manifestazione femminista, un gruppo di donne ha bruciato una figura di Papa Francesco, altre giravano intorno al fuoco urlando e sfidando con provocazioni un gruppo di cattolici uniti in preghiera, che cercavano di impedire l’ingresso in Cattedrale. La resistenza cattolica, costituita da oltre un centinaio di persone provenienti da diverse parti del paese, ha impedito che la chiesa fosse profanata. Gridando slogan a favore dell’aborto, le donne, di cui molte a seno nudo, hanno spinto e aggredito i fedeli religiosi. Le esagitate hanno spruzzato gas in bomboletta in faccia ai giovani uomini che formavano il muro umano. Hanno anche dato  schiaffi e pugni nelle parti intime ai cattolici che impedivano loro, recitando il rosario, andare avanti. “Femministe argentine bruciano un “fantoccio” raffigurante il Santo Padre Francesco perchè, come i suoi predecessori contrario all’aborto, o meglio in linea con la posizione della Chiesa da lui rappresentata; le sinistre hanno sperato in un Papa vicino ai loro interessi, credo che debbano ricredersi, d’altra parte l’URSS, nel 1978, non credeva che GIovanni Paolo II li avrebbe disrutti; ammiro la posizione del pontefice che, nonostante alcune posizioni non sempre chiare (perchè distorte a volte dai giornalisti), sull’interruzione della gravidanza è stato chiaro, tanto chiaro che lo odiano. In spagnolo dico: ¡Vete al infierno, feministas argentinas” (Massimiliano Lanza).

Ecco le parole dell’esortazione che hanno provocato la protesta: “Tra questi deboli, di cui la Chiesa vuole prendersi cura con predilezione, ci sono anche i bambini nascituri, che sono i più indifesi e innocenti di tutti, ai quali oggi si vuole negare la dignità umana al fine di poterne fare quello che si vuole, togliendo loro la vita e promuovendo legislazioni in modo che nessuno possa impedirlo. Frequentemente, per ridicolizzare allegramente la difesa che la Chiesa fa delle vite dei nascituri, si fa in modo di presentare la sua posizione come qualcosa di ideologico, oscurantista e conservatore. Eppure questa difesa della vita nascente è intimamente legata alla difesa di qualsiasi diritto umano. Suppone la convinzione che un essere umano è sempre sacro e inviolabile, in qualunque situazione e in ogni fase del suo sviluppo. È un fine in sé stesso e mai un mezzo per risolvere altre difficoltà. Se cade questa convinzione, non rimangono solide e permanenti fondamenta per la difesa dei diritti umani, che sarebbero sempre soggetti alle convenienze contingenti dei potenti di turno. La sola ragione è sufficiente per riconoscere il valore inviolabile di ogni vita umana, ma se la guardiamo anche a partire dalla fede, “ogni violazione della dignità personale dell’essere umano grida vendetta al cospetto di Dio e si configura come offesa al Creatore dell’uomo” (213).

“Proprio perché è una questione che ha a che fare con la coerenza interna del nostro messaggio sul valore della persona umana, non ci si deve attendere che la Chiesa cambi la sua posizione su questa questione. Voglio essere del tutto onesto al riguardo. Questo non è un argomento soggetto a presunte riforme o a “modernizzazioni”. Non è progressista pretendere di risolvere i problemi eliminando una vita umana. Però è anche vero che abbiamo fatto poco per accompagnare adeguatamente le donne che si trovano in situazioni molto dure, dove l’aborto si presenta loro come una rapida soluzione alle loro profonde angustie, particolarmente quando la vita che cresce in loro è sorta come conseguenza di una violenza o in un contesto di estrema povertà. Chi può non capire tali situazioni così dolorose?” (214).

Carlo Climati commenta: “Provo una sensazione di grande tristezza nel vedere il video delle femministe argentine che bruciano un fantoccio di Papa Francesco davanti alla cattedrale. Qual è l’unica colpa di quest’uomo? Aver detto che la posizione della Chiesa di fronte all’aborto non può cambiare. Io sento tanta gratitudine per questo Papa e invito con tutto il cuore a leggere la sua Evangelii gaudium. E’ un grande dono per l’umanità intera”. Di seguito il video della manifestazione contro Papa Francesco. DonSa

 

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